Vincenzo Lardinelli: sulla spiaggia e nel nuovo millennio

L’INTERVISTA
pubblicata su Paspartu 16 maggio 2009

VINCENZO LARDINELLI: sulla spiaggia e nel nuovo millennio

Imprenditore, per certi versi “rivoluzionario”, ma non di quelli che sta seduto alla scrivania dalla mattina alla sera! Con un passato da campione di triathlon e un futuro in giro per il mondo a realizzare strutture pari al Balena 2000…

primo piano al balena 2000

Ci racconti qualcosa di lei: partiamo da luogo e data di nascita…
Sono nato il 5 marzo 1964, segno dei Pesci, a Viareggio al Tabarracci. Fino all’età di cinque anni ho abitato a Torre del Lago Puccini, poi sempre a Viareggio. A dire il vero, al momento viaggio molto in giro per il mondo…

Ha mai pensato di trasferirsi altrove?
Mai fino a un anno e mezzo fa.

Ora ci sta pensando?
Sì.

Perché?
Le prospettive della nostra città ultimamente sono cambiate. Vedo un certo degrado…

Torniamo alla sua infanzia. Che scuole ha frequentato?
Elementari Dorotee a Viareggio, medie Menini, liceo scientifico. Poi ho iniziato Medicina, per tre anni. Avevo entrambi i genitori titolari di un avviato studio dentistico in piazza Mazzini a Viareggio. Però dopo un po’ ho capito che la mia vita, chiusa in uno studio, non sarebbe stato il meglio per me.

Quindi ha abbandonato gli studi di Medicina?
Sì. Un po’ per propensione personale, un po’ anche perché mi stavo dedicando molto allo sport…

Già: lo sport ricopre un ruolo importante nella sua vita, vero?
Al momento in cui ho lasciato l’Università mi stavo impegnando molto nel triathlon. La passione per lo sport l’ho sempre avuta fin da bambino.

L’ha ereditata da qualcuno, la passione per lo sport?
A otto anni e mezzo, mio nonno mi portò a fare il provino per i pulcini del Viola Club, ma ero troppo piccolo perché bisognava avere dieci anni. Lì ho subito il primo serio trauma dovuto alla percezione del tempo! Quell’anno e mezzo che mi separava dai dieci anni mi sembrò una vita! Ora invece mi trovo a passare da un’estate all’altra senza neanche accorgermene!

Ha proseguito con il calcio?
No. Alla morte del nonno materno, che mi ha allevato perché i miei genitori lavoravano, ho iniziato a nuotare.

Come mai?
Mia madre era convinta che il calcio non fosse l’ambiente ideale per viverci. Quindi, diciamo per imposizione della famiglia, mi dedicai al nuoto fino all’età di quindici anni. Poi da un giorno all’altro smisi. Tornai a giocare per un po’ a calcio nella squadra “Il Gabbiano” e poi passai al tennis.

Lì vinse qualche trofeo?
Sì. Con il CTL di Lido di Camaiore vincemmo la Coppa Italia. Poi mi venne l’idea del triathlon, cioè nuoto, bicicletta e corsa.

La sua famiglia era d’accordo?
Ma guarda, l’incoraggiamento di mio padre fu questo: “Come fai a dedicarti al triathlon che sei zero per la corsa, zero in bici e forse qualcosina di meglio nel nuoto?”. Per testardaggine mi ci dedicai seriamente!

E qui ha collezionato vittorie…
Ero il capitano della squadra che nel 1999 vinse il titolo nazionale. Nel 2000 ho partecipato all’ultima gara, perché poi partì il progetto Balena 2000, che dall’agosto 2000 mi ha assorbito al 100%.

Con lo sport ha chiuso sul più bello?
Io avevo in mente un’idea di sport particolare: dicevo che l’avrei praticato fino a che mi avrebbe reso una persona migliore.

la vittoria al triathlon di viareggio del 2008
La vittoria al Triathlon di Viareggio del 2008

Passiamo a raccontare un po’ di storia del Balena…
Il Balena nasce nel 1873 con la famiglia di navigatori Balena. Curiosamente, il 1873 è anche il primo anno di Carnevale! Quel Balena bruciò con il famoso incendio della Passeggiata. Fu ricostruito e passò alla famiglia Matteoni. La mia famiglia lo acquistò da loro nel 1993, con in mente un progetto ben preciso, che è quello di oggi.

Ovvero?
Il mare anche d’inverno, in un luogo vicino alla Passeggiata di Viareggio, con una parte della struttura interrata. Aperto tutto l’anno. Dal 19 maggio 2001 non ho più fatto la chiusura invernale.

