Ultimo aggiornamento 1 Settembre 2025
L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 1 ottobre 2015
Volto di tante campagne pubblicitarie, una su tutte quella della Campari, inviata dai vari Red Carpet di Los Angeles, Cannes, Venezia – perché il suo argomento preferito e anche suo campo di lavoro è il cinema – scopro con piacere una Annalisa Bugliani bella, simpatica, ironica…
“Ho sempre detto che ho la faccia da cavallo”
“Lo scrivo eh?”
“Sì sì certo!”

Durante la nostra chiacchierata, lancia l’idea di riportare un festival del cinema a Viareggio, magari organizzato proprio da lei, in cui mettere a frutto la sua competenza.
“Ma io pensavo che tu fossi solo la moglie di…”
“Aspetta! Il gossip facciamoglielo leggere su Google…” (ride)
Accetto, un po’ a malincuore, perché mi sarebbe piaciuto scrivere che è stata moglie di Alfonso Cuarón… No, va bene, ho promesso. Non lo scrivo.

“La vita è essere al momento giusto nel posto giusto”



Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!
Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui
Iniziamo da queste bellissime foto che ti vedono ritratta da uno dei maestri della fotografia, Ferdinando Scianna…
Lavorai con lui quando avevo 23 anni. È l’unico fotografo italiano a lavorare per la Magnum Photos (una delle più importanti agenzie fotografiche del mondo, NdR). Andavo all’Università, Lettere Moderne indirizzo Storia dell’Arte. Avevo un esame su Storia della Fotografia e incontrai questo uomo siciliano… Era la campagna italiana della Lavazza, girata a Lucca, che poi ha girato il mondo. Poi mi richiamò per la campagna Principessa Marcella Borghese, che pubblicizzava una crema cosmetica. Fino ad allora la testimonial era stata Emmanuelle Béart. Per la campagna che fu girata a Pienza, Scianna scelse me e decisero di cambiare testimonial.

Che tipo è questo Scianna?
Al tempo della Lavazza aveva circa 50 anni. Mi raccontò la storia di Dolce e Gabbana. Erano due stilisti ancora piccoli quando lo chiamarono per realizzare una campagna che avrebbe dovuto lanciare la loro immagine. Scianna ideò quella campagna con Linda Evangelista attorniata da donne siciliane, che lanciò il marchio Dolce e Gabbana nel mondo.

Cosa hai imparato da lui?
Lui usa luci naturali e niente trucco. Non ritocca niente, cerca la donna con i difetti, magari con le occhiaie. Io volevo il trucco e lui mi diceva: “Non mi toccare le occhiaie!”. Quando poi ho lavorato in tv, non ho mai voluto il trucco. Questo l’ho imparato da lui!

Se ti dovessi chiedere di raccontarci una tua campagna pubblicitaria, una su tutte, quale ricorderesti?
Così d’impatto direi quella di Campari Red Passion. Però anche la primissima campagna che girai a venti anni. Erano i primi tre spot del Mulino Bianco, del plum cake, girati dal regista indiano Tarsem. Si vedeva un campo di papaveri con me in bicicletta, in sottofondo la canzone “Parlami d’amore Mariù” di Vittorio De Sica. Da lì è partito il ciclo delle campagne: Buitoni, Barilla, Campari, Kyr… A un certo punto non avevo più un nome, ero “Quella della Barilla”, “Quella del Mulino Bianco”, “Quella della Campari”…

Una volta innescata la miccia, non ti sei più fermata…
Guarda… La vita è essere al momento giusto nel posto giusto. E tutta la mia vita è stata così.
E la tua campagna preferita?
Direi quella per la rivista mensile Amica, firmata dal regista pubblicitario Ago Panini.

Però il tuo lavoro vero non è la pubblicità…
Il mio lavoro vero è stato quello di anni e anni di dirette televisive. Fin da bambina, la mia passione era il cinema. Però non volevo fare l’attrice, bensì avevo in testa di voler vedere il cinema, di imparare ad osservarlo dalla parte della macchina da presa. Il mio regista preferito è da sempre Michelangelo Antonioni e la mia passione era di capire come lavorano i registi come lui. Perciò mi sono specializzata in Critica del Cinema.

Come hai iniziato in tv?
Avevo 24 anni e stavo studiando. Mi chiamarono per un provino che mirava a trovare il volto di Canal Plus, perché era in atto il passaggio da Telepiù a Canal Plus. Feci questo provino con l’autrice della trasmissione che stava per iniziare. Mi chiese: “Per quale squadra tifi?”. Il calcio però io non sapevo neanche cosa fosse! Non avevo mai guardato il calcio in tv e dissi che preferivo il mio gatto alla televisione. Scelsero me. Più avanti mi dissero che erano piaciute le pause che facevo mentre parlavo, abbassando gli occhi.

