Ultimo aggiornamento 30 Ottobre 2024
Circa dieci anni fa ho conosciuto e intervistato Antonello Borella perché, tramite amici comuni, venni a sapere che è un “inventore” nel vero senso della parola, un “creativo”, se vogliamo usare un termine più alla moda.
Lui che delle mode non si preoccupa. Ma si preoccupa per la salute del Pianeta, è una persona sensibile che insegna qualcosa ai bambini utilizzando invenzioni geniali e l’energia solare, giochi costruiti con materiale riciclato.
Poi ha un milione di interessi, tra cui Leonardo Da Vinci e tutti i misteri del passato.
Studiando a fondo la Gioconda, ha fatto una scoperta che gli è valsa l’attenzione, tra gli altri, del noto giornalista Roberto Giacobbo.

Potevo non “torturarlo” di nuovo, per chiedergli cosa ha scoperto su Monna Lisa?

Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!
Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui
“La Gioconda non è solo il ritratto di una donna rinascimentale. È un testamento spirituale”
La tortura
Antonello, dove nasce il tuo interesse per la storia e per l’arte?
Deriva dalla mia passione per i viaggi. Ho fatto viaggi nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo: la Grecia, la Turchia, l’Egitto soprattutto. Nasce anche dalla mia esperienza lavorativa. Per tanti anni ho lavorato in un’azienda che produceva lampade per uso museale, per illuminare opere d’arte. La cosa più importante è che ho vissuto per 35 anni a Firenze.
Cosa ti sei chiesto sulla Gioconda?
Bisogna dire che questo non è il quadro più bello di Leonardo Da Vinci e che non è neanche il più importante dei capolavori rinascimentali. Mi sono chiesto: ma perché allora questo quadro è stato così studiato, analizzato, criticato…? E perché ventimila persone ogni giorno vanno al Louvre per ammirarlo? Mi sono chiesto: perché Leonardo l’ha tenuto sempre con sé, continuamente modificandolo, correggendolo…? La risposta è questa: perché non è solo il ritratto di una donna rinascimentale. È un testamento spirituale. È una memoria, è il suo pensiero più profondo, che nasconde un messaggio.
Hai fatto una scoperta che nessuno ha fatto fino ad ora, giusto?
La Gioconda per Leonardo è l’allegoria di una madre ideale, per Leonardo che era uno scienziato naturalista. La cosa che nessuno ha scoperto è che c’è un terzo occhio, il famoso “occhio dell’anima”, sul braccio sinistro della Gioconda. Per Leonardo l’occhio è fondamentale: è uno strumento di lavoro e di osservazione ed è anche la porta per le emozioni.


“C’è un terzo occhio, il famoso “occhio dell’anima”, sul braccio sinistro della Gioconda”
Antonello racconta dei Bronzi di Riace:
“Nel 1982 arrivarono a Firenze, da Riace, due statue di bronzo, per essere restaurate. Erano i famosi Bronzi di Riace. Furono restaurate e sistemate in una sala del Museo Archeologico di Firenze.
Dal Museo chiamarono la mia ditta, io andai a fare il sopralluogo. Usammo delle parabole per illuminarli, un brevetto nostro: parabole con il quarzo all’interno.
Si scoprì che la luce metteva in evidenza dei materiali che a occhio nudo non si erano visti. Ecco quindi l’importanza della luce nell’illuminare le opere d’arte.
Dopo questa esperienza, con la mia ditta abbiamo illuminato il David di Michelangelo, i quadri del Botticelli agli Uffizi, la Torre di Pisa.
Ma c’è un sogno che tutti gli illuminotecnici vorrebbero illuminare: la Gioconda.
Ma lei non si può illuminare, perché è già luminosa di suo (sorride, NdR)”

Ecco un estratto dalla prima intervista, datata 2012, che in versione integrale puoi leggere qui
Antonello, parliamo di lavoro o di hobby?
Sono in pensione, per hobby costruisco lampade e giocattoli con materiale riciclato.
Questa attività di artista come si traduce nella pratica?
Invento cose che hanno come tema la raccolta differenziata, l’energia alternativa e l’alimentazione.
Queste invenzioni a chi sono destinate?
Ai bambini. Nipoti, amici di nipoti, amici di amici di nipoti… Li riunisco in casa e li faccio giocare. È questo il mio hobby!
Quindi inventi storie e costruisci i personaggi?
Sì, tutti con materiale riciclato. Le storie nascono in funzione di un insegnamento per i bambini. Quello che conta è l’idea: io non sono bravissimo a raccontare storie, ma i bambini vedendo le cose e gli oggetti che realizzo riescono a capire tutto.
Da dove nasce questa esigenza?
Vedo che i bambini oggi sono presi dalla tecnologia. I genitori hanno poco tempo. Non c’è più creatività.
Un messaggio per i nostri lettori?
Bisogna arrivare all’età della pensione con il fisico in forma e con la fantasia in testa, sennò la vita è finita.


