Ultimo aggiornamento 20 Maggio 2022

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 16 giugno 2015

Pittura e documentario sono le sue due grandi passioni. Le ha raggiunte passando dal mondo della pubblicità, in quegli anni milanesi in cui ha realizzato, fra le altre cose, la famosa immagine con l’aerografo (è stato uno dei primi in Italia a usarlo) del biscotto Colussi che si tuffa nella tazza di latte.
Vive da sempre a Torre del Lago Puccini e qui coltiva l’amore per la natura e per raccontare la realtà attraverso il documentario.
Ci racconta le sue grandi soddisfazioni: di quando i suoi quadri sono stati battuti all’asta da Christie’s e di quando ha vinto il Nice Festival con il film “Contronatura” con Maya Sansa.

alessandro tofanelli FOTO DI FABRIZIO SBRANA
(Foto di Fabrizio Sbrana)

La tortura!

Sei torrelaghese doc?
Sono nato a Viareggio, ma sempre vissuto a Torre del Lago

Cosa rispondi a chi ti chiede: “Che lavoro fai?”
Di solito dò un’altra risposta (ride). Rincorro le immagini: il mio mestiere è questo.

Perché dai un’altra risposta?
Perché è complicato spiegare cosa faccio… A volte non lo so neppure io!

Proviamo a spiegarlo
Il mio è un lavoro soprattutto d’istinto, che nasce da una formazione legata all’arte visiva. Dopo l’Istituto d’Arte a Lucca e l’Accademia di Brera a Milano, mi sono trovato come tutti a dover trovare un lavoro. Ho iniziato nelle redazioni milanesi Rizzoli e Mondadori. Facevo l’illustratore per riviste conosciute, tipo “Salve” e “Starbene”, che si occupano di salute.

“Ricordi quella pubblicità dove c’era il biscotto Colussi che entrava nella tazza di latte? L’ho realizzata io!”

alessandro tofanelli FOTO DI FILIPPO REGOLI
(Foto di Filippo Regoli)
cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.

Faccio la giornalista.

Racconto i dettagli:
sia delle persone che intervisto (torturo!)
che dei luoghi che amo far conoscere.

Contattami se vuoi raccontare chi sei e cosa fai
attraverso la tua tortura personalizzata!

In pratica cosa facevi?
Raccontavo i testi attraverso immagini, che erano disegni oppure vignette. Poi finalmente arrivai a “Playboy”, che era un punto di arrivo importante. Era la fine anni Settanta, inizio Ottanta, “Playboy” era una rivista di tendenza. Illustravo articoli dedicati agli scrittori, che su due pagine presentavano i propri libri in anteprima. Ho illustrato storie di Enzo Biagi, Umberto Eco, Nantas Salvalaggio, tanto per citarne solo alcuni. E da “Playboy”, pian piano, sono passato al mondo della pubblicità.

Raccontaci questo passaggio
A Milano in quel periodo era facile prendere contatti. Sono stato uno dei primi in Italia ad usare l’aerografo. Quindi sono passato al mondo della pubblicità come illustratore. Ricordi quella pubblicità dove c’era il biscotto Colussi che entrava nella tazza di latte?

Certo!
L’ho realizzato io! Facevo immagini iperrealistiche, cioè che sembravano vere, invece erano disegnate. Come quella appunto del biscotto: sembrava una fotografia, ma invece era un disegno con l’aerografo. In quegli anni il computer per la grafica non era ancora molto usato.

“Ho iniziato nelle redazioni milanesi Rizzoli e Mondadori. Facevo l’illustratore per riviste conosciute, tipo “Salve” e “Starbene”, che si occupano di salute”

alessandro tofanelli FOTO DI FILIPPO REGOLI
(Foto di Filippo Regoli)

Dal mondo della pubblicità sei passato ad altro…
Diciamo che sono passato da lì per raggiungere le mie grandi passioni: pittura e documentario.

