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Andrea Balestri, il Pinocchio di Comencini

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spettacolo

Andrea Balestri, il Pinocchio di Comencini

L’INTERVISTA
pubblicata su Paspartu 1 settembre 2008

ANDREA BALESTRI, il Pinocchio di Comencini

 

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L’appuntamento con Andrea Balestri è a Torre del Lago Puccini, al Bagno Fortunato. Il dilemma è: come fare per riconoscerlo? Sono passati 35 anni dal successo di Pinocchio, sceneggiato del grande regista Luigi Comencini… Chissà ora che faccia ha? Il dilemma si risolve: la faccia ha la stessa espressione simpatica, vivace, irriverente che aveva nel 1972! In questa chiacchierata, Andrea ci regala alcuni dei ricordi più belli che accompagnarono le riprese.

 

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Torniamo indietro fino al 1972. Quanti anni hai?
All’epoca avevo otto anni, appena finite le riprese.

Sei rimasto nel mondo dello spettacolo?
Sì. Ho preso parte a tre film, ho fatto tre dischi come cantante e un fotoromanzo. Nel 2000 ho interpretato Pinocchio da adulto in “Faccia di Picasso” di Massimo Ceccherini. La scena è comica: Ceccherini interpreta la Fatina…! Poi nel 2002 ho preso parte a un cortometraggio. Il 19 luglio di quest’anno, dopo l’uscita del libro, ho firmato il celebre Muretto di Alassio.

Al momento dove vivi e che lavoro fai?
Vivo a Cascina, in provincia di Pisa e faccio l’operatore ecologico.

Come sei arrivato all’idea di scrivere un libro su Pinocchio?
In tutti questi anni ho sempre pensato che sarebbe stato bello scrivere un libro per fermare su carta la memoria delle riprese dello sceneggiato del grande maestro Comencini.

Come mai hai aspettato così tanto?
Perché non è facile ricordare tutto e saper sviluppare bene una storia partendo dalla memoria di un bambino di otto anni. L’occasione si è presentata quando ho conosciuto Stefano Garavelli, da sempre attento ricercatore e raccoglitore di documenti relativi al Pinocchio di Comencini.

Come hai conosciuto Garavelli?
Lui aveva creato il sito leavventuredipinocchio.com, da appassionato dell’argomento. Vedevo che c’erano tante persone che, attraverso questo sito, facevano tante domande su Pinocchio. Così ci siamo conosciuti ed è nata la proposta del libro.

Da dove siete partiti?
Abbiamo fatto delle ricerche per riunire e ordinare i miei ricordi. Abbiamo visto insieme tutte le puntate dello sceneggiato e, ad ogni scena, ci si bloccava e io ricordavo cosa era successo dietro le quinte. E’ stato un lavoro lungo che poi si è tradotto in 180 pagine di libro.

Avevate già un editore?
No! Il problema era trovarlo! Tramite un amico venne fuori il nome della Sassoscritto, che ha accolto subito l’idea.

Ti aspettavi il successo?
A dire la verità non pensavo che così tanta gente avesse ancora vivo il ricordo di quel Pinocchio. Un bel movimento l’avevo notato dal sito, dove ci sono tante foto del backstage e le cartine per raggiungere i luoghi dove è stato girato il film…

Collodi, immagino…
Assolutamente no! Fu girato interamente nel Lazio! Infatti tante persone si stupiscono di questo!

Come successe che Comencini scelse proprio te?
Lui cercava un bambino toscano. Fece scattare circa tremila fotografie a tutti i bambini delle scuole elementari toscane. Da una prima selezione fotografica uscirono circa settecento bambini. Poi tra questi il maestro ne scelse sette per la selezione finale: tre pisani, 2 livornesi e 2 fiorentini.

A questo punto facesti un provino?
Sì. I sette bambini, fra cui io, furono convocati a Roma per il provino. Allora, ti racconto la storia del provino. Entrai in una stanza buia con una scrivania. Sulla scrivania c’erano una lampada da tavolo e un martello. Alle pareti, vuote, era appeso solo un quadro con il vetro. Comencini, seduto alla scrivania, mi chiese qualcosa di me e fin qui tutto tranquillo. A un certo punto mi provocò dicendomi che non avrei avuto il coraggio di rompere il quadro con il martello.

Ti invitò a nozze…
Infatti! Presi il martello, lo lanciai e centrai il quadro in pieno! Lui si arrabbiò tantissimo e mi disse: “Ora me lo ripaghi”. E io risposi duro, in toscano: “Me l’hai detto te di romperlo! Io non te lo ripago di certo!”. Lui mi buttò fuori. Mio padre, che mi accompagnava e mi aspettava fuori dalla stanza, si arrabbiò moltissimo e mi portò via. Più avanti seppi che Comencini rimase molto colpito dalla mia spontaneità, proprio quello che cercava per il suo Pinocchio…

Come era Comencini sul set?
Le scene che mi coinvolgevano erano tutte spontanee. Io non studiavo la parte, ero piccolo e non sapevo cosa volesse dire recitare. Credo che Comencini in questo sia stato l’unico regista italiano in grado di lavorare con i bambini. In pratica lui mi spiegava la scena, mi faceva recitare, ma io ero convinto di fare da me.

Con Gina Lollobrigida, la Fata Turchina, non c’era simpatia, vero?
Direi di no. A fine riprese ci fu la presentazione ufficiale al pubblico e alla stampa del film e di tutto il cast. Io ero sul posto concordato alle 8 del mattino per fare le foto, era freddo e indossavo il mio vestitino di balla. Mi feci le foto con tutti, ma la Lollobrigida arrivò con due ore di ritardo. Nacque subito una discussione tra me e lei, perché io mi rifiutavo di fare le foto con lei.