Chi è Antonello Borella
Antonello Borella nasce a Porretta Terme (Bologna) il 15 agosto 1943 e vive da circa cinquanta anni a Torre del Lago Puccini.
Illuminotecnico, ha vissuto a Firenze dove ha maturato importanti esperienze nel campo dell’illuminazione di interni, con particolare attenzione all’illuminazione di opere d’arte.
Ha collaborato con note industrie del settore, come ad esempio la Targetti.
Come artigiano ha realizzato opere a metà strada tra la scultura e l’oggetto di arredamento e di design. Non solo quindi creatività artistica, ma anche praticità tecnica per le sue opere originali e uniche.
Attualmente in pensione, per hobby costruisce lampade, progetta e costruisce giocattoli con materiali riciclati.

Qui di seguito il comunicato stampa inviato ai giornalisti in occasione della scoperta
Gli occhi della Gioconda sono tre: nella Monna Lisa si cela un messaggio ermetico.
L’Associazione Storico Culturale Il Cuore di Bartolomeo scopre un nuovo simbolo celato nella Gioconda e formula una nuova ipotesi di lettura della più celebre opera di Leonardo Da Vinci
L’Associazione Storico Culturale Il Cuore di Bartolomeo propone una nuova lettura della più celebre opera di Leonardo Da Vinci, grazie alla scoperta di un simbolo di matrice ermetica nascosto nelle vesti della Monna Lisa.
Attraverso un’analisi attenta di un riflesso di luce sapientemente dipinto dal Genio sulla spalla sinistra della Gioconda, emerge la figura di un occhio.
Ma non si tratta di un occhio qualsiasi: è, infatti, un occhio alato. Un simbolo che gli artisti e gli uomini di cultura del Rinascimento recuperano dalla tradizione ermetica (e dunque dalla più antica teologia egizia, si pensi all’occhio di Horus) da poco riscoperta grazie all’Accademia fiorentina istituita da Cosimo De Medici e, in particolare, dalla traduzione del Corpus Hermeticum a opera di Marsilio Ficino. La stessa tipologia di occhio simbolico è ripresa da Leon Battista Alberti, nel suo celebre sigillo “Quid Tum”, frequentatore egli stesso dell’accademia di Firenze, nonché uno dei più importanti riferimenti di Leonardo Da Vinci per i suoi studi sulla pittura e sulla prospettiva.
Quella che potrebbe apparire come un’illusione ottica, un abbaglio preso da un gruppo di appassionati di arte e di storia, è in realtà un signum che ha ragion d’essere proprio in virtù dell’esatta posizione sul corpo, e sulle vesti, della Gioconda. Non è quella una posizione casuale: riprende un’antichissima simbologia che, dalla divinità del silenzio Arpocrate alla coppia Iside-Horus, attraverso l’Ellenismo e il Medioevo, giunge al Rinascimento e continua a vivere tutt’oggi nei messaggi nascosti delle più celebri società “iniziatiche” ancora attive.
Attraverso un lungo percorso di studi – dall’Oriente attraverso i millenni e passando per l’Egitto e la Mesopotamia, la Grecia Ellenistica e l’Impero Romano, i primi monaci cristiani e antichi ordini cavallereschi a cavallo tra Medioriente e Occidente, fino all’Umanesimo e il Rinascimento – Il Cuore di Bartolomeo recupera un filo rosso che si incarna nei tanti simboli celati nelle opere dei grandi artisti italiani e non solo, comprese quelle del Genio vinciano.
E non è un caso che la Gioconda, che non spicca per bellezza tra tutti i suoi capolavori, sia l’opera più celebre e controversa del suo percorso, quella dalla quale l’Artista non si separerà mai. Nella fitta trama di simboli che Leonardo intesse con cura nel ritratto di Monna Lisa, è scritto il messaggio più importante della sua opera di scienziato, artista e uomo: un vero e proprio testamento spirituale e filosofico dal respiro universale.

