La Stanza delle Torture
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Domenico Monteforte: “vivere di pittura si può!”

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arte

Domenico Monteforte: “vivere di pittura si può!”

domenico monteforte

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 1 maggio 2013

Questa volta il nostro torturato (dalle domande, ovviamente!) è un artista di professione. Volto noto in Versilia e non solo, sicuramente lo avete incontrato qualche volta, magari nella veste di pittore, oppure in quella di organizzatore di eventi.

domenico monteforte 1

Che lavoro fai?
Artista di professione.

Con partita iva?
Certo! Sono pittore.

Vuoi dire che si può campare di pittura?
In questi ultimi anni è particolarmente dura, però si può. Essere pittore non significa solamente dipingere, vuol dire fare mostre, tenere una serie di contatti, relazionarsi con le persone.

Significa fare pr?
Sì. Non esistono più i mecenati che scoprono il pittore dopo morto! Oggi ti devi muovere, tenere contatti, conoscere persone legate alle arti. Ad esempio fra qualche giorno andrò a Londra a trovare il maestro Nicola Luisotti.

Ti piace questo aspetto delle pubbliche relazioni?
Sì. Sono socievole.

Anche quando lavori a un dipinto?
Mi piace lavorare da solo, di notte, nel mio studio, ascoltando musica operistica, il Rigoletto di Verdi, la Carmen di Bizet… Ho tutto il mio iter.

Chi è il pittore?
È un filtro.

Bisogna dipingere dal vero?
Esiste la buona pittura e la cattiva pittura. La buona pittura è la capacità di miscelare i colori, di creare un proprio colore, per quanto riguarda la parte tecnica. Poi bisogna creare un’emozione, che va oltre la tecnica. Dipingere dal vero è una capacità tecnica. L’arte è un’altra cosa.

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Cioè che cosa?
È un paradosso, una verità capovolta.

Quindi dire di un quadro che “sembra vero”, non è un complimento?
Secondo me no! In generale, non mi preoccupo di quello che recepisce la gente, mi preoccupo di quello che dico. E poi la bellezza non è la perfezione.

Caratteristica indispensabile per un pittore?
La sensibilità.

Quando guardi un quadro di un collega, cosa pensi?
Guarda, quando il pittore guarda un quadro, pensa le stesse cose di quando un cuoco assaggia un piatto… Riconosce gli ingredienti e valuta il risultato finale.

Hai organizzato eventi, vero?
Sì, con mio fratello Gabriele. Per quattro anni abbiamo curato ArteForte, che era l’unica fiera in Italia dedicata all’arte. Poi abbiamo organizzato tre edizioni di Forte DiVino, un evento divertente dedicato a vino rosso e bollicine.

BOTTA&RISPOSTA

Dove e quando sei nato?
Pietrasanta, 27 settembre 1966.

Dove vivi e lavori?
Camaiore, ho lo studio lì. Però sono vissuto tanti anni a Forte dei Marmi e la mia famiglia vive ancora lì.

Cosa ricordi del posto dove vivevi da bambino?
Il mare, la sabbia, l’odore del salmastro.

Che scuole hai frequentato?
Istituto d’Arte a Pietrasanta e Accademia di Belle Arti a Carrara.

Andavi bene a scuola?
Diciamo che ero portato per le mie materie! Disegno e Storia dell’arte.

Da bambino, cosa avresti voluto fare da grande?
Calciatore oppure giornalista. Il pittore era un sogno.

Hai ereditato la passione per la pittura da…
Mia madre. Mi portava a vedere le mostre e i musei.

Prima professione
Ho fatto le stagioni estive per mantenermi gli studi all’Accademia. Ho fatto il barista, il cameriere, il rappresentante di vini.

Dove vai nel tempo libero?
Viaggio molto e vado a vedere mostre.

Hobby
Ballo latinoamericano. Ho fatto otto anni di scuola.

Sai cucinare?
Sì, abbastanza bene.

Al ristorante cosa ordini?
Pesce.

Quando sei lontano da casa quello che più ti manca di casa tua è…
Non ho particolari nostalgie.

La vacanza ideale
New York.

Il tuo sito web preferito
Leggo online Repubblica e Corriere della Sera.

La suoneria sul tuo cellulare
La più banale! Non sono molto bravo con la tecnologia.

Cosa guardi in tv?
Film, calcio.

Cosa ascolti alla radio?
Odio la radio.

L’ultimo concerto/spettacolo teatrale che hai visto
Nabucco alla Scala.

Cosa apprezzi e cosa non ti piace di una donna e di un uomo
Apprezzo l’intelligenza: secondo me è la cosa più sensuale che c’è. Non sopporto l’arroganza e la superficialità.

La cosa più folle che hai fatto per amore
Ho scritto un piccolo libro per una donna dove, in 50 pagine, le racconto dalla prima volta che l’ho vista fino alla prima vacanza fatta insieme. Poi per il nostro primo anniversario gliel’ho regalato. Ne ho stampate 5 copie: per lei e per le persone nominate nel libro.

Sei religioso?
Sì.

Destra o sinistra?
In questo momento sono schifato.

Matrimonio o coppia di fatto?
Coppia di fatto. Le costrizioni non fanno per me.

Un tuo vizio
Fumo un Toscano al giorno.

Un tuo pregio
So ascoltare.

Un tuo difetto
Sono permaloso e non dimentico.

Una paura/fobia
Le malattie.

Ricevi complimenti per…
Il mio lavoro.

Ricevi critiche per…
Il mio lavoro. Fanno parte del gioco e bisogna dar loro il giusto peso.

Il tuo motto è…
Quello che conta sono la serietà, l’impegno, l’equilibrio.

Cosa ti distingue dagli altri
Mah… Se pensassi di essere più degli altri, sarei arrogante.

Il luogo più bello della Versilia
La Versilia è una terra baciata da Dio. È il Paradiso.

Un collega che stimi
Antonio Possenti, come persona, come cultura e come pittore. Per me è un punto di riferimento. Ha una grandissima cultura ed è una persona molto alla mano.

Un genio
Picasso.

Un eroe
Quello che si alza tutte le mattine e va a lavorare, cercando di dare serenità alla famiglia.

Un nemico
I politici, figure che non sono lì per migliorare la società.

Il sogno
Sono pieno di sogni!

Dopo la morte
La serenità.

Progetti futuri
Mostre a Montecatini Terme, Milano e Firenze.

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Un’opera di Domenico Monteforte

CHI È…
Nato a Pietrasanta nel 1966, Domenico Monteforte si diploma nel 1990 all’Accademia di Belle Arti di Carrara nel corso di pittura di Umberto Buscioni. Vive e lavora a Forte dei Marmi. Dal 2005 tre sue opere di cm 80×120 fanno parte della collezione del Senato della Repubblica presso Palazzo Madama in Roma. Nel 2007 la sua opera “L’albero della vita” (cm 80×60) è stata donata al Santo Padre, Papa Benedetto XVI, durante un’udienza pubblica a Roma.

Sito ufficiale: www.domenicomonteforte.com

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