Sebastiano Mondadori

L’INTERVISTA
uscita su Paspartu 1 marzo 2011

SEBASTIANO MONDADORI

Occorrono una forte motivazione e un po’ di talento per fare della scrittura la propria professione principale. Parola di esperto! Sebastiano Mondadori vive a Lucca. Scrive e dirige la Scuola di Scrittura Creativa Barnabooth, che ha sede dentro Palazzo Ducale.

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D: E’ possibile fare della scrittura la propria professione?
R: Sì. Io sono contento perché ho la possibilità di fare quello che volevo veramente. Con tanti sacrifici certo. La vita dello scrittore è difficile. Poi fare quello e basta con tre figli è ancora più difficile!

D: Ma si vendono i libri?
R: La gente non compra libri, purtroppo.

D: Però tutti scrivono!
R: Già. Anche i personaggi famosi scrivono, ma non sono scrittori. Scrivere libri non è una passeggiata.

D: Infatti lei è nipote di Alberto Mondadori, ma questo non ha influito nella sua carriera di scrittore, vero?
R: Quando ho proposto il mio primo libro alle maggiori case editrici, tipo Mondadori, Feltrinelli, Bompiani, Einaudi mi è stato risposto che era troppo lungo, dunque inadatto al mercato editoriale. Ci ho messo due anni per trovare un editore.

D: Quindi per pubblicare il primo romanzo ha bussato alla concorrenza?
R: Sì. Ora che posso permettermi di scegliere, non pubblicherei con il marchio Mondadori per una questione personale, per il cognome che porto. Comunque non mi sembra una tragedia… Ci sono tante altre case editrici!

D: Che requisiti, diciamo “di base”, bisogna avere per diventare scrittori?
R: Bisogna avere un po’ di talento e una forte motivazione.

D: Vivere solo di scrittura è cosa rara…
R: Sì. Per questo è nata la Scuola di Scrittura Creativa: è un modo per rimanere ancorato all’argomento.

D: Dove ha sede?
R: A Lucca, dentro Palazzo Ducale. Si chiama Barnabooth.

D: A cosa è ispirato il nome?
R: Barnabooth è il personaggio di un romanzo di Valery Larbaud. Un ricco signore che è anche cleptomane. Mi piaceva accostare questa immagine a quella dello scrittore che non può fare a meno di leggere. Si legge per imparare a scrivere e si scrive per tornare a leggere. E’ tutto un rincorrersi di leggere e scrivere, rileggere e riscrivere.

D: Che risultati promette la sua Scuola?
R: Qui nessuno promette risultati sicuri. Qualsiasi scrittore sa che ogni mattina davanti alla pagina bianca si rinnova la scommessa quotidiana con il destino.

D: C’è un alone di sospetto verso le scuole di scrittura, vero?
R: Tutto si può insegnare. Per prima cosa bisogna chiarire che non c’è un nesso diretto tra scrittura e pubblicazione di libri. Intanto si parla di educazione alla lettura. La scrittura creativa è materia di insegnamento universitario nella cultura anglosassone (negli Stati Uniti e in Inghilterra). Può essere un modo per selezionare e scremare gli scrittori. Negli Stati Uniti almeno l’80% degli scrittori ha seguito una scuola di scrittura creativa.

D: Quante ce ne sono in Toscana?
R: Poche.

D: Cosa è la “scrittura creativa”?
R: E’ insegnare a scrivere un racconto. L’obiettivo è quello di portare chi scrive ad essere consapevole del proprio valore e dei propri limiti.

D: Esiste il limite della pagina bianca?
R: Certo! Noi cerchiamo di portare lo scrittore a ridurre lo scarto tra tutto quello che ha in testa e quello che scrive. Si cerca di avvicinare le intenzioni al risultato. Comunque l’obiettivo, minimo ma concreto, è quello di arrivare a scrivere un racconto.

D: Andiamo nel “tecnico”: come funziona una scuola di scrittura creativa?
R: Ci sono diversi corsi. C’è sempre un laboratorio di base in cui si insegna la tecnica, ma anche i vari trucchi del mestiere.

D: Quindi esiste una tecnica per scrivere?
R: Certo. Esistono, diciamo così, le fondamenta. Esiste una tecnica che permette di strutturare un racconto. La parte teorica si rifà agli esempi concreti degli scrittori.

D: Ad esempio cosa si impara dalla parte teorica?
R: Mah, ad esempio si cerca di capire cosa è l’incipit e come funziona…

D: Invece passando alla pratica?
R: Sotto l’aspetto pratico, si fanno esercizi veri e propri. Si fissa un tema, un numero di pagine e si inizia…

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D: Lei di cosa si occupa esattamente all’interno della Scuola?
R: Io seguo la parte “di bottega”, cioè il lavoro pratico sul racconto. Poi ci sono docenti che si occupano delle lezioni tematiche, alcune di esse si fanno anche con scrittori famosi, per entrare meglio dentro l’argomento. In alcune lezioni a tema, ad esempio, si può parlare di “editing”, ovvero di “riscrittura”.

D: Nella scrittura tutto è studiato nei particolari?
R: La scrittura non è estro. E’ grande disciplina e, se vogliamo, è anche noiosa!

