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Antonella Padolecchia: una grandissima passione per il teatro

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spettacolo

Antonella Padolecchia: una grandissima passione per il teatro

L’INTERVISTA
PUBBLICATA SU PASPARTU 16 GIUGNO 2011

Una grande passione per trasmettere agli altri quello che lei ha imparato. Questa è la prima cosa che mi viene in mente nel riordinare le idee, dopo una lunga chiacchierata con “la prof.”, come “mi chiamano i miei ragazzi” (dice lei). Questa passione l’ha portata dall’insegnamento in tantissime scuole fino al teatro, che in realtà non sono così distanti come potrebbe sembrare…

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D: Dal suo accento, direi che è inglese, giusto?
R: No! Sono nata a Marina di Carrara il 15 giugno 1943. L’accento viene dall’aver parlato tanto in inglese! Ormai penso in inglese!

D: Ci racconti un po’ della sua vita… Partendo dai tempi della scuola…
R: Ho frequentato le Scuole Medie Euro Menini a Viareggio quando il preside era Elpidio Jenco. Lì ho imparato le basi della lingua italiana e l’amore per poesia e letteratura. La mia prof., la signora Leila Galleni Luisi che ricordo con immenso piacere, era una donna di grande cultura che mi ha trasmesso l’amore per l’arte e per le poesie. Io ero totalmente affascinata da come lei le declamava…

D: Dopo le medie?
R: Avrei voluto fare il Liceo Classico, ma era una scuola mista, perciò mio padre mi mandò all’Istituto delle Suore Mantellate di Viareggio, perché era una scuola femminile. Per la precisione un Istituto Magistrale.

D: Poi è andata all’Università?
R: Sì. A Pisa, alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere.

D: Da piccola cosa diceva che avrebbe fatto da grande?
R: La maestra o l’insegnante. Ho sempre avuto l’idea di insegnare.

D: E così è stato?
R: Sì. Appena finita l’Università, feci il concorso per l’abilitazione all’insegnamento, dove conseguii il massimo dei voti. In questo periodo conobbi un’insegnante di inglese, Fede Ardito Jefferson, che stuzzicò la mia curiosità di conoscere sempre cose nuove. Nacque fra noi una stima reciproca e decisi di insegnare inglese. Iniziai subito in Lunigiana. Vivevo a Marina di Carrara e salivo fin là con la mia Mini Cooper dal tetto giallo, che tutti riconoscevano.

D: In quante scuole ha insegnato?
R: Tante. Medie in Lunigiana, superiori a Marina di Carrara. Poi a Camaiore, Massarosa, Viareggio…

D: Dicevamo che lei è nata a Marina di Carrara e che al momento di insegnare viveva là. Come mai ha fatto le medie a Viareggio?
R: Ho passato l’infanzia a Viareggio. Poi da adolescente sono andata vivere a Marina di Carrara con mio padre per sette anni. A Marina ci sono nata e poi ci sono tornata da adolescente. Poi nel 1973 mi sono sposata e sono andata a vivere a Lido di Camaiore, dove vivo tuttora.

D: Come si chiama e cosa fa suo marito?
R: Si chiama Francesco Romani. E’ stato il primo cinquanta anni fa a portare le arti marziali, di cui è Maestro, qui in Versilia.

D: Come vi siete conosciuti?
R: Andai ad imparare judo nella sua palestra.

D: Judo?
R: Sì. Mi fu consigliato perché è una ginnastica che mette in moto tutto il corpo.

D: Avete figli?
R: Sì. Paolo, nato nel 1974. Se si può scrivere, vorrei dire che è molto in gamba! Mi aiuta molto nell’organizzazione di “Shakespeare Festival”…

D: Già! Dobbiamo parlare della sua passione per il teatro! Quando nasce?
R: Mentre facevo l’insegnante di inglese. Nella prima parte dell’anno scolastico, io non usavo i libri di testo. Mi disegnavo da sola scenette e vignette e scrivevo i testi di piccoli dialoghi che facevo imparare ai ragazzi, che quindi si trovavano a recitare una vignetta: erano già personaggi di una storia. Usavo un metodo basato sul parlato. Poi nella seconda parte dell’anno, usavo il libro, ma i ragazzi sapevano già parlare.

D: Metodo divertente, immagino…
R: Sì. Usavo cartelloni, pitture, disegni. Compravo tanto materiale didattico direttamente in Inghilterra. Io dico sempre che “English is fun”, cioè che l’inglese è divertimento. I ragazzi non si devono annoiare e ad oggi, molti miei ex alunni che incontro, mi dicono che l’inglese che sanno, lo devono a me.

D: Dall’insegnamento al teatro: quando è avvenuto il passaggio?
R: Nel 1991 sono andata in pensione anticipatamente, per dedicarmi all’insegnamento dell’inglese fuori dalla scuola, attraverso il teatro. Però facevo già degli spettacoli anche all’interno della scuola.

