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Esther Grotti e Alice Pontini: il viaggio

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cultura

Esther Grotti e Alice Pontini: il viaggio

esther grotti alice pontini slide

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 16 giugno 2014

Esther Grotti e Alice Pontini. Il viaggio: le parole, le immagini

Era l’aprile del 2004 quando apriva i battenti DONNAèWEB, il concorso nazionale pensato per valorizzare il lavoro delle donne nel web italiano.
A distanza di dieci anni Adele Marra, giornalista, social media editor e ideatrice del concorso, ha organizzato un ciclo di incontri, di narrazioni sul tema del lavoro e del cambiamento professionale, durante i quali abbiamo avuto il piacere di fare la conoscenza di tante donne speciali.

Due di queste sono Esther e Alice

Due donne, due viaggiatrici, due artiste: la prima è Esther Grotti, maestra di shiatsu e di poesia, che ha appena pubblicato un nuovo libro di poesie “Mi accontento dell’Oro”. L’altra è Alice Pontini, 24 anni di Valdobbiadene ma cittadina del mondo, viaggiatrice “per professione”. Appassionata fotografa, Alice viaggia, si ferma, cerca un lavoro qualsiasi e vive i luoghi e le civiltà che incontra. “Dove le preghiere girano e le montagne sfiorano la luna” è un diario di viaggio che usa le parole per illustrare e descrivere le sensazioni interiori del viaggio e la ricerca del senso della vita.

D: Esther, che cosa avete in comune tu e Alice?
Esther: Ci accomuna il fatto di avere uno sguardo poetico sul mondo.

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Esther

D: Che cosa accomuna, invece, viaggio e poesia?
Esther: Penso la creatività. La cosa più creativa che si può fare in viaggio è viaggiare con degli sconosciuti!

D: Alice, hai pubblicato un libro che è il diario di un viaggio…
Alice: È un diario che racconta di un sogno non realizzato: visitare il Tibet. Avevo pianificato un viaggio fotografico nel Paese di cui sono sempre stata innamorata. A due settimane dalla partenza hanno chiuso le frontiere. Siamo partiti lo stesso, io e altre tre persone mai viste prima. Siamo stati in Nepal, a Delhi, e nel Ladakh, regione dell’India al confine con Cina, Afghanistan, Pakistan. Un mese affascinante, finito prima nel mio diario e poi in questo libro.

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Alice

D: Alice, sei viaggiatrice di professione…
Alice: Sì. Faccio dei lunghi soggiorni all’estero. Vado e faccio i lavori che mi capitano. La gelataia, la baby sitter, cose anche che magari non mi piacciono, ma è l’unico modo per riuscire a realizzare i miei sogni, che sono molto ambiziosi. Vado in posti nuovi con persone diverse, lingue che non conosco…

D: Ogni tanto torni a casa?
Alice: Sì. In genere rimango 6/7 mesi all’estero. Poi torno a casa, Valdobbiadene, e ritrovo le persone e le cose di sempre. Solo così riesco ad apprezzare le cose di qua, perché avendole sempre sotto mano non le apprezzerei fino in fondo.

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Alice (a destra)

D: Che scuola bisogna frequentare per fare la viaggiatrice di professione?
Alice: Io, finito il liceo, ho fatto due anni di scuola di fotografia e poi ho iniziato subito a viaggiare. Viaggio e fotografo.

D: Esther, qual è stato il momento più emozionante del viaggio che hai fatto con Alice?
Esther: A un certo punto del viaggio, abbiamo abbandonato la guida, per capire dove potevamo arrivare con lo stomaco! Siamo riuscite a partecipare a un funerale ed è stata un’esperienza molto forte. Per loro che lo stavano celebrando è stato indifferente che noi fossimo lì, per noi invece in pratica è stato il fulcro del viaggio. Il loro funerale consiste nel fare delle pire, bruciano i corpi e poi li gettano al vento.

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Esther

D: È importante spiegare le poesie?
Esther: Le poesie non hanno bisogno di introduzione. Piuttosto sono utili i “postumi del lettore”, cioè le impressioni che rimangono nel lettore dopo aver letto.

BOTTA & RISPOSTA CON ESTHER

Dove e quando sei nata?
Sono nata tra le pietre dure dei monti, i profili dolci dei colli, la campagna ricca di frutti ed il mare prodigo di pesci… Dove? A Camaiore, ovviamente!

Da bambina, cosa avresti voluto fare da grande?
Nascevo scendendo dalla luna quando gli altri salivano, ero alta quando gli altri erano bassi, avrei voluto essere (e sono) un extraEstherrestre!