Un’idea avanti con i tempi…
Il Balena rappresenta uno dei pochi tentativi di cambiamento di tendenza della città. Questa è la zona che ha inventato il turismo balneare e il Balena è la prima struttura che ha adottato l’apertura 365 giorni l’anno. Io, in questo campo, mi sento un rivoluzionario! Parafrasando Mario Tobino, mi piace dire “Sulla spiaggia e nel nuovo millennio”! Il Balena offriva l’avanguardia già cento anni fa. Oggi con l’aiuto della tecnologia andiamo oltre.

Si sente appoggiato dalla sua città in questa idea di avanguardia?
Penso che questa zona, per genìa, abbia inventato tante cose che poi sono state sfruttate da altri. C’è da chiedersi perché…

Già: perché?
Perché l’idea di andare avanti va a ledere l’attitudine conservativa che nella nostra città è molto radicata. Secondo me si usa la scusa della conservazione delle nostre tradizioni per bloccare le nuove idee.

E invece qual è la vera ragione, secondo lei?
E’ la propensione a voler sempre contentare tutti. Cioè la volontà di scegliere sempre la soluzione più semplice. E’ un tipo di amministrazione che cerca di limitare tutto per non gestire il problema alla base e trovare soluzioni che non creino troppi disagi.

Con i lavori di scavo del Balena si creò un sacco di “rumore” in città…
Sì. Le difficoltà del Balena me le hanno volute spacciare per invidia dei vicini, ma ovviamente non è così! La copertura delle piscine, ad esempio, è un progetto depositato in Comune ormai da anni e nessuno si preoccupa di darmi una risposta: né sì, né no.

Mancanza di voglia di assumersi responsabilità?
Sì! Chi amministra non si assume responsabilità e le persone come me vengono scoraggiate. Ci tengo a precisare che in tutti i processi in cui sono stato coinvolto sono sempre stato assolto.

Per questo sta guardando all’estero?
Eh sì. Ho una compagnia in Nicaragua nel settore turistico e immobiliare. Poi in Cina spero di aprire entro breve un locale destinato allo svago e all’intrattenimento. In Argentina a Mar del Plata ho un progetto avviato per creare una struttura simile al Balena.

Il suo futuro non è viareggino, mi sembra di capire…
In questi posti fuori dall’Italia la vita costa molto meno rispetto a qui. Inoltre stanno cercando di muoversi. Qui invece siamo fermi.

Per lo sport non ha più tempo?
Eeh… Ora di sport ne faccio poco. Prima di pranzo faccio un po’ di nuoto e d’inverno un po’ di palestra, ma per far qualcosa seriamente dovrei iscrivermi altrove!

Ha qualche hobby?
Passo tanto tempo al computer e al telefono!

Va mai al ristorante?
Sì: a Viareggio, Da Romano, Da Pino e Amaro, tre forme diverse di eccellenza.

Per lavoro viaggia molto?
Sì, per documentarmi e vedere quali sono le tendenze all’estero. Al momento vado in Cina, Russia, Argentina.

Qual è il luogo più bello della Versilia?
La nostra spiaggia di ponente.

Qualche personaggio illustre che stima in particolare?
Giacomo Puccini e Lorenzo Viani. Tra le persone viventi non so. Per un giovane, trovare un esempio positivo da seguire è difficile. Direi Marcello Lippi e Fabio Perini.

E’ religioso?
Ho seguito la disciplina Zen e mi sento incline a quella. La mia immagine di benessere è nuotare al tramonto verso il sole.

Destra o sinistra?
Non mi sento di appartenere a nessuna delle due. Mi esprimo pubblicamente su qualsiasi contenuto, ma senza appoggiare nessuno in particolare.

Matrimonio o coppia di fatto?
Coppia di fatto. Con Susanna da tanti anni.

Un pregio?
Non so, lo lascerei dire agli altri.

Un difetto?
Troppo perfezionista.

Una paura?
Quando affronto qualcosa, ho paura dell’insuccesso.

La critica peggiore che ha ricevuto?
Dalla mia famiglia. Mi sono sentito dire che non sono un buon figlio. Il progetto Balena mi è costato in termini di soldi e anche di affetti familiari.

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CHI E’…
Imprenditore, sportivo, campione di triathlon, titolare del B2K Balena 2000 di Viareggio. Nato il 5 marzo 1964 a Viareggio. Da aprile 2008 è presidente nazionale della F.I.B.A. Federazione Italiana Imprese Balneari.

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Balena, foto storica

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