La Stanza delle Torture
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Aldo Angeli, The Illegal Man!

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Interviste

Aldo Angeli, The Illegal Man!

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L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 1 dicembre 2014

Hai freddo? Stay home!

TUFFATEVI!
Sìììììì! Tuffatevi a Capodanno!
È un gesto liberatorio che porta con sé un’energia fantastica!
Garantito da chi ha provato!
Come consigliò Aldo Angeli, ovvero l’organizzatore di questo “folle evento”, al microfono, quell’anno che a Capodanno mi trovavo intorno a mezzogiorno a passare da piazza Mazzini a Viareggio: “Mi raccomando, non state lì a fare picciù e picciò, tuffatevi di schianto e via!”.
E da lì ho deciso che una follia, una volta l’anno, ci sta bene e, ogni volta che mi ricordo quel giorno, mi viene da sorridere anche se magari il momento non è dei più allegri.
Ah! “Tuffarsi di schianto” è un consiglio da esperto: bisogna tuffarsi e uscire e coprirsi subito, altrimenti si rischia un malanno.
In ogni caso… Se avete freddo… Stay home!

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Botta&Risposta

Dove e quando sei nato?
20 maggio 1958 a San Francisco, California, USA

Da quando sei in Italia?
Dal 1970

Che scuole hai frequentato?
Geometri, in Italia

Da bambino, cosa avresti voluto fare da grande?
Architetto

Prima professione
Negli USA, ho lavorato per un’azienda di infissi in alluminio, con la mansione di tranciatore

Professione attuale
Geometra immobiliare

Hobby
Triathlon

Sito web preferito
Siti che parlano di curiosità sul triathlon e il sito di Lance Armstrong, che, anche se tutti pensano che sia un ciclista, è nato come triatleta

Suoneria sul cellulare
“Moonlight beach”

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Cosa guardi in tv?
“Fast n’ loud”

Cosa ascolti alla radio?
Rock 365, una radio che trasmette solo rock

Sei religioso?
Non più

Destra o sinistra?
Destra

“Ho capito che c’era bisogno di fare qualcosa per tutti, qualcosa che fosse gratuito, senza classifica e senza tempi e così è nato il mio IllegalTriathlon!”

Un tuo vizio
Triathlon!

Un tuo pregio
Generoso

Un tuo difetto
O si fa come dico io, o non si fa!

I lettori si sorprenderebbero di sapere che non hai mai…
Fatto uso di droghe

Il tuo motto è…
“Hai freddo? Stay home!”

Un genio
Mia figlia Laura

Un eroe
Mio figlio Michele

Un nemico
Le imposizioni

Il sogno
Organizzare Illegal Triathlon in tutto il mondo!

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…e altre domande

Geometra immobiliare, conosciuto per la grande passione per il triathlon. Come si collegano le due cose?
Diciamo che l’immobiliare, essendo allacciato al campo del turismo, è un campo che abbraccia molte persone, proprio come lo sport.

Quando nasce la tua associazione?
Nel 2010 ho fondato l’ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) Escape To Tuscany Triathlon.

Cosa è che muove tutto?
Il mio motore principale è l’IllegalTriathlon, che è un marchio che ho registrato nel 2010 sia in Italia che negli USA.

Lo sport fa parte della tua vita da sempre
Sì. È sempre stato il mio hobby. L’apice della mia carriera sportiva, se così possiamo dire, l’ho raggiunto partecipando all’Escape From Alcatraz Triathlon (Fuga da Alcatraz), la gara di triathlon più antica del mondo. Poi ho partecipato a gare di triathlon in tutto il mondo per diversi anni: IronMan Lanzarote, Embrunman, ad esempio, sono le due più pesanti e vi si partecipa una volta sola nella vita! Seguendo questa passione, ho potuto dare vita a una mia creatura…

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Viareggio, Tuffo di Capodanno 2012

Spiegaci meglio…
Gareggiando in lungo e largo per il mondo, ho visto cose che secondo me gli altri non hanno visto. Mi spiego meglio: gareggiare per una classifica per un certo tempo è una cosa che ti assorbe la testa, che ti allontana dalla filosofia dello sport. Ho capito che c’era bisogno di fare qualcosa per tutti, qualcosa che fosse gratuito, senza classifica e senza tempi e così è nato il mio IllegalTriathlon! L’I.T. nasce per dare la possibilità a tutti di partecipare.