Sei versiliese, ma immagino che per lavoro hai girato il mondo…
Sì, ho fatto il mio lavoro girando il mondo e vivendo per un po’ a Milano, fino a che non è nato il mio primo figlio. Ho lavorato fino a due settimane prima del parto. Ho fatto la corrispondente da Londra e dagli Stati Uniti per il cinema, in diretta dalla Notte degli Oscar. Poi mi è scattato qualcosa nella testa che non capirò mai e mi sono stancata di apparire. L’ultima apparizione in video è del 2003, in diretta dagli Oscar.

Hai mollato?
No, non ho mai abbandonato il mio lavoro. Solo che a un certo punto ho scelto di non apparire più. Continuavano a chiamarmi e mi sono spostata sulla carta stampata, come inviata di riviste come Rolling Stone e MarieClaire. Non serve apparire per parlare di cinema. In questo senso i francesi in tema di cinema ci hanno insegnato tutto. Enrico Ghezzi, critico cinematografico che è un po’ il mio mito perché era l’unico che azzardava in tv facendo vedere film in lingua originale, mi ha suggerito tantissime cose. Durante un montaggio per Cannes mi disse: “Tu devi smettere di andare in video. Metti dietro il tuo ego. Proprio perché sei brava, smetti di andare in video”. E quindi ho regolato la mia immagine.
Cosa è cambiato dopo questa decisione?
Sono stata più libera. Non mi sono più preoccupata dell’abito, del trucco e parrucco. Smettere di andare in video mi ha fatto sentire più libera e rilassata. Un po’ come faceva il vecchio reporter. E qui si torna a Scianna, che va sui dettagli, sugli sguardi, sulle mani. Si sofferma sul dettaglio per descrivere meglio la situazione intera. Questo punto di vista l’ho utilizzato per scrivere.
Da quanto tempo vivi in Versilia in pianta stabile?
Ho scelto di tornare qui 4 anni fa, con i miei tre figli. La Versilia è la mia terra, sono nata a Lido di Camaiore e vivo a Pietrasanta. In Versilia c’è tutto nel raggio di pochi chilometri.

Al momento di cosa ti occupi?
Collaboro all’organizzazione di eventi in zona. Scelgo in base a ciò che mi piace fare e mi devono piacere anche le persone con cui lavoro. Piano piano penso che mi dedicherò ad organizzare qualcosa per il cinema, magari creando un festival con i fiocchi proprio qui. Ad esempio mi piacerebbe che EuropaCinema tornasse in Versilia. Poi studio.
Studi?
Sì, adesso finisco gli studi. Mi sono ri-iscritta all’Università a Pisa. Certo, adesso il corso di studi è tutto diverso. Devo dire però che, anche se sono passati venti anni, mi è rimasta l’indole della studentessa, che è quella di cercare di capire come funzionano le cose.

Parliamo di “Gravity” (film del 2013 di Alfonso Cuarón, con Sandra Bullock e George Clooney) e della première che tu hai organizzato…
È stata fatta a Pietrasanta, in lingua originale in 3D, davanti a circa 500 bambini con genitori. Abbiamo invitato tutti i bambini della scuola media. A fine proiezione, le domande più intelligenti sono venute proprio dai ragazzi. Questa scelta è nata perché ci piace lavorare sull’educazione alla visione di un film, spiegare come nasce, come si fa…
Insomma non sei più “Quella della Campari”?
(ride) Ma tutti si ricordano quello spot pubblicitario! Quando avrò 70 anni io sarò ancora “Quella della Campari”! Comunque bisogna dire che era uno spot forte. La situazione descriveva un triangolo lesbo chic, cosa che in tv per la pubblicità non era mai stata azzardata. Interpretavo un’icona gay sofisticata, con un’atmosfera in stile quadri di Tamara De Lempicka.

Dai allora raccontacelo, per chi non se lo ricorda (quei pochi!)…
Allora si vede la protagonista, che sono io, poi si vede l’uomo. Si pensa che l’uomo stia litigando con la sua donna. Poi si capisce che è un triangolo e che io in realtà sono l’amante non di lui, ma di lei. Fu girata a Milano in stazione centrale. Comunque spesso mi scambiano per la protagonista dell’altro spot.
Cioè?
Lo stesso regista, dopo quello spot, ne girò un altro e scelse una modella argentina che mi somiglia tantissimo, ma non sono io!
Ti somiglia tantissimo?
Sì. È scura di pelle, ha questo naso importante. Sembro io, ma non sono io. È una con la faccia da cavallo come me.
(scoppio a ridere) Scrivo proprio così, eh?
Sì sì certo. Lo dico sempre.
Bene. Manca un po’ di gossip…
Ma facciamoglielo leggere su Google… (ride)

“Il gossip facciamoglielo leggere su Google…”
Domenica 4 ottobre 2015 La Nazione, nell’articolo firmato da Francesca Navari, riconosce e documenta ufficialmente il mio scoop, riprendendo la notizia contenuta nella mia intervista ad Annalisa Bugliani (pubblicata su Paspartu 1-15 ottobre 2015)

“Mi è rimasta l’indole della studentessa, che è quella di cercare di capire come funzionano le cose”
Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?
L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
Dai un’occhiata a come funziona! –> Cosa posso fare per te
*Cosa puoi fare per me?*
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