Lei come reagì?
Si comportò da diva. Si arrabbiò. Io allora le tirai un sasso, ma non la presi…

Non ci fu mai simpatia fra voi?
No, mai, fin da subito!

Non vi siete più incontrati dopo il film?
No. Ci hanno invitato a partecipare a tante trasmissioni, ma non ci siamo mai incontrati perché lei non si presenta se sa che fra gli invitati ci sono anche io! L’unico che è riuscito a metterci di fronte l’uno all’altra è Piero Chiambretti in Markette. Lei era in studio, io in collegamento esterno. So che lei è stata colta di sorpresa e si è anche arrabbiata moltissimo!

Qual è l’aneddoto del backstage che ricordi con più simpatia?
Lo schiaffo! In pratica io dovevo piangere sulla tomba della Fatina. Sulla tomba c’era la foto della Lollobrigida. Io dissi che non avrei pianto fino a che non avessero tolto la sua foto. Non ci fu verso! Provarono a farmi piangere con tutto: cipolle, collirio… Alla fine tutto lo staff era stremato. Intervenne mio padre, che mi dette uno schiaffo, così piansi e la scena finalmente si girò. Per dirti come era Comencini: sgridò mio padre e gli disse di non farlo più!

Con gli altri attori sei rimasto in contatto? (Ricordiamo ad esempio Nino Manfredi nel ruolo di Geppetto, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia in quelli di Gatto e Volpe).
No, una volta finite le riprese sono tornato il bambino normale che ero.

Rivedresti volentieri qualcuno di loro?
Se fossero tutti vivi, li rivedrei tutti molto volentieri! Luigi Comencini lo incontrai ad una trasmissione dove avevano invitato tutti i bambini, ormai diventati grandi, che in passato avevano recitato con lui. In quell’occasione disse che Pinocchio era stata un’esperienza particolare.

Il libro da dove inizia?
Dalla maestra che ci comunica che il giorno dopo ci avrebbero scattato le foto per i provini di Pinocchio…

Racconta, solo per Paspartu, un aneddoto che non hai scritto nel libro…
Ti racconto questo: a un certo punto dello sceneggiato, c’è una scena in cui la Fatina dà un confetto a Pinocchio. Comencini mi disse: “Allora, lei ti dà un confetto e tu le devi dare un bacino”. Io mi girai verso mio padre e gli dissi: “Babbo, daglielo te il bacino”! Si dice che sia stata l’unica volta in cui la Lollo ha accennato un sorriso in mia presenza!

Qualcuno oggi ti riconosce per strada?
Sì, dicono che ho la stessa espressione di allora!

Racconta la tua “giornata tipo”…
Mi alzo alle 5.30, faccio colazione con il caffè, lavoro fino alle 12. Quando esco vado a casa. Dopo pranzo vado in bici, faccio sport, mi piace far da mangiare: la sera cucino io. Dedico almeno un’ora al giorno a rispondere alle e-mail delle persone affezionate a Pinocchio.

Progetti futuri?
Mah… Un altro libro, forse… Poi mi piacerebbe “ributtarmi” nel mondo dello spettacolo…

In un remake di Pinocchio, che parte vorresti interpretare?
Lucignolo!

 

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CHI E’…
Andrea Balestri adesso ha 43 anni e due figli ormai grandi. Nel 1972, con il suo faccino simpatico, ha fatto sognare, ridere e sospirare i telespettatori italiani che all’epoca seguirono le avventure di Pinocchio, opera del compianto maestro del cinema Luigi Comencini. I quarantenni di oggi (e non solo loro!) che ricordano questo toscanissimo Pinocchio-bambino indisciplinato e irriverente sono ancora tanti: Andrea riceve tantissime lettere di ammiratori grandi e piccoli sul suo sito http://www.leavventuredipinocchio.com/, attraverso il quale è possibile scrivergli con la garanzia assoluta che è lui personalmente a rispondere a tutte le e-mail che riceve.

LE AVVENTURE DI PINOCCHIO
Lo sceneggiato che vide Balestri come protagonista è considerato un vero capolavoro e fu esportato in molti paesi. Fu realizzato nell’arco di tre anni prima di andare in onda sulla Rai nel periodo di Pasqua del 1972. Fu trasmesso in bianco e nero, il sabato alle ore 21, in cinque puntate. L’ascolto ebbe una media di 21 milioni di telespettatori.

IL LIBRO
Titolo: Io, il Pinocchio di Comencini
Dietro le quinte di una vita da burattino. La scelta del bambino che doveva interpretare Pinocchio fu lunga e laboriosa. Balestri la racconta in questo libro, ricordando di quanto fosse amorevole Geppetto/Manfredi e di come si occupassero di lui Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Parla del suo rapporto burrascoso con Gina Lollobrigida, che vide lanci di sassi e cadute rovinose! Cristina Comencini, figlia di Luigi, nella prefazione dice: “Mio padre ha raccontato molte storie di bambini, ma nessuna come Pinocchio ha segnato la sua e la nostra vita”. Il libro contiene tante foto inedite scattate sul set e una guida sui luoghi dove furono girate le scene esterne del film.
Autore: Andrea Balestri (a cura di Stefano Garavelli)
Sassoscritto Editore
178 pagine, illustrato
Prezzo di copertina: 16,00 euro

 

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