Nel 2019, questa era l’Associazione Storico Culturale Il Cuore di Bartolomeo:
(ad oggi, sono cambiate diverse cose)
L’Associazione Storico Culturale Il Cuore di Bartolomeo nasce ufficialmente il 13 febbraio del 2017, dall’iniziativa di quattro amici versiliesi accomunati dalla passione per la storia antica e medievale, con un’attenzione particolare ai territori della Liguria di Levante e, nel Centro-Italia, della Toscana, della Tuscia, delle Marche e dell’Umbria.
Riccardo Gambi: avvocato, medievalista e membro dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio; Giacomo Nencioni: professore presso gli atenei di Perugia e Viterbo di linguaggi dei media digitali e critica cinematografica; Antonello Borella: illuminotecnico e creatore di sistemi d’illuminazione nell’ambito dell’Arte museale; Guido Garbi: storico delle religioni antiche ed esperto di scienze patristiche e mistica medievale. A loro si è unito da subito Luigi Battistini, professore esperto di simbolismo templare, gran conoscitore e divulgatore della storia dei Cavalieri e della Via Francigena.
La nascita dell’Associazione intese riunire le ricerche in ambito storico e simbologico sul Medioevo e non solo, fino ad allora iniziative spontanee dei singoli fondatori, ancorché in ambiti diversi e pur contigui e che a vario titolo li vedeva impegnati.
Le attività così riunite sotto l’egida dell’Associazione sono da considerarsi, quindi, come il naturale continuum delle attività di ricerca e divulgazione sviluppate dai soci fondatori negli ultimi decenni, con l’intento di riunire le peculiarità personali di ciascuno dei promotori, attorno a un progetto specifico.
Già nell’anno di fondazione, hanno collaborato con l’Associazione la dott.ssa Paola Giorgi, archeologa fiorentina; la prof.ssa Roberta Martinelli, epigrafista viareggina; l’ing. Alejandro List, messicano trapiantato in Toscana e il dr. Gabriele Panigada, linguista esperto di toponomastica, incisioni rupestri e santuari alpestri, oggi impiegato nell’ambito della comunicazione.
Altro amico dell’Associazione è il giallista viareggino Fabrizio Malfatti, che prendendo spunto da alcuni nostri appunti di lavoro ha recentemente dato alle stampe un suo nuovo lavoro.
Nel corso del 2018 hanno iniziato a collaborare e interagire con l’associazione Gianni Carolei e Marcello Piergentili, membri del Gran Priorato dei Santi Apostoli SMEC, che in spirito amicale si sono molto prodigati per divulgare le attività dell’Associazione, soprattutto quelle legate alla scoperta di una croce delle Otto Beatitudini nei sotterranei della tenuta di Torre a Cenaia, che ha portato alla pubblicazione di uno dei Quaderni dell’Associazione.
Nel corso del 2019, l’Associazione ha iniziato una fattiva collaborazione con l’avv. Ugo Nasi, romanziere, milanese trapiantato a Tirrenia (Pisa), con il quale è stata avviata la prima stesura del brogliaccio preliminare di un romanzo storico basato su di un soggetto a cui l’Associazione lavora da tempo.
Con l’Assemblea dei Soci del 12 marzo 2019, molti di loro sono entrati a far parte dell’Associazione in qualità di Soci benemeriti, insieme ad altri: Valentina Battaglia, Gianni Caroleri, Alejandro List, Fabrizio Malfatti, Ugo Nasi, Marcello Piergentili.
In questa occasione, sono state rinnovate le cariche: Antonello Borella, Presidente; Riccardo Gambi, Vicepresidente; Guido Garbi, Segretario e Tesoriere; Luigi Battistini e Giacomo Nencioni, consiglieri con deleghe.
“C’è un sogno che tutti gli illuminotecnici vorrebbero illuminare: la Gioconda”
In questo video Antonello racconta della sua incredibile scoperta sulla Gioconda
Interviene alla conferenza “L’occhio ermetico del Genio”, tenutasi alla GAMC Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Viareggio il 25 maggio 2019. Antonello svela per la prima volta un simbolo celato da Leonardo Da Vinci nelle vesti della Gioconda, offrendo una nuova interpretazione della più celebre opera del Genio toscano
Antonello e i Templari…
Qui racconto la storia dei Templari a Torre a Cenaia, dove grazie a una casuale visita dell’Associazione Storico Culturale Il Cuore di Bartolomeo, presieduta da Antonello Borella, la “croce templare di Cenaia” è tornata a raccontare una storia straordinaria, mostrando tutto il suo insospettabile valore
Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?
L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
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