Come funziona esattamente?
È il trittico nuoto-bici-corsa senza nessuna imposizione, né di tempi né di classifiche. Inoltre non sei costretto a partecipare a tutte e tre le discipline. Anzi: se una persona partecipa a una sola disciplina, per me è ancora più illegal!

Quindi torniamo al 2010, quando nasce l’associazione
A marzo 2010, con una ventina di amici, siamo partiti per fare una prova e realizzare qualcosa di illegal. Mi incontrai con il mio amico Dimitri Ricci e avevo in testa di fare qualcosa fuori stagione, un evento che non fosse in estate e esternai la mia perplessità a Dimitri, cioè mi stavo chiedendo se con il freddo le persone avessero partecipato. E Dimitri mi disse: “Sai che c’è? Se hanno freddo, non vengono!”. Così nacque il nostro motto che usiamo per tutti gli eventi illegal: “Hai freddo? Stay home!”. Fu così che il 7 marzo 2010 si svolse la prima edizione dell’IllegalTriathlon a Viareggio, al vialone in Darsena, con una temperatura dell’acqua di 11.8 gradi! E il 17 agosto 2014 si è svolta la 17° edizione. In 5 anni abbiamo organizzato 17 eventi.

Qual è la formula di questo triathlon illegal?
È la successione di nuoto-bici-corsa-bici-corsa. 1,5 km di nuoto, poi 20 km di bici, 5 km di corsa, ancora 20 km di bici e ancora 5 km di corsa. In miglia, la formula è 1-30-8. Per essere illegal, ho diviso bici e corsa in due parti ognuna, alternandole.

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Viareggio, Tuffo di Capodanno 2012

La filosofia?
È quella di portare le persone che non possiedono tutta quella motivazione dell’atleta agonista a partecipare con allegria. Importante è l’allegria: noi senza musica non facciamo nulla! Chi partecipa sa che non ha pressioni, non deve far vedere che è più forte degli altri, c’è completa libertà. Alla prima edizione erano 20 partecipanti, alla 17° erano 300!

Qualche nome conosciuto che ha partecipato?
Tra i grandi campioni mondiali, tanto per fare alcuni nomi, Bob Haller dal Lussemburgo, Caleb Noble dall’Australia. Poi gli italiani Alessandro Degasperi, Silvia Gemignani, Dimitri Ricci, Cristina Giribon, Vincenzo Lardinelli. Tutti hanno partecipato e si sono innamorati dell’I.T., perché sanno che possono partecipare con serenità e allegria.

Qualche soddisfazione?
Posso raccontarne una su tutte, che ho avuto il 14 luglio 2014. Premetto che per partecipare non c’è bisogno di iscrizione. Si fa solo una firma su un registro direttamente sul posto e si scrive “Io c’ero”, quindi io non so mai chi partecipa, perché a volte dalla firma non si capisce di chi si tratta. Il 14 luglio ha partecipato un gruppo di atleti australiani accompagnati dall’allenatore. Tre giorni dopo, ho ricevuto una e-mail dall’allenatore stesso che si complimentava con l’organizzazione per aver colto il vero spirito dello sport. Questo perché io ci tolgo tutto il sovrappiù – classifica, soldi, iscrizione – e l’atmosfera diventa allegra, le persone si sentono libere. Nonostante questo clima di libertà, l’allenatore ha aggiunto che, se il percorso lo fai tutto e lo fai bene, ti fai del male! Cioè non è leggero: c’è allegria, sì, ma se la prendi come gara, come posso dire… Spacca di brutto!

Campioni e non fanno lo stesso percorso?
Certo! L’I.T. è l’unica occasione per stare spalla a spalla con i veri mostri sacri del triathlon. I grandi campioni partono insieme agli altri, poi dopo la prima parte di nuoto, tutti si aspettano nella zona cambio, tra nuoto e prima parte di bici, altrimenti i campioni, se proseguissero il percorso senza aspettare gli altri, finirebbero molto prima e si perderebbe parte dello spirito.

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Progetti futuri?
L’I.T. sta organizzando un primo evento all’estero.

Parlaci del brevetto che hai registrato
Il 13 maggio 2014 ho registrato negli USA un brevetto per “SHS Shoe Holder System”, che è un portascarpe da applicare dietro il sellino della bicicletta, che permette ai triatleti di avere direttamente sulla bici le scarpe da corsa. Tra i progetti futuri, ho anche la promozione all’estero di questo sistema, che per adesso sto testando e prodotto in un centinaio di esemplari.