Prima professione e professione attuale?
Di lavoro tocco corpi. Non sono concubina, né prostituta, né trucco i corpi prima dell’ultimo saluto. Il mio lavoro è ascoltare la vita scorrere sotto le mie dita. Ascolto, e ancora mi meraviglio. Sono shiatsuka da venti anni.

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Esther

Hobby?
Amo assumere le più rocambolesche e bizzarre posture planetarie e ho il gene immodificato dell’altrove: qualcuno lo definirebbe Viaggio.

Ricevi complimenti per…
Non amo i complimenti, amo vedere sorridere qualcuno che osserva una mia fotografia.

Ricevi critiche per…
Mi tacciano ironicamente di prendere sul serio gli abitanti di questo pianeta.

Progetti futuri?
Prendere meno sul serio gli abitanti di questo pianeta, rimanere innamorata per sempre del mio pianeta, dell’universo in cui galleggia.

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Esther

Esther: “La cosa più creativa che si può fare è viaggiare con degli sconosciuti!”

CHI È ESTHER GROTTI

Esther Grotti è sempre in viaggio, a volte paga il biglietto, spesso no, almeno fintantoché non verrà tassato anche il sogno. È innamorata del suo  pianeta e dei suoi abitanti. Guarda ogni giorno il cielo e per questo inciampa spesso. È dedita alle marmellate cromatiche e alle domande prive di risposte. Ha imparato a scrivere da Teresa, barbagianna. Concorda che la poesia ai tempi di povertà debba aiutare a fondare le fondamenta della società, anche se lei, più che ridipingere le pareti di casa e dei garage, non sa.
Esther Grotti pubblica nel 2000 “Canto infinitesimale”, ripubblicato nel 2002. Nel 2005 pubblica “Non amo le idee mangio carne”, che è tra i vincitori del Premio Carver edizione 2006. Nel 2009 pubblica “Il gusto dell’essenza”. Ha  ricevuto svariati premi e riconoscimenti, tra cui il secondo posto al Premio Linfera nel 2008 e la menzione particolare al Premio Internazionale Nosside nel 2009. Nel 2013 pubblica il libro di poesie “Mi accontento dell’oro”. Alla fotografia si avvicina con fare di insaziabile curiosità, amando la ricerca del sottopelle della realtà. Nel 2009 partecipa alla mostra fotografica “80 scatti in giro per il mondo”. Nel 2010 arriva in finale al Premio Tif intitolato “La memoria” e partecipando alla collettiva omonima al Salone del Libro di Torino. È finalista al Premio Mondiale di Fotografia al Femminile Julia Cameron.

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Esther

Esther di se stessa scrive:
“Di lavoro tocco corpi. Non sono concubina, né prostituta, né trucco i morti prima dell’ultimo saluto. Toccando, ascolto vite scorrere sotto le mie dita, universi sommersi con cui entro in contatto, silenziosamente. Una comunicazione diretta, ancestrale, ossuta e morbida, sanguigna e benefica di linfa. Ascolto, e ancora mi meraviglio. Da qualche tempo, tocco corpi disabitati che desiderano antetempo una spoliazione, una distanza. Corpi affogati nel grasso, che il mondo è pericoloso e le barriere devono essere ben spesse, se non si vuole soffrire. Corpi erosi, svuotati, trasparenti che quasi ne puoi spiare i moti interiori. Corpi che staccano la spina, corpi che non vogliono essere corpi, perché nel corpo esiste il dolore, anche il piacere talvolta ti può sopraffare. Corpi nemici, corpi battaglia, corpi sterminio, guerre inutili, che la regola del gioco è chiara: bisogna avere un corpo per vivere. Alcuni corpi scelgono questo limbo tumultuoso. Chi non ce la fa, muore. Il capolinea è uguale per tutti. Qualcuno, però, corre più in fretta. Tocco con le mie mani i movimenti della fuga incessante. Ascolto quotidianamente ciò che fa fatica ad ascoltarsi. Tocco l’intoccabile…”

BOTTA & RISPOSTA CON ALICE

Dove e quando sei nata?
Valdobbiadene, 16 giugno 1989.

Da bambina, cosa avresti voluto fare da grande?
L’astronauta.

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Alice

Prima professione?
Cassiera.

Professione attuale?
Foto reporter.

Hobby?
Il mio lavoro è anche il mio hobby (viaggio, fotografia, scrittura). Sport (corsa, sci, bicicletta). Lettura