Stefano Pasquinucci

L’INTERVISTA
pubblicata su Paspartu 1 settembre 2011

STEFANO PASQUINUCCI

Conduttore, presentatore, showman, giornalista… Non si può certo dire che Stefano Pasquinucci non sia conosciuto! Abituato al microfono, a suo agio con le parole, lo incontriamo davanti a un caffè al Balena 2000 e riusciamo a farlo parlare un po’ di sé, del suo lavoro, della sua vita…

con cinzia donati
negli studi di Radio Babilonia in via Pucci a Viareggio

D: Partiamo dall’inizio Stefano. Da piccolo, cosa dicevi che avresti fatto da grande?
R: Non avevo un’idea precisa, da bambino.

D: Che scuole hai frequentato?
R: Lambruschini, Menini e Istituto Tecnico Industriale a Viareggio. Dopo mi sono iscritto a Giurisprudenza, ma non ho terminato gli studi.

D: La passione per il microfono non ce l’avevi già da piccolo?
R: Avevo una caratteristica che mi ha sempre contraddistinto e che spesso mi ha anche limitato nelle scelte: questo forte legame con Viareggio e con il Carnevale.

D: Qual è stato il tuo primo lavoro?
R: Ho fatto il “raccattapalle” nei campi da tennis sul viale Capponi a Viareggio. In quel periodo andavo ancora a scuola.

D: Altri lavori che hai fatto?
R: Il barista, in estate, al Bar Conchiglia a Lido di Camaiore. Il lavoro più originale è stato quello di andare a distribuire gli album di figurine davanti alle scuole. E’ stato nel periodo universitario. Eravamo un gruppetto di 5-6 persone, andavamo in giro con un furgone… Un’esperienza molto divertente, anche perché tra l’ingresso e l’uscita degli studenti avevamo tutto il tempo per “performance” alla “Amici Miei”.

D: Come hai iniziato a occuparti di spettacolo?
R: Nel periodo di Carnevale fui assunto come impiegato in quello che allora si chiamava “Comitato Carnevale di Viareggio”. La sede era al Royal e si lavorava solo qualche mese l’anno. Nel frattempo facevo la comparsa e l’attore nelle canzonette di Enrico Casani. Ho iniziato così nel mondo dello spettacolo.

D: Qualche nome che ricordi che ti ha aiutato nella vita professionale?
R: Brunello Romani, Roberto Mei, Angelo Briganti, Idalgo Bertuccelli, Marco Francesconi.

D: E l’amore per la radio quando è nato?
R: Un giorno, stavo ascoltando Radio Sole di Lido di Camaiore. Partecipai a un gioco telefonico, vinsi e andai a ritirare il premio. Mi piacque talmente tanto quell’ambiente che iniziai a lavorare con loro. Pensa che la sede dell’emittente era nella soffitta di casa del proprietario, Enrico Natrella!

radio babilonia via mazzini
negli studi di Radio Babilonia in via Mazzini a Viareggio

D: Da qui non hai più mollato la radio…
R: Da Radio Sole passai a Radio Mare, che era a Viareggio, dove adesso è il pub L’Assassino, in passeggiata. Poi venne Radio Babilonia, dove ho condotto trasmissioni per oltre venti anni. La radio mi ha dato alcune delle più grandi soddisfazioni della mia vita ed è la realtà che al momento mi manca di più.

D: Torniamo un attimo al Comitato Carnevale di Viareggio: cosa è successo dopo?
R: Inizialmente il Comitato era un gruppo di amici che si divertivano. Quando, con la nascita della Fondazione, ci fu il tentativo di politicizzarne la gestione, non mi trovai più in sintonia con loro e, per una specie di protesta personale, mi licenziai.

D: Non condividevi il loro indirizzo politico?
R: Diciamo che non condividevo il fatto in sé di politicizzare il Carnevale.

D: Fu capita la tua scelta?
R: No.

D: Litigasti con qualcuno?
R: No. Quelli che in quel momento non capirono la mia scelta, a distanza di tempo hanno continuato a chiedermi il perché…

D: Hai un indirizzo politico?
R: Sì.

D: E’ evidente?
R: E’ a sinistra (come il cuore). Ho vissuto l’epoca del Partito Comunista. Ho distribuito L’Unità. Non sono mai stato tesserato e sono stato eletto in consiglio comunale nel PDS come indipendente.

D: Andando avanti con le esperienze lavorative, cosa troviamo nel tuo curriculum?
R: Un Assessore alla Cultura, Aldo Belli, mi coinvolse nella gestione della stagione di prosa del Teatro Politeama, che usciva da un lungo periodo di pausa. Ci furono grandi nomi e fu una stagione di successo. Da qui si passa all’esperienza importante con Mimmo D’Alessandro.

D: Raccontaci qualcosa…
R: Mimmo gestiva un’agenzia di spettacolo, con sede a Viareggio, che oggi è diventata una delle più importanti a livello nazionale (la D’Alessandro & Galli). Iniziai a collaborare con lui, occupandomi della produzione degli spettacoli.

D: Alcuni nomi importanti che hai conosciuto in questo periodo?
R: L’elenco è troppo lungo… Ricordo che organizzammo un concerto memorabile dei Dire Straits. Poi ricordo una riunione con Mimmo e David Zard, durante la quale uscirono fuori i nomi di tutti i più grandi spettacoli di allora. Ricordo con piacere una sera a Roma, a casa di Massimo Troisi, insieme a Mimmo e a Pino Daniele. Troisi raccontava delle storie e Pino Daniele suonava: che serata!

con claudio baglioni
con Claudio Baglioni
con giorgio panariello
con Giorgio Panariello
con zucchero
con Zucchero

D: Perché, a inizio intervista, hai detto che il legame con Viareggio e il Carnevale ti ha limitato in alcune scelte?
R: Perché, grazie a questo attaccamento alla mia terra, non ho mai voluto trasferirmi, magari per lavorare in agenzie importanti a Roma o a Milano. Molte volte ne ho avuta l’opportunità. Molte persone non hanno mai capito questa mia scelta.

