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Antonio Caprarica: in “Granduchi di Soldonia” racconta eccessi e follie dei miliardari

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Antonio Caprarica: in “Granduchi di Soldonia” racconta eccessi e follie dei miliardari

L’INTERVISTA
uscita su Paspartu 1 dicembre 2010

ANTONIO CAPRARICA e i Granduchi di Soldonia

Il giornalista Antonio Caprarica è stato ospite della 6° edizione della rassegna “Viareggio Incontri. Cultura & Spettacolo”, manifestazione estiva che, in forma di talk show, è stata ospitata settimanalmente sulla terrazza del Caffè Il Principino di Viareggio. In quell’occasione abbiamo potuto intervistarlo e conoscere così un po’ meglio vizi e virtù dei miliardari…

antonio caprarica 1

D: In “Granduchi di Soldonia” ci racconta eccessi e follie dei miliardari. Ma loro la crisi non la sentono?
R: Immagino di no. Per molti di loro la crisi è stata una fantastica occasione per diventare ancora più ricchi. Quando mi chiedono “Ma anche i ricchi piangono?”, io rispondo “Non credo… Mica tanto!”. Da ricchi, non c’è molta ragione per piangere. La fortuna media di un miliardario prima della crisi era di 4 miliardi a testa, dopo la crisi è scesa a 3 miliardi. Se qualcuno vede in tutto ciò una ragione per piangerci sopra, me lo faccia sapere! In realtà la crisi è stata un’ottima occasione per incrementare fortune già colossali. Penso ad esempio al mercato immobiliare londinese, per non parlare di quello italiano. Oppure alle tante aziende in difficoltà che hanno avuto urgente bisogno di essere rifinanziate. La conclusione è che, se nel momento più profondo della crisi, nel 2009, i miliardari erano poco meno di 800 in tutto il pianeta, oggi sono tornati sopra alla quota 1000 e nelle loro mani c’è un buon decimo della ricchezza complessiva del pianeta.

D: Chi sono questi ricconi?
R: Sono di specie varia. Io mi sono occupato soprattutto di quelli dei paesi Brasile, Russia, India e Cina, cioè dei grandi paesi come si dice “emergenti”, ma in realtà già belli emersi. Sono persone con storie, percorsi, situazioni sociali molto diverse tra loro. In Russia ad esempio la radice delle grandi fortune sta soprattutto nell’appropriazione delle materie prime: miniere d’oro, giacimenti di petrolio, di gas e via dicendo. In Cina conta molto invece l’imprenditorialià, anche se con l’aiuto e la benedizione del Partito. In India abbiamo una situazione diversa, collegata anche a quella anglosassone, quindi legata al mondo della finanza. In Arabia conta il petrolio. Ci sono quindi tipologie storiche diverse, ma diciamo che il denominatore comune è la finanza.

D: Cioè?
R: Quello che giustifica e spiega le gigantesche ricchezze che si sono costituite nell’arco dell’ultimo ventennio è esattamente la finanza deregolata. Questa finanza che consentiva di usare la leva della ricchezza di carta per moltiplicare apparentemente quella vera.

D: Questi “Paperoni” che carattere hanno?
R: Quelli italiani sono piuttosto timidi, forse perché preferiscono non farsi notare tanto dal Fisco. I russi qui in Versilia li conoscete benissimo, ne avete tanti! Arrivano e affittano casa per un mese per 100mila, 150mila euro. Quindi avete già ben presente quali sono i comportamenti che tengono! Non a caso li ho chiamati “Granduchi”. Proprio tenendo bene in mente l’esempio e lo stile di vita dei vecchi granduchi russi: quindi l’esagerazione, l’eccesso, l’ostentazione. Questo è molto tipico dei russi, dei cinesi, degli indiani. Gli italiani, come dicevo prima, sono molto diversi. Un po’ perché le ricchezze di più antica data tendono a mostrarsi di meno, sono meno attratte dall’esibizionismo, che è anche uno status symbol. Noi sappiamo già che i nostri ricchi sono ricchi, non hanno bisogno di mostrare tutti i segni del loro status. E poi c’è anche il nostro Fisco: come dice un’antica massima “Non svegliare il Fisco che dorme”. Non dare tanto nell’occhio. Evita di farti tanto notare!