D: Quanto tempo ci vuole per imparare a scrivere nella sua Scuola?
R: Un corso ha la durata di circa sei mesi. Esiste il corso base, quello avanzato e quello di scrittura autobiografica. A fine marzo cominceranno i nuovi corsi, le iscrizioni sono aperte. Ogni anno circa quaranta persone di tutte le età (maggiorenni) frequentano la nostra Scuola. I migliori racconti vanno a far parte, ogni anno, dell’antologia della Scuola. A marzo esce 15meno. Seconda Antologia Barnabooth, editore ZonaFranca di Lucca.

D: I corsi hanno un’aria seriosa o sono anche divertenti?
R: Ma guarda… In quattro anni che sono qui, ho fatto un sacco di amicizie grazie alla Scuola. E’ un luogo di incontro e di scambio. Andiamo anche a cena insieme…

D: Come si svolge la giornata all’interno della Scuola?
R: L’orario è pomeridiano e serale, perché ci sono anche studenti. Durante il weekend invece ci sono i seminari di approfondimento a tema.

D: Che requisiti bisogna avere per frequentare questo tipo di Scuola?
R: Bisogna essere critici con se stessi. Si dà per scontata una formazione minima. Poi occorrono una grande determinazione e convinzione. E’ molto interessante misurarsi con gli altri nell’ambito della Scuola. Leggere ad alta voce il proprio lavoro e ascoltare quello degli altri. Un po’ giudicati e un po’ critici.

D: Quindi non si scrive per se stessi?
R: No. Si scrive per essere letti da qualcuno. Per questo l’ambizione ci deve essere. E’ importante tenere conto di un ipotetico lettore che leggerà quello che hai scritto.

D: A parte la gestione della scuola, Lei è scrittore…
R: Ho scritto sette libri. L’ultimo è uscito alla fine del 2009, “Un anno fa domani”, selezionato al Premio Strega e al Viareggio Repaci. Il primo è uscito nel gennaio 2001.

D: Prima di venire a vivere a Lucca, dove viveva?
R: Sono stato a Milano fino al 2006.

D: Di cosa si occupava a Milano?
R: Collaboravo con “L’Unità”, con “Io Donna”. Ho lavorato in alcune case editrici, ad esempio Feltrinelli, come lettore. Leggevo e davo dei giudizi ai libri. Con Bruno Mondadori ho diretto una collana di saggistica. Nel 1990 sono stato a Roma, dove ho fatto l’aiuto regista volontario a Mario Monicelli per il film “Rossini! Rossini!”. Ma sono rimasto spaventato dal mondo del cinema!

D: Chi le ha trasmesso la passione per la scrittura?
R: Sono cresciuto tra i libri. Fin da piccolo frequentavo queste zone e ricordo che la mia famiglia aveva una villa a Camaiore costruita da mio nonno, dove c’era un bellissimo studio con la biblioteca. Io, tra un bagno in piscina e una partita di calcio, leggevo!

D: Ci racconti la sua giornata-tipo…
R: Mi sveglio prestissimo e porto i bambini a scuola. Ho tre figli: Camilla, di nove anni, Tommaso, di sette e Niccolò, di cinque. Nella mattinata scrivo e nel pomeriggio mi dedico alla Scuola.

D: Hobby?
R: Cinema. La lettura era un hobby, ma adesso è un lavoro.

D: Legge mai per piacere?
R: Non più. Comunque leggerei i classici. Vorrei riprendere a giocare a calcio e ad andare in bici, ma ho perso il fisico.

D: In estate va al mare?
R: Faccio vita da spiaggia con i bambini, a Lido di Camaiore al Bagno Pardini. Da piccolo invece andavo al Bagno Nilo.

D: Frequenta locali notturni?
R: No. Però sono un uomo da osteria. Mi piacciono i luoghi conviviali.

D: Progetti in cantiere?
R: Sto scrivendo un nuovo romanzo, che uscirà a inizio dell’anno prossimo.

D: Un difetto?
R: Sono impulsivo.

D: Un pregio?
R: Sono entusiasta della vita.

D: Destra o sinistra?
R: Sinistra sempre, anche se non c’è.

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CHI E’…
Sebastiano Mondadori è nato a Milano il 1° aprile 1970. Vive a Lucca, dove ha fondato e dirige la Scuola di Scrittura Creativa Barnabooth. Ha scritto Gli anni incompiuti (Marsilio 2001, Premio Kihlgren, Premio Rhegium Julii, Premio Fortunato Seminara, Premio Meda), Sarai così bellissima (Marsilio 2002), Come Lara e Talita (Marsilio 2003), La commedia umana. Conversazioni con Mario Monicelli (il Saggiatore 2005 – Efebo d’oro del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani per il miglior libro di cinema dell’anno), L’importanza delle pulizie (Trasciatti 2008), Un anno fa domani (Instar Libri 2009 – selezionato per il Premio Strega 2010) e la raccolta di interventi critici Balliamoci sopra. Sbandate letterarie (ZonaFranca 2010). Ha curato il volume di racconti Una lunga novità. Prima Antologia Barnabooth (Trasciatti 2009) e con Tiziano Toracca 15meno1. Seconda Antologia Barnabooth (ZonaFranca). Si è laureato in Filosofia all’Università di Pavia con una tesi sullo Zibaldone di Giacomo Leopardi. E’ stato consulente editoriale di diverse case editrici. Ha diretto la casa editrice di saggistica universitaria Cardano e la collana Ricerca di Bruno Mondadori. Ha collaborato con “Nuovi Argomenti”, il “Magazine” del “Corriere della Sera”, “Io Donna” e “L’Unità”.

 

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