Mara Ariani Mazzei: nata per la musica

L’INTERVISTA
pubblicata su Paspartu 1 dicembre 2009

MARA ARIANI MAZZEI: nata per la musica

Mara è un volto conosciuto… Ha fatto talmente tante cose che inquadrarla in un solo ruolo è veramente difficile. Diciamo che il filo conduttore della sua vita professionale è la musica, più in generale lo spettacolo. Ma, vista la mia difficoltà a spiegare in poche parole che lavoro fa, lo chiedo direttamente a lei…!

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Mara, raccontaci di te: dove e quando sei nata?
A Viareggio, a centro metri dai vecchi hangar del Carnevale, con il salmastro nel sangue, il 24 agosto 1977. Sono una cuspide leone/vergine: solare e orgogliosa come il leone, pignola come la vergine!

Che lavoro volevi fare da piccola?
Il notaio, perché mi avevano detto che avrei lavorato poco e guadagnato tanto! Poi c’è stato un periodo in cui volevo fare l’archeologa e poi l’assistente di Mariele Ventre, che dirigeva il coro dello Zecchino d’Oro. Facevo spesso un gioco in cui immaginavo che il salotto di casa mia fosse un teatro e organizzavo la sala, spostando i bambini immaginari da un posto all’altro!

Avevi già lo spettacolo nel sangue?
Guarda… A due anni presi parte a una recita dell’asilo. A fine spettacolo mi misi a staccare i fiori dal proscenio, li baciavo e li lanciavo al pubblico!

A che età hai iniziato a capire che il mondo dello spettacolo faceva per te?
Mah… Da adolescente rinfacciai ai miei genitori di avermi dato troppi stimoli e non sapevo ancora cosa volevo fare da grande. Ai tempi del liceo classico ero convinta di diventare archeologa. Ma iniziai a capire che studiare, per me, era una fatica. Mi ritirai dal classico e mi iscrissi al liceo psico-pedagogico. Poi iniziai l’Università.

Ma avevi già iniziato a calcare le scene?
A 11 anni iniziai a studiare danza classica. Fu una scelta di mia madre, perché ero poco femminile. Il fatto di avere un fratello più grande di me di un anno, non mi aiutava nella femminilità… Pensa che alle elementari, per le recite di Natale, mi facevano sempre fare l’Arcangelo Gabriele!

Oltre alla danza classica, hai studiato anche recitazione e canto, vero?
Sì. Per passione mi sono dedicata al musical, che è musica e teatro. Il teatro non è solo parola. Un corpo deve saper comunicare anche senza audio. Per questo la danza è importante nel musical. A 16 anni però ho mollato gli studi di danza classica.

Perché?
Perché ho dovuto scegliere tra l’Accademia di Danza Classica, che in quel momento mi sarebbe piaciuta, e quindi lasciare gli studi, oppure continuare a studiare. Ho deciso di proseguire gli studi. In quel periodo ho iniziato a prendere le prime lezioni di canto. Per mantenermele lavoravo nei pub. L’Università poi non l’ho finita.

Quindi a un certo punto lavoravi e ti mantenevi le lezioni di canto?
Sì. Di lì a poco, attraverso vari contatti importanti, ho iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo. A livello locale il gruppo dei Bad Experience, di cui faccio parte, è stato un vero e proprio cantiere per me. Ci si esibiva nei locali e ci si divertiva. Per scherzo inserimmo in scaletta qualche brano di Jesus Christ Superstar.

…Da scherzare sei passata a fare sul serio!
Sì… I pezzi di Jesus che facevamo piacevano talmente tanto, che nel 1998, sempre per scherzo, passammo a fare tutto il musical, che debuttò a Lucca a Villa Bottini nel 1998. Piano piano da situazione amatoriale è diventato un impegno.

…Ed è iniziata la tua vita in tournèe…
Eeeh sì. Il tour forgia il carattere, diventi autonomo. Succede che ti svegli di notte e magari non ti ricordi dov’è il bagno, perché la notte precedente eri a dormire in un altro albergo!

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Quanti lavori hai fatto nel mondo del teatro?
Tanti! Assistente macchinista, regista, coreografa, attrice. Ma tanti anche fuori dal teatro: decoratrice di interni, insegnante, tata di sei fratellini, ho scaricato crisantemi al cimitero… Ho fatto di tutto per potermi permettere di fare altro…

Quindi se ti chiedo che lavoro fai adesso…?
Sono al servizio dell’arte, in continua evoluzione! Mi sto appassionando di fotografia e sto ripartendo in tour con la compagnia Rockopera e Jesus Christ Superstar, in cui interpreto Maria Maddalena, oltre ad essere regista.

Nel tempo libero cosa fai?
Sono un carpentiere! Il mio fidanzato per Natale mi ha regalato un trapano!

Il tuo fidanzato lavora con te?
No, si occupa di informatica. Ho avuto compagni nel mio campo, ma c’è conflittualità.

Un tuo pregio e un difetto?
Non perdo il senso della meraviglia. Lo stupore del bambino aiuta ad essere ricettivi agli stimoli esterni. E’ anche il mio più grande difetto!

Un sogno?
Diventare nonna!

La tua più grande ambizione in campo professionale?
Lavorare con Gigi Proietti, perché so di riflesso dai miei colleghi che è un grande uomo.

Secondo il tuo punto di vista, puoi dirmi una caratteristica per ogni personaggio con cui hai lavorato, qualcosa di ognuno che ammiri in particolare?
L’eleganza di Christian De Sica, la disciplina di Raffaele Paganini, la dolcezza di Andrè De La Roche, il senso materno di Liliana Cavani, il carisma di Massimo Ranieri.

Per completare il quadro, sei anche insegnante…
Ai fini dell’insegnamento, ho scritto un progetto di musica per i bambini delle scuole che si chiama “Giro del Mondo in 16 battute”. E’ un lavoro di intercultura che si compone di una serie di incontri dove si apprendono le prime nozioni di musica. Alla fine i bambini cantano e mettono in scena uno spettacolo.

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CHI E’…
Cantante, attrice, ballerina, Mara è diplomata alla Bernstein School of Musical Theatre di Bologna. In teatro l’abbiamo vista in “Poveri ma belli”, con Michele Carfora e Bianca Guaccero, regia di Massimo Ranieri, musiche di Gianni Togni; in “Parlami di me”, con Christian De Sica, di M.Costanzo-E.Vaime, coreografie di Franco Miseria; in “Cannibal, il musical”, di Parker-Stone, con Claudio Insegno; in “Valentino”, con Raffaele Paganini; in “All that jazz” di e con Andrè De La Roche; in “Pagliacci”, con Daniela Dessì, regia di Liliana Cavani; nel ruolo di Maria Maddalena nel “Jesus Christ Superstar” della compagnia Rockopera. Ha fatto la vocalist in studio e live per Zucchero, Dirotta su Cuba e altri. Solista con la band Bad Experience. E’ autrice del progetto propedeutico di teatro musicale “Giro del Mondo in 16 battute”. E’ coreografa per Metropolis Production di “Welcome to the machine”. E’ actor-trainer per Rockopera dal 2001. Insegna canto presso JAM Centro Musica Moderna di Lucca.

 

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