Hai avuto qualche noia dal triathlon ufficiale per la tua versione illegal?
Sì. Nel 2012 ho fatto una fatica terribile. Sono stato convocato dalla Federazione Italiana Triathlon a Roma, che non riteneva legali le mie manifestazioni. Ma infatti quello è il bello! Proprio il fatto di essere illegal! La Federazione pose un veto ai miei eventi: volevano che i loro atleti non vi partecipassero.

Come mai?
Perché nell’I.T. non esistono classifica/quota d’ingresso/tempi finali. Avevano paura che rendessi ufficiale il mio evento e gli facessi concorrenza.

“L’apice della mia carriera sportiva, se così possiamo dire, l’ho raggiunto partecipando all’Escape From Alcatraz Triathlon (Fuga da Alcatraz)”

Ma tu non intendi renderlo ufficiale, vero?
No. Per mantenerlo tale, ho dovuto fare una modifica. La sequenza del triathlon ufficiale è nuoto-bici-corsa. Nell’I.T. la sequenza diventa nuoto-bici-corsa-bici-corsa. Non intendo renderlo ufficiale perché ciò comporterebbe di aggiungere classifica/quota d’ingresso/tempi finali, cosa che non si può fare, per la natura stessa dell’evento. Comunque solo in Italia ho avuto problemi, pensa che negli USA le gare anomale, più o meno grandi, sono circa 6mila!

Quando il prossimo evento?
Sabato 20 dicembre ci troviamo in piazza Shelley a Viareggio per la “Santa Claus Runs Viareggio”. Una corsa e camminata che possono fare tutti, per un totale di 5 km per le vie del centro cittadino e in passeggiata. L’unico requisito richiesto è indossare qualcosa che ricordi la figura di Babbo Natale, un capo di abbigliamento o un accessorio. Prima della partenza e dopo l’arrivo, l’organizzazione offre vin brulé a tutti i partecipanti! Si parte alle ore 17 e dura circa due ore.

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La cuffia del Tuffo di Capodanno a Viareggio 2014

E ora parliamo del Tuffo di Capodanno!

Noi diciamo ai nostri lettori: “TUFFATEVI!”
Il Tuffo di Capodanno nasce l’1 gennaio 2012 e devo dire che l’amministrazione comunale di quel periodo abbracciò l’evento in modo totale. Per Viareggio era un’idea nuova, parteciparono 75 persone. L’1 gennaio 2014 abbiamo registrato il record italiano, con 217 persone. I partecipanti aumentano di anno in anno! Invece l’amministrazione quest’anno non ci ha risposto. Sto facendo molta fatica, come lo scorso anno, perfino per reperire le 50 transenne necessarie a delimitare lo spazio.

Organizzare il tuffo ha un costo?
Sì, totalmente a carico dell’associazione, perché la partecipazione è gratuita. Noi paghiamo, ad esempio, il suolo pubblico, le richieste dei vari permessi, l’ambulanza, la logistica, tutto il necessario per un evento che raccoglie circa 300 persone.

E Dimitri mi disse: “Sai che c’è? Se hanno freddo, non vengono!”. Così nacque il nostro motto che usiamo per tutti gli eventi illegal: “Hai freddo? Stay home!”

I media rispondono?
Quest’anno, a sorpresa e senza chiedere nulla, su una rivista di gossip nazionale è uscita una foto del tuffo su due pagine intere.

Quest’anno cosa succederà?
Dobbiamo mantenere il record, se non addirittura migliorarlo. Due anni fa il record era livornese, mentre lo scorso anno a Livorno erano 172 e noi 217.

Si paga per partecipare?
Assolutamente no. Il consiglio è di prendere la cuffia, perché per un motivo di coreografia, è molto bello vedere così tante persone che si tuffano tutte con la cuffia uguale. Noi ogni anno prepariamo le cuffie, che sono tutte dello stesso colore e riportano la scritta “Hai freddo? Stay home!”.  Nel 2012 era bianca disegnata a mano, nel 2013 nera, nel 2014 rossa e quest’anno sarà verde. Parte dell’incasso della vendita delle cuffie, che costano 10 euro, verrà devoluto alla Fondazione Aurora Francesconi. Chi vuole prenotarla, può farlo sul nostro sito ufficiale escapetotuscanytriathlon.com

Diamo l’appuntamento!
1 gennaio alle ore 11 in piazza Mazzini. Il tuffo è alle ore 12 puntuali.

E chi ha freddo?
Stay home!

Tuffo di Capodanno a Viareggio 2014
Viareggio, Tuffo di Capodanno 2014

FOTO DI GIOVANNA SUMMONTI E MAURO PUCCI

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