Mimmo D’Alessandro

L’INTERVISTA
pubblicata su Paspartu 1 febbraio 2009

MIMMO D’ALESSANDRO

Parlare di musica con Mimmo D’Alessandro è un piacere per chi ama l’argomento. Ha lavorato con tutti i più grandi artisti internazionali ed è uno dei pochissimi che in campo musicale ha fatto tutti i tipi di lavoro, perciò si ha veramente la possibilità di imparare qualcosa…

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Mimmo, lei di dove è originario?
Sono nato a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli.

Dove ha vissuto prima di stabilirsi a Viareggio?
A Napoli fino a 17 anni, poi tre anni a Pisa e poi a Viareggio.

Che scuole ha frequentato?
Ho fatto l’Istituto Tecnico Industriale a Napoli.

Quando era bambino cosa diceva che avrebbe fatto “da grande”?
Il cantante… Da bambino volevo cantare…

Qual è stato il suo primo lavoro?
Ho fatto il barman, perché mi piaceva fare il caffè… E poi beccavo un sacco di mance! Poi, mentre andavo a scuola, ho lavorato in un negozio di tessuti.

Ora invece come si definisce il suo lavoro?
Mi occupo di organizzazione, management e produzione in campo musicale.

Il primo lavoro nel campo della musica quale è stato?
Ho iniziato seguendo Peppino Di Capri.

Ha fatto altri tipi di lavoro, sempre nel campo della musica?
Diciamo che nel campo della musica ho fatto tutti i tipi di lavoro: produttore, manager, promoter, gestore di locali… Mi sono occupato di musica a 360°. Anzi: sono uno dei pochi che ha fatto tutti i lavori in questo campo. Ho iniziato da zero, da attaccare i manifesti…

E adesso?
Adesso ho l’ufficio a Viareggio, dove lavorano 14 persone. Poi abbiamo una sede a Brescia. Nell’arco di un anno diamo lavoro a circa 2-3mila persone.

Parlando di artisti, ha lavorato con tutti i più grandi… Ha mai pensato di mollare?
Ma guarda… Nel 1986 organizzai i concerti di David Bowie ed ebbi la sensazione di aver raggiunto il massimo, così avevo quasi deciso di non fare più questo lavoro. Poi invece mi sono accorto che c’è sempre qualcosa di nuovo da fare!

Tra gli artisti con cui non ha ancora lavorato, c’è un “sogno nel cassetto”?
Aretha Franklin e Stevie Wonder.

Sono sogni irrealizzabili?
Fino ad ora Aretha Franklin è stato irrealizzabile perché non vola, ma ora pare che abbia deciso di prendere l’aereo, perciò si potrebbe realizzare. Stevie Wonder, invece, ti dico che è molto vicino…

Invece un paio di sogni ormai irrealizzabili?
Jimi Hendrix e Bob Marley, per ovvi motivi…! Però devo dire che mi considero fortunato perché ho lavorato davvero con tutti e ho avuto la possibilità di conoscere tutti.

Ma al giorno d’oggi gli artisti sono raggiungibili, per chi organizza i loro tour?
Oggi l’ambiente è diventato più freddo, i rapporti tra artisti e produttori si sono raffreddati. Internet è una cosa bellissima, ma ha fatto sì che non ci sia più bisogno di vedersi di persona, che era la cosa più bella di questo lavoro. Parlare di persona con David Bowie, ad esempio, è stata un’esperienza unica. Tutto, in generale, era più creativo e divertente.

Si occupa ancora di Giorgia?
No. E’ stato un sodalizio lungo e positivo per entrambi, ma di comune accordo non lavoriamo più insieme.

Ha in cantiere qualche nuovo progetto italiano?
Da tre anni sto lavorando con Karima. Con lei siamo partiti da zero e andrà a Sanremo. Ha 23 anni ed è di Livorno. Partire da zero e vedere un’artista crescere è una gran bella soddisfazione. Burt Bacharach scriverà per lei due pezzi, tra cui quello di Sanremo.

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Ha qualche hobby?
Mi piace andare a cavallo e giocare a calcetto con gli amici.

Che musica ascolta, non per motivi di lavoro?
Ascolto tutto, basta che sia buona musica. La mia preferita è la black music.

E’ mai andato a vedere un concerto per svago e non per lavoro?
Sì, certo. Sono andato a vedere i Led Zeppelin e anni fa andai a Londra a vedere Bruce Springsteen.

Sa cucinare?
Sì, gli spaghetti olio e parmigiano!

Il luogo più bello della Versilia?
Ce ne sono tanti… Io sono molto legato alla Versilia. A Viareggio si sta benissimo. Amo Viareggio come se fossi un viareggino.

