Fiorenzo Bresciani: professione casalingo perfetto!

L’INTERVISTA
PUBBLICATA SU PASPARTU 1 MAGGIO 2011

FIORENZO BRESCIANI: professione casalingo perfetto!

Incontriamo l’ideatore dell’Associazione Uomini Casalinghi, che si è regolarmente costituita nel 2003 dopo dieci anni di attività. Vi aderiscono circa 5600 uomini che, a tempo pieno o solo parziale, si dedicano alle faccende domestiche. Riflessione dopo questa piacevolissima chiacchierata con Fiorenzo: chissà quanti rapporti di coppia in crisi potrebbero migliorare se gli uomini dessero il proprio contributo nella pulizia della casa…

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D: Fiorenzo, lei che lavoro fa esattamente?
R: Sono casalingo!

D: Mi spieghi meglio… Detto così suona strano…

NOTA: Mi metto a leggere un articolo (tra le centinaia che Bresciani mi mostra!) uscito nel 2003 su “Allegro”, un libro di testo scolastico per italiani in Germania, dove Fiorenzo diceva: “Sono casalingo e la mia vita gira intorno alla casa… e a mia moglie. Lei è medico e il suo lavoro è molto stressante. Ma anch’io ho tanto da fare. Ecco la mia giornata: la mattina preparo colazione, faccio il letto, metto in ordine, pulisco, stiro – ma stirare non è il mio forte – e vado a fare la spesa. Il pomeriggio lavoro nello studio di mia moglie, poi torno a casa e preparo da mangiare, così quando lei finisce di lavorare la cena è già pronta… Ormai sono un cuoco perfetto!”.

Fiorenzo ci tiene a specificare: “Ora sono separato”.

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D: Allora è più casalingo di prima?
R: Praticamente sì!

D: Ha messo ancora più a frutto quello che sa sull’argomento?
R: Sì! (ride) Ho aiutato e sto aiutando molti uomini separati che si trovano a dover gestire da soli le faccende domestiche.

D: In giro si parla della sua Associazione?
R: Sì tantissimo! Tutte le più conosciute testate nazionali e internazionali hanno parlato e parlano costantemente di noi. Ho una rassegna-stampa infinita…

NOTA: Mi mostra qualcosa. Un servizio di tre pagine con tante foto uscito sul “The Mirror” (inglese) nel luglio 2003, articoli in cui si parla della BBC che è venuta da Londra ben tre volte per intervistare Bresciani, un articolo sul “Times”, articoli su “Panorama”, articoli su tutti i settimanali femminili possibili e immaginabili…

D: Ci racconti un po’ di lei…
R: Sono nato a Pietrasanta nel 1952. Avevo una macelleria in via Marco Polo a Viareggio. A quel tempo ero sposato e mia moglie si stava laureando, studiava per diventare medico. Io mi ero stufato del mio lavoro, non mi piaceva più. Mi capitò l’occasione di vendere la macelleria e la vendetti. Rimasi a casa senza lavoro e nel frattempo mia moglie iniziò la sua attività di medico. Come succede in tutte le coppie che vivono insieme, chi sta a casa si occupa dei lavori casalinghi. Visto che ero io a stare a casa, me ne occupavo io.

D: Come nasce l’idea di creare un’associazione per uomini casalinghi?
R: Ricordo benissimo, come fosse un film, quell’istante in cui è nata l’idea. Era agosto 2002, mia moglie arrivò a casa dal lavoro verso le due e mezzo del pomeriggio. Io stavo preparando la pomarola con i pomodori del mio orto e le chiesi: “Che ne penseresti se mettessi su un’associazione per uomini casalinghi?”. Io scherzavo, invece lei mi guardò seriamente e mi disse: “Bellissima idea!”. Così nacque ufficialmente l’AsUC Associazione Uomini Casalinghi, con me come presidente e mia moglie tesoriera.

D: Quale era lo scopo principale?
R: Volevo conoscere e mettere insieme tutti gli uomini che si trovavano nella mia stessa situazione, per scambiarci le idee. Volevo anche valorizzare questo lavoro, che è importantissimo ma invisibile. Però non è facile riunire le persone. La parte difficile era, una volta nata l’associazione, trovare gli associati!

D: Quale fu il primo passo?
R: Per prima cosa chiamai tutti gli amici. Telefonai a tutti quelli, solo uomini, che avevo memorizzato sul cellulare e li invitai a una merenda-cena in un agriturismo. Stabilii i compiti: dissi che chi partecipava doveva fare qualcosa. Chi doveva apparecchiare, chi pulire, chi spazzare etc. Mi portai anche dei panni da stendere! Parteciparono quindici amici. A fine merenda, dopo aver pulito tutto, esposi loro la mia idea.

D: Come reagirono?
R: Ci fu un silenzio totale. Poi il primo che aprì bocca disse: “Ma sei grullo?” (era un amico fiorentino!). Tornai a casa deluso. Poi dopo una settimana iniziai a ricevere telefonate da tutti: mi facevano i complimenti per l’idea. Alla fine una decina di amici si iscrissero all’associazione.

Italienske husfedre

D: Poi come ha fatto a farsi conoscere in giro?
R: Poco dopo, con mia moglie, decidemmo di andare in vacanza in Marocco. Eravamo a bordo piscina ad Agadir e ricevetti una telefonata che cambiò tutto. Era la redazione di Maurizio Costanzo Show. Non so assolutamente come fecero a sapere che esistevo, fatto sta che mi invitarono alla trasmissione e quella fu la finestra sul mondo! In una settimana tantissimi giornalisti mi chiamarono per intervistarmi e mi si aprì non una strada, ma un’autostrada!