D: I ricchi sono felici?
R: I soldi, si sa, non danno la felicità. Diciamo che dipende da quanti ce n’hai! Questo adesso io non lo so. Certo non è una vita facile quella dei “Paperoni”. Basti pensare che Abramovich va in giro su uno yacht di 170 metri, è vero. Però è anche dotato di sistema di puntamento anti-missile, perché quando hai 10 miliardi di dollari, qualcuno che ti trova antipatico lo trovi sempre! Vivere sempre con l’ossessione che qualcuno ti vuole sparare o andare perfino in bagno accompagnato dalla scorta, non deve essere una vita proprio facilissima. Compensata però dal fatto che puoi toglierti qualsiasi sfizio che ti passa per la testa e dal potere enorme che puoi esercitare.

D: Quali sono gli sfizi più strani che si tolgono questi ricchi?
R: Ce ne sono innumerevoli. Ad esempio l’idea di comprarsi un’isoletta al largo di Dubai, per 150 milioni di sterline. Oppure il reggiseno da 4 milioni di euro tutto tempestato di diamanti neri, con due diamanti da 100 carati l’uno posti nei due punti centrali del reggiseno. Oppure le barche da 200 metri. La Villa Leopolda, cioè la casa più ricca del pianeta, del valore di 390 milioni di euro. Il plaid tempestato di diamanti per mezzo milione di euro. Alla Fiera del Lusso c’è un camper con la Jacuzzi e i rubinetti d’oro da 800mila euro. Queste sono le follie dei miliardari che, appunto, hanno solo il problema di come ingannare il proprio tempo!

D: Chi è il più ricco di tutti?
R: Questo varia con le classifiche di anno in anno. Quest’anno il più ricco risultava il messicano Carlos Slim, che sopravanzava di poche centinaia di milioni di dollari Bill Gates per una sola circostanza: perché Bill Gates ha donato in beneficenza qualcosa come 30 miliardi di dollari. Ci sono anche dei ricchi che fanno del bene: non odiamoli tutti quanti!

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CHI E’…
Nato a Lecce nel 1951, si è laureato in filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma, con una tesi dedicata alla relazione tra etica ed economia di Adam Smith, con Lucio Colletti. Volto noto della televisione, collabora con numerosi quotidiani e periodici. Alla radio consegue ottimi risultati d’ascolto (fonte: indagine Audiradio) che consolidano il primato di Rai Radio Uno. E’ sposato con la pianista Iolanta Miroshnikova incontrata a Mosca durante una serata all’ambasciata italiana. Ha iniziato la sua carriera giornalistica come commentatore di politica interna del quotidiano L’Unità ed è stato poi condirettore di Paese Sera. Tra il 1988 e il 1993 è stato prima inviato, poi corrispondente stabile del Tg1 in Medio Oriente, coprendo avvenimenti come la jihad antisovietica in Afghanistan, la prima Guerra del Golfo e l’intifada palestinese. E’ stato capo dell’Ufficio di Corrispondenza Rai da Mosca dal 1993 al 1997 e dal 1997 ha ricoperto lo stesso ruolo da Londra. Nel marzo 2006 è stato posto a capo della Rai di Parigi. E’ tornato in Italia nel novembre dello stesso anno, dove viene nominato direttore del Giornale Radio Rai (GRR) e di Rai Radio Uno, incarichi che ha mantenuto sino ad agosto 2009. Collabora con numerosi quotidiani e periodici e ha scritto con Giorgio Rossi romanzi di successo come “La ragazza dei passi perduti” (1986) e “La stanza delle scimmie” (1988). Altri libri: “Dio ci salvi dagli inglesi …o no!?” (2006), “Com’è dolce Parigi …o no!?” (2007), “Gli Italiani la sanno lunga …o no!?” (2008), “Papaveri&Papere” (2009), “I Granduchi di Soldonia” (2009). Vincitore di molti premi di giornalismo tra i più prestigiosi (Ischia, Fregene, Val di Sole).

 

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