Da quanti anni ha l’ufficio a Viareggio?
Dal 1980. Da quando sono qui ho sempre avuto questo ufficio in via Mazzini.

C’è un personaggio versiliese che stima in particolare?
Mah… Ho un buon rapporto con tantissime persone…

Con i giornalisti che rapporto ha?
Molto buono.

Un suo difetto?
Sono disordinato. Però nel mio disordine ci vivo bene!

Un suo pregio?
Amo moltissimo il mio lavoro.

Qualche complimento ricevuto che le ha fatto piacere?
Nel mio lavoro devo dire che ho avuto tanti complimenti. Lo faccio con tanta vera passione. Non ho mai pensato al business e non sono un agente. Bisogna dire che fare questo lavoro da una città piccola come Viareggio è molto difficile…

Qualcuno le ha mai offerto di spostarsi?
Sì, è successo tante volte…

Perché ha sempre rifiutato?
Ho sempre detto “no” perché la mia libertà è impagabile. Poi anche perché qui ho una squadra di persone molto valide che lavorano per me. La mia squadra è il mio fiore all’occhiello. Sono i migliori in Europa. Trovare altrove uno staff simile non è proprio possibile.

E’ religioso?
Credente, non praticante. Ho fede.

Destra o sinistra?
Né destra né sinistra, sono per le persone. Quando vado a votare, che per me è una cosa importantissima, voto le persone e i loro programmi. Non sono fanatico.

Matrimonio o coppia di fatto?
Sono stato sposato, ho un figlio, sono divorziato da tanti anni e ora sono single.

Suo figlio lavora con lei?
Sì.

Gli piace questo lavoro?
Sì.

Mi racconti l’aneddoto più simpatico che le è capitato con un artista famoso…
Ce ne sono tanti. Uno su tutti, con Ray Charles. Nel 1992 abbiamo registrato una trasmissione tv a puntate per Rai Uno, condotta da Gianni Minà. Nella prima puntata era ospite Ray Charles. Minà arrivò con tre ore di ritardo e Ray Charles si arrabbiò molto. Ci fu una litigata pazzesca, ma anche divertente, perché a un certo punto Ray Charles disse “Vorrei vedere se…”…!

Ha mai pensato di scrivere un libro con tutti gli episodi divertenti riguardanti gli artisti con cui ha lavorato?
E’ una cosa che mi chiedono spesso, ma io rispondo sempre “Ma a chi interessa un libro scritto da me?”

Magari con le richieste più strane che le fanno gli artisti, come ad esempio l’allestimento che chiedono per i camerini…?
Guarda, viste dal di fuori, cioè per chi non fa questo lavoro, alcune richieste possono sembrare strane. Ma in realtà nessuna richiesta è strana, perché dobbiamo pensare che i grandi artisti sono persone in fondo normali, che stanno in giro per il mondo tutta la vita e le richieste che fanno sono solamente per trovarsi a proprio agio in ogni posto…

Progetti futuri?
I tour di Bob Dylan e Simply Red in Italia, Rod Stewart in Spagna. Poi Tina Turner, gli Eagles, Bryan Adams…

Con gli italiani non ci lavora?
Ma sai… Io ho un modo di lavorare tutto mio. Per soddisfazione mia personale, lavoro con gli artisti internazionali, perché gli italiani suonano un po’ dovunque e proporre con loro qualcosa di unico non è possibile.

Per il “Summer Festival 2009” a Lucca ci sono già dei nomi?
Sì: Anastacia, Lenny Kravitz, James Taylor, Burt Bacharach, Ry Cooder. In tutto saranno dieci o undici date.

Qualche novità nella formula?
Quest’anno daremo più spazio ai giovani. Cioè ogni concerto sarà aperto da un giovane. Con la collaborazione di una scuola di musica, i gruppi giovani saranno invitati a mandare un demo e faremo delle vere e proprie audizioni per scegliere il cast “giovane”.

Quella del 2009 sarà l’edizione numero…?
Edizione numero 12 a Lucca, ma prima ci sono state 8 edizioni a Lido di Camaiore, dentro BussolaDomani. Quindi in tutto sono 20 edizioni: è una grande soddisfazione…

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CHI E’…
Mimmo D’Alessandro nasce a Somma Vesuviana (Napoli) e da anni si occupa di organizzazione, management e produzione in campo musicale. Nel suo ufficio di Viareggio, in via Mazzini, lavorano 14 persone che gestiscono tour di artisti di calibro internazionale. E’ l’ideatore e organizzatore del “Summer Festival” di Lucca, che quest’anno compie 20 anni (8 edizioni a Lido di Camaiore e 12 a Lucca).

(Foto di Cinzia Donati)

 

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