D: Ha una sede?
R: Eravamo a Pietrasanta. Ci siamo spostati a Seravezza, ma la sede è troppo piccola. Questo è un argomento che mi affligge molto. Siamo circa 5600 iscritti in tutta Italia, ma nessun comune versiliese ha mai preso finora sul serio questa associazione. Pensa che abbiamo fatto corsi master of management in tutta Italia, in cui sono docente di “stirologia epistemologia del bucato”, cioè scienza del bucato. Siamo stati sponsorizzati dalla Spontex e al momento siamo con la Scottex, che mi chiama “maestro di casa” e con cui facciamo “corsi di economia domestica” in tutta Italia. Possibile non avere una sede adeguata in Versilia? Per noi vengono trasmissioni tipo “Sereno Variabile”, tanto per dirne uno, il primo canale russo è venuto due volte, il primo canale messicano una volta, la Rai e Mediaste vengono spesso e io per realizzare i servizi devo sempre andare fuori Versilia perché qui non abbiamo una sede adatta e spaziosa! E’ incredibile!

D: Infatti il primo convegno lo avete fatto a Sanremo…
R: Sì. In Versilia non abbiamo trovato la location giusta. Qui non ci danno né spazio né ascolto e questo mi dispiace molto e mi innervosisce. A Sanremo ci hanno messo a disposizione PalaFiori e Teatro Ariston, per il nostro primo Congresso Nazionale, in cui abbiamo anche eletto “Mister Casalingo 2010”.

D: Chi è?
R: Massimo Bacci di Altopascio.

D: Quanto dura un “corso di economia domestica”?
R: Una giornata, dalla mattina alla sera.

D: Quanto costa?
R: E’ gratuito. E’ sponsorizzato dalla Scottex, che regala anche un pacco di prodotti a chi partecipa.

D: Cosa si impara?
R: Si imparano le faccende domestiche: come lavare, come stirare senza affaticare troppo i muscoli, ma anche come pulire in modo naturale, usando detersivi ecologici fatti in casa.

D: Detersivi fatti in casa?
R: Sì. Pensa che le statistiche dicono che si spendono circa 550 euro l’anno in prodotti per la casa che non usiamo, ma li compriamo solo perché li abbiamo visti alla pubblicità in tv.

D: Ci può dare la ricetta per il detersivo fatto in casa?
R: Servono: 400 ml di acqua, 200 ml di aceto bianco, 200 gr di sale fino, 3 limoni. Si fanno bollire tutti gli ingredienti in una pentola per 10 minuti. Poi si frulla tutto con un frullatore a immersione. Viene fuori un liquido con una consistenza tipo yogurt. Serve per lavare i piatti a mano o in lavastoviglie (ne bastano 2 cucchiai da cucina).

D: Si conserva o va preparato ogni volta?
R: Si conserva per circa 10 giorni.

D: Un paio di consigli utili?
R: Per mantenere in buono stato lavatrice e lavastoviglie, basta aggiungere 2 cucchiai di bicarbonato all’acqua per toglierne la durezza. I panni vengono più puliti e la lavatrice dura di più. Poi consiglio sempre di usare, al posto dell’ammorbidente, che può dare problemi di allergie cutanee, l’aceto bianco, che è un ammorbidente naturale.

D: Ma lascia un cattivo odore sui panni?
R: Assolutamente no! (ride) Provare per credere! Poi per pulire e igienizzare il lavello d’acciaio e tutti gli accessori lucidi, si può usare una poltiglia fatta con 3 parti di bicarbonato e 1 parte di acqua.

Associazione Uomini Casalinghi
Al lavatoio di Valdicastello

D: Ci può raccontare un aneddoto o qualcosa di simpatico che le è capitato?
R: Nel 2004 mi recai in Comune per rinnovare la carta d’identità. Detti i miei dati e quando mi chiesero la professione, risposi: “Casalingo”. L’addetta allo sportello mi disse: “Cioè disoccupato?” e io replicai: “Che disoccupato! Sono casalingo!”. Ho dovuto lottare per avere la professione riconosciuta sulla carta d’identità, perché il computer del Comune non prevedeva la dicitura “casalingo”.

D: Come ci si iscrive all’AsUC?
R: Alle fiere a cui partecipiamo, in tutta Italia, oppure tramite internet, sul nostro sito www.uominicasalinghi.it che è visitato da più di mille persone al giorno, è seguito dai mass-media ed è aggiornatissimo. Ad esempio tante domande de “L’eredità” su questo argomento sono prese dal nostro sito.

D: Qual è la filosofia dell’AsUC?
R: Saper gestire la propria vita e quella dei familiari, essere un modello di uomo nuovo, cioè presente e partecipe tra le mura domestiche, non usare la casa come fosse un albergo!

D: Le chiedono mai se l’uomo casalingo è virile?
R: Me lo chiedono sempre!

D: E lei cosa risponde?
R: Non c’è risposta! Ma stiamo scherzando? Semmai la virilità aumenta, perché il partner, se aiutato nelle faccende domestiche, diventa sicuramente più carino e più disponibile!

D: Potrebbe essere una cura per tanti rapporti in crisi?
R: Sicuramente sì! Tante donne oggi non ne possono più dei lavori domestici. Gli uomini lo devono capire una volta per tutte!

D: Progetti futuri?
R: Vorrei organizzare il secondo Congresso degli Uomini Casalinghi e “Mister Casalingo 2011”, forse a ottobre. Ma stavolta vorrei farlo in Versilia. Serve però il posto giusto. Forse Paspartu può aiutarmi a lanciare l’appello ai Comuni della Versilia?

D: Detto fatto! Vediamo se troviamo questa location…

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