Quindi un altro passaggio
Con i primi guadagni mi comprai una cinepresa 16 mm. professionale e cominciai a girare i primi spezzoni di pellicola e a cercare di entrare nel mondo della natura. Così mi specializzai in documentario naturalistico. Lasciai la parte illustrativa per dedicarmi alla pittura e, in parallelo, alla passione per il documentario e per il cinema. Pittura e documentario sono due vie parallele che vanno avanti insieme.

Una grande soddisfazione che ricordi?
I miei quadri battuti all’asta da Christie’s a Londra due anni fa. Essendo ancora vivo, è una cosa che mi ha fatto piacere! Poi anche quando vinsi il Nice Festival a New York e San Francisco, nel 2006, come miglior film italiano, con il film “Contronatura” con Maya Sansa, Valeria Cavalli e Andrea Di Stefano.

La pittura quindi è un lavoro e il cinema una passione?
Sì.

Sei il primo che mi capita di intervistare e che mi dice che è possibile campare di pittura!
Eh immagino! Non è assolutamente facile!

Come funziona?
Faccio mostre personali in giro per il mondo. Il mio genere è figurativo metafisico, a olio. Ho esposto a Londra, San Francisco, Barcellona, Vienna. Ho iniziato negli anni Settanta. La prima personale è stata nel 1982 a Lucca, nella galleria Blue Chips di Omero Biagioni. Nel campo della pittura ho iniziato a lavorare in maniera professionale grazie a Biagioni e a Pier Carlo Santini, critico lucchese, allievo di Carlo Ludovico Ragghianti, molto preparato e competente, che sceglieva anche dei giovani. Diciamo che alterno la pittura al documentario e che sono due cose molto differenti fra loro: la pittura si muove nello spazio e il cinema nel tempo.

“Pittura e documentario sono due vie parallele che vanno avanti insieme”

alessandro tofanelli FOTO DI FILIPPO REGOLI
(Foto di Filippo Regoli)

Invece la grande passione per il documentario naturalistico come nasce?
Il rapporto con la natura e con gli animali selvatici mi ha sempre interessato. Per fare un esempio, tempo fa realizzai una mostra sulla vita del martin pescatore, che comprende una parte di documentario e una parte di pittura. Quindi c’è una parte di realtà documentata e una parte interpretativa e creativa.

Perché proprio il martin pescatore?
Perché ha un’immagine particolare. È coloratissimo e in Italia abbiamo solo tre specie di uccelli veramente variopinti: il gruccione, la ghiandaia marina e il martin pescatore. Inoltre lui vola, quindi aria, però pesca per mangiare, quindi acqua, e nidifica in una specie di tunnel, quindi terra. Gli manca il fuoco per avere tutti gli elementi! Ho deciso di raccontare questa esperienza attraverso la pittura e il documentario. Ci sto lavorando da quattro anni e non ho ancora finito. Penso che sarò pronto fra un paio di mesi.

Progetti in cantiere?
Sto preparando un lavoro su Giacomo Puccini.

Questo è meno originale del martin pescatore!
Ma sarà un Puccini particolare. Però non dico di più, perché sono ancora all’inizio. È un progetto che potrebbe essere un documentario o anche un film.

Allora diciamo: perché proprio Puccini?
(ride) Perché a 4/5 anni ho fatto il bimbo di Butterfly al Pucciniano! Poi per tanti anni ho collaborato con il Festival. Ma poi perché l’amore per Puccini c’è da sempre. A questo punto, mi sembra normale dare un contributo, offrire un mio punto di vista su di lui.

alessandro tofanelli FOTO DI FILIPPO REGOLI
(Foto di Filippo Regoli)