D: Dopo qualche anno, sei tornato a collaborare con la Fondazione Carnevale…
R: Ho fatto parte del Consiglio di Amministrazione per qualche anno. E’ stata una bella esperienza.

D: Torneresti a farne parte?
R: No.

D: Perché?
R: In questa fase, la struttura mi sembra agli sgoccioli.

D: Se tu avessi potere decisionale all’interno del Carnevale, cosa faresti?
R: Punterei sui giovani, perché è il momento di rinnovare. Poi coinvolgerei i carristi a livello culturale, di idee e di progetti e non soltanto finalizzati ai Corsi Mascherati. Poi cambierei qualche nome: ad esempio Presidente “per il” Carnevale, non “del” Carnevale.

D: Rifaresti tutto quello che hai fatto?
R: Sì.

D: Sei mai stato raccomandato?
R: No. Fare tante esperienze è stato un caso e una grande fortuna.

D: Qualcosa che rifaresti, ma in modo diverso?
R: La “Biblioteca delle Muse”. Circa settanta incontri con i più grandi scrittori. Andò a finire male con uno strascico in tribunale, che poi ci ha dato ragione. Però mi dispiace che sia andata a finire così e che l’iniziativa non sia stata più fatta.

D: Poi hai scoperto internet…
R: Nel momento in cui stava esplodendo il fenomeno degli sms, iniziai a collaborare con la GTN di Vittorio Giusti. Moderavo una community. Lì ho capito la potenzialità di internet: comunicare con il resto del mondo.

D: Come hai iniziato a occuparti dell’ufficio multimediale della A.S.L.?
R: Mentre ero alla GTN, collaboravo con Noi tv. La Regione promosse il contenitore “Informa Salute”, in cui si parlava appunto di salute a livello regionale. Mi occupai del primo ciclo di trasmissioni. Il secondo poi si fece con Rete Versilia. In questa occasione conobbi il dottor Enrico Salvi. Nel 2002 il nuovo direttore generale Giancarlo Sassoli decise di assumere un addetto all’ufficio multimediale, che si occupasse della comunicazione interna ed esterna della A.S.L. e pensò a me.

D: L’esperienza lavorativa che più ti ha segnato, di recente, qual è?
R: Posso dire che il momento clou è stato quando mi sono reso conto dell’importanza di internet. Ho sentito l’esigenza di fare qualcosa di mio ed è nato Viareggiok.it.

D: In tutte queste cose che hai fatto e che fai, qual è il filo conduttore?
R: Lo scopo, diciamo, è l’informazione.

D: Hai mai pubblicato notizie che non condividi?
R: Certo!

D: Qualcosa che ti piacerebbe fare?
R: Sviluppare ancora di più il sito Viareggiok.it, che si è trasformato in uno strumento di confronto. Vorrei fare qualcosa per una città (Viareggio) in forte crisi, politica, culturale, economica e sociale. Stiamo rischiando davvero di perdere l’dentità della nostra città. A inizio anno è partita la nuova versione di Viareggiok.it, con tante nuove rubriche di nuovi collaboratori. Poi stiamo lavorando a un “Progettok”.

D: Che tipo di rubriche?
R: Sono rubriche settimanali scritte da persone che hanno delle qualità e le mettono a disposizione degli altri. Gli argomenti sono: musica, tecnologia e magia, famiglia e figli, cinema, eventi, persone… Il sito è un momento di incontro, condivisione, scambio di esperienze. Vorrei che fosse anche uno strumento di apertura ai giovani, per farsi conoscere e per confrontarsi.

D: Raccontaci la tua giornata-tipo…
R: Da prima delle otto fino al primo pomeriggio mi occupo dell’ufficio comunicazione multimediale della A.U.S.L. 12 di Viareggio. Faccio colazione, pranzo e cena a casa. Nel pomeriggio mi dedico al sito. Di sera, a volte presento serate, libri, iniziative varie.

D: Frequenti locali notturni, non per lavoro ma per piacere personale?
R: Poco.

D: Che consiglio daresti a un giovane che intendesse muoversi nel mondo dell’informazione?
R: Penso che ora più che mai ci sia la possibilità di proporre idee nuove e di trovare un modo per confrontarsi con le notizie. Gli direi di imparare ad usare i nuovi strumenti, internet su tutti. Poi magari di sviluppare un rapporto con il territorio e le persone. Anche recuperare la consapevolezza che ci sono tante cose da raccontare, ma per farlo occorre avvicinarsi alle persone. I giovani si devono impegnare a prendere in mano il presente.

D: Ma ci sono questi giovani con le idee?
R: Ci sono tante persone di talento che non vengono nemmeno ascoltate. C’è bisogno di confrontarsi di più, dare delle risposte.

D: In questo senso, non potresti impegnarti politicamente?
R: No. Però mi piacerebbe affiancare questi giovani e farli sentire stimolati. Ci sono i giovani con le idee, certo, ma sono scollegati fra loro. Il momento è fondamentale: ci deve essere un cambiamento.

D: Un tuo pregio?
R: La disponibilità.

D: Un difetto?
R: Una certa pigrizia, quella che non mi fa allontanare da Viareggio! Il mio amico Adriano Barghetti direbbe che si chiama “viaregginite”!

febbraio 2011

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