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Anna Bianchi, la Signora della performance popolare
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Interviste

Anna Bianchi, la Signora della performance popolare

anna bianchi

Ultimo aggiornamento 10 Novembre 2021

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 16 aprile 2015

Anna Bianchi è un’artista che ama la “situazione pop”. Le sue opere prendono spunto da tutto ciò che ruota intorno a cinema, moda e cultura, dagli anni ’50 fino agli ’80.
“Cerco di restare pura ed indipendente nel mio modo di esprimermi”.
Questa è la caratteristica di Anna, pittrice e artista che vive e lavora a Lucca.
La sua vita si può condensare in tre elementi: la moda, la musica e l’arte.

anna bianchi

Parliamo della moda nella tua vita
Ho iniziato lavorando in un negozio storico di Lucca, nel 1978, che si chiamava “Russo” e che in quel periodo lanciava Fiorucci. Era il negozio di moda più prestigioso di Lucca e molto discusso perché, per quell’epoca, era molto avanti. Poi nell’estate 1980 decisi di aprire un mio negozio a Viareggio. Si chiamava “Ska” ed era in via Veneto. Vendevo articoli di usato genere punk chic. Lo arredai con creazioni mie, tipo cofani di automobili rivisitati. Mi procuravo gli articoli da vendere ai mercatini vintage di Amsterdam e Londra. Nel 1985 invece ho aperto “Senso” a Lucca, vicino piazza Anfiteatro. Trattavo abbigliamento usato genere punk dark. Andavo in giro, compravo pezzi usati, li modificavo secondo il mio stile e li rivendevo completamente rivisitati. Erano tutti pezzi unici.

“Reinvento l’arte già esistente e la intreccio alla mia vita”

cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.

Faccio la giornalista.

Racconto i dettagli:
sia delle persone che intervisto (torturo!)
che dei luoghi toscani che amo far conoscere.

Contattami se vuoi raccontare chi sei e cosa fai
attraverso la tua tortura (intervista) personalizzata!

Un altro elemento della tua vita è la musica
Nel 1990 ho lasciato il mondo del commercio. Mi sono trasferita in Svizzera e lì cantavo nei piano bar. Ho pubblicato tre singoli tra il 2003 e il 2004, con le copertine ovviamente disegnate da me.

Erano tre canzoni tue oppure cover?
Io da sempre adoro Patty Pravo per lo stile e lo charme. Ho ricantato le sue “La bambola”, “Autostop” e “E dimmi che non vuoi morire”. L’ho fatto per divertimento e, a sorpresa, li ho anche venduti! (ride) Però la musica non è mai diventata un lavoro a tempo pieno per me.

Il terzo elemento: l’arte
Ho iniziato negli anni ’70. Nei miei negozi realizzavo vetrine artistiche molto particolari. Non per far vedere cosa avevo in negozio. Erano vere e proprie scene di teatro. Poi nel 2000 ho iniziato a dipingere e nel 2005 questa mia passione è diventata un lavoro. Anche se devo dire che vendere una mia opera mi dispiace sempre un po’… È come vendere un figlio!

Come nasce una tua opera?
Prendo spunto da tutto ciò che ruota intorno a cinema, moda e cultura. Reinvento l’arte già esistente e la intreccio alla mia vita. Vario e molto personale è il repertorio dei personaggi/miti che popolano i miei quadri. Spazio da visioni di Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Anna Magnani, Bette Davis, Al Capone, a vecchie pubblicità da cui sono state prodotte collezioni per l’alta moda, a simboli del boom economico degli anni ’60, come automobili e alcuni marchi. Anche personaggi come Grace Jones, Barack Obama, Patty Pravo.

“Il passato è il mio futuro. Lavoro sul passato”

Che tecnica usi?
Uso un processo che si chiama dècollage, che prende icone del panorama cinematografico, musicale, fotogrammi rubati a dive. Li faccio miei, distruggo l’originale per crearne una nuova forma. In questo modo racconto il personaggio con un occhio diverso e più interiore. Il lavoro finito è fatto di sovrapposizioni, strappi, cesellature. Pochi sono gli interventi cromatici, su stampe in bianco e nero pazientemente ritagliate. Ne viene fuori una metamorfosi e quello che può apparire vecchio rivive di una nuova luce.

Come ti procuri il materiale che rielabori?
Il materiale che uso è frutto di una ricerca continua in mercatini vintage dove acquisto riviste, pubblicità, marchi, locandine di film.

Qualcosa che vuoi dire e che non ti ho chiesto?
Ci tengo a ringraziare alcune persone che mi aiutano a far conoscere le mie opere: Alex Galli, Luca Gennai e Cristina Viti.

Botta&Risposta

Dove e quando sei nata: Lucca, 4 ottobre 1956
Che scuole hai frequentato: Liceo Artistico a Lucca
Quando eri bambina, da grande volevi fare: Volevo diventare Anna Magnani!
Prima professione: Commessa in un negozio storico di Lucca che si chiamava “Russo”
Professione attuale: Artista
Sito web preferito: annabianchi.com (ride)
La suoneria sul cellulare: classica da telefono!
Il luogo più bello della Toscana: Piazza San Martino a Lucca
Presentati con un pregio: A parte che sono splendida (ride), ho anche un atteggiamento positivo
E con un difetto: Quando mi gira male, sono insopportabile
Il primo ricordo legato alla tua professione: Un quadro del 1977, un’immagine di Anna Magnani
E l’ultimo: Un quadro su “ABC”, una rivista degli anni ’70
Il più bel ricordo della tua vita: Una serata al Twiga in cui ho conosciuto Patty Pravo
E il più brutto: La morte di una persona importante

Il libro: biografie di artisti in generale
La canzone: “Non ti bastavo più” di Patty Pravo
Il film: “Mamma Roma” con Anna Magnani
Il tuo rapporto con la politica: Sono d’accordo con Matteo Salvini
Il tuo rapporto con la religione: Credente non praticante
Lavorare con uomini o donne?: Per lavorare né uomini né donne intorno! Solo io e un sottofondo musicale
Amici uomini o donne?: Se c’è feeling non importa
La vacanza ideale: Paesi nordici
Un sogno: Una mia opera al Louvre (ride)
Un rimpianto: 4 anni fa, l’occasione di lanciare le mie opere a New York, ma non ho potuto farlo
Una soddisfazione: nel 2008, un articolo di due pagine sulla rivista italiana “Zoom Design”
Un consiglio a chi vuole seguire le tue orme: Passione, passione, passione!
Progetto futuro: Una mostra a New York

anna bianchi

Li torturo tuttiiiii!!!
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