Botta&Risposta

Dove e quando sei nato: Viareggio, 10 aprile 1959
Quando eri bambino, da grande volevi fare: L’Accademia Navale
Prima professione: Bibitaio! (portavo le bibite)
Hobby: Tutto quello che riguarda la natura
Sai cucinare: Poco
Cosa ordini al ristorante: Carne e pesce
Cosa ordini come aperitivo: Spritzino
A che ora vai a letto: Tardi
Se per un giorno potessi scambiare la tua vita con quella di un’altra persona saresti: Balthus
Sito web preferito: La pagina Facebook di mia figlia Azzurra
La suoneria sul tuo cellulare: Da telefono normale (drin drin)
La vacanza ideale: Camargue
Cosa guardi in tv: Poche cose interessanti che danno sul tardi
Cosa ascolti alla radio: Ascolto Radio Rai Tre, Radio Capital, Radio 24
L’ultimo regalo che ti sei fatto: Un martin pescatore di bronzo a Vienna
L’ultimo film che hai visto: “L’uomo della pioggia” di Francis Ford Coppola
Sei religioso: Sono mistico
Politica, destra o sinistra: Mi piacerebbe la sinistra
Un tuo vizio: Ne ho talmente tanti…!
Un tuo pregio: Idem! Ne ho talmente tanti…!
Un tuo difetto: A volte sono troppo sincero
Ti fa paura: L’ignoranza
Ricevi complimenti per: Riuscire a trasformare la banalità in una cosa nuova
Ricevi critiche per: Non lo so!
I lettori si sorprenderebbero di sapere che non hai mai: Fatto bene il caffè
Il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto è stato: “Non stare qui, vai a Milano”, detto dal mio professore di disegno dal vero Pier Luigi Romani
Il tuo motto: “Fallo per te”
Il luogo più bello della Versilia: La mia bilancia sul Lago di Massaciuccoli, dove vado a pescare
Una grande persona versiliese che stimi: L’imbianchino Pezzini, che mi fece amare la pittura
Un genio: L’inventore della sedia sdraio
Un eroe: Chi prenderà la presidenza del Carnevale di Viareggio!
Un nemico: La vernice finale che screpola
Il sogno: Bere un aperitivo dentro la Macchia di Migliarino
Il libro: Ne ho due, “Stoner” di John Edward Williams e “Il silenzio degli alberi” di Eduard Marquez
La canzone: Tutte quelle di De André
Il film: “Noi due senza domani” di Pierre Granier-Deferre, con Romy Schneider
Un consiglio a chi volesse seguire le tue orme: Citerò Visconti: “Bruciare di passione fino a che la morte non completi l’opera trasformandoci in cenere”

“I miei quadri battuti all’asta da Christie’s a Londra due anni fa. Essendo ancora vivo, è una cosa che mi ha fatto piacere!”

alessandro tofanelli FOTO DI FILIPPO REGOLI
(Foto di Filippo Regoli)

Chi è Alessandro Tofanelli

Alessandro Tofanelli è nato a Viareggio nel 1959. Si è diplomato all’Istituto d’Arte di Lucca e ha frequentato l’Accademia di Brera a Milano. Nel 1973 ha vinto due borse di studio offerte dalla Banca Mercantile per l’Università Internazionale dell’Arte e nel 1975 il premio “La Resistenza” e il primo premio al concorso internazionale “INA – Touring” a Palazzo Strozzi di Firenze. Nel 1984 ha vinto il premio “Giotto d’Oro” e nel 1987 il premio “Under 35” a Bologna, il premio “Onda Verde” a Firenze e il premio internazionale “Ibla Mediterraneo”. Le sue opere pittoriche fanno parte di importanti collezioni private e pubbliche, nazionali e internazionali. All’attività pittorica Alessandro Tofanelli ha abbinato quella di fotografo e video documentarista. Nel 2005 è uscito il suo primo lungometraggio come regista, “Contronatura”, che ha vinto il Premio Speciale della Giuria al Festival di Viareggio Europacinema nel 2005 e il Festival Nice di New York e San Francisco del 2005-2006. Nel 2012 ha completato il secondo lungometraggio, “Il segreto degli alberi”, e ha vinto il Premio Monicelli al Festival Viareggio Europacinema.

Li torturo tuttiiiii!!!
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