D: Quando ha iniziato con gli spettacoli?
R: Il primo lavoro teatrale in inglese, “Cinderella”, risale al 1976, con la 2°I delle Scuole Medie Pistelli di Camaiore. Dal 1976 in avanti ho messo in piedi tanti spettacoli teatrali con i ragazzi, ad anni alterni. Si sceneggiava il testo e si creava il copione in inglese. Si facevano anche i costumi, i balletti, la scenografia. Per fine anno eravamo pronti.

D: Alcuni titoli meglio riusciti?
R: “Il Fantasma di Canterville”, “Il Principe e il Povero”. Poi Tony Filippini mi chiamò perché aveva aperto a Viareggio una scuola di arti sceniche e mi dette l’incarico di fare teatro in inglese. Nel 1992 invece fui chiamata al Liceo Scientifico a Viareggio e nel 1997 a quello Classico, con l’incarico di consulente di drama class in inglese. Ero quindi un’insegnante free-lance: dirigevo la sessione di teatro in lingua inglese. Ho fatto quello fino al 2006.

D: Anche qui, alcuni titoli meglio riusciti?
R: “Pigmalione”, “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, “La fattoria degli animali”, “Il fantasma di Canterville”.

D: Adesso di cosa si occupa?
R: Di teatro. Dal 1993 il mio ambiente operativo è presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Lido di Camaiore. Pomeriggio e sera sono lì, impegnata con i ragazzi a preparare gli spettacoli.

D: Si tratta di una vera e propria compagnia?
R: Sì sì certo! Nasce nel 1999 come Associazione Culturale Next Artists Drama. Poi nel 2010 abbiamo registrato il marchio come Next Artists. Quest’anno abbiamo registrato i marchi di “Shakespeare Festival Viareggio” e “Shakespeare Festival Lucca”.

D: Parliamo dunque del Festival dedicato a Shakespeare…
R: Nasce nel 2005 a Palazzo Mediceo a Seravezza, dove è rimasto anche nel 2006 e nel 2007. Dal 2008 al 2010 è stato a Villa Borbone a Viareggio. L’idea è nata dal gruppo dei miei ragazzi e io, che sono una persona a cui piacciono le sfide, mi sono buttata nell’operazione!

D: Sì è buttata? Davvero?
R: Sì, mi piace molto mettermi a confronto con gli altri. Ho sempre dentro di me una forma di ottimismo che mi porta ad accettare le sfide e andare avanti. In pratica sono convinta che prima o poi tutto si risolve per il meglio.

D: Quest’anno è di nuovo a Villa Borbone?
R: No. Per questa 7° edizione ci trasferiamo a Lucca, nella Chiesa di San Giovanni e per l’organizzazione ci affidiamo ad Andrea Colombini.

D: Ha già le date?
R: Sì. Dal 4 al 26 luglio, per un totale di 8 spettacoli.

D: Facciamo un confronto tra la 1° e la 7° edizione?
R: Nel 2005, per la prima edizione, erano in programma 3 spettacoli in lingua inglese e 1 in italiano scritto da Andrea Elodie Moretti e replicato più volte. Quest’anno abbiamo 3 spettacoli in inglese e 5 in italiano di compagnie da tutta Italia.

D: Mi dice i titoli dei suoi 3 spettacoli?
R: “Romeo and Juliet”, “Hamlet” e “A midsummer night’s dream”, che chiuderà il Festival in piazza Anfiteatro.

D: Lei personalmente di cosa si occupa?
R: Della regia e della direzione artistica della Compagnia.

D: Quanti sono i componenti della Compagnia?
R: E’ un bel gruppo affiatato e molto unito di circa 30 persone, di età compresa tra 9 e 40 anni.

D: E’ impegnata in politica?
R: No. Sono apolitica. Amo la libertà di opinione e ho un grande rispetto della libertà degli altri. Sono contro la tirannia, forse un po’ anarchica!

D: E’ religiosa?
R: Sì. Sono di fede cattolica non praticante.

D: Cosa fa nel tempo libero?
R: Vado in bicicletta oppure sto in casa ad ascoltare musica. Però la mia mente pensa sempre al teatro.

D: Cosa fa durante la giornata?
R: Mi sveglio alle 8,30 e mi dedico alle cose del quotidiano. Lavoro per gli spettacoli. Tre sere a settimana ho le prove. Poi insegno ai ragazzi la pronuncia, la dizione, l’intonazione.

D: Progetti futuri?
R: Durante l’anno prossimo riprenderò “Il mercante di Venezia” e “Il ritratto di Dorian Gray”. Poi ho già in mente quali spettacoli inserire nell’edizione del 2012 di “Shakespeare Festival”! Mi piacerebbe molto inserire la danza negli spettacoli. E prima del Festival, per l’estate 2012, vorrei portare in scena un musical molto famoso. Per le feste natalizie, invece, ripeteremo l’esperienza di andare, insieme ai ragazzi della Compagnia, a visitare gli anziani delle case di riposo, portando un po’ di allegria con canzoni natalizie e poesie.

D: Un suo difetto?
R: Sono una chiacchierona! E non mi piace per niente vedermi in fotografia!

D: Un pregio?
R: Credo di essere paziente e tollerante. Poi non mi prendo sul serio. Comunque sta agli altri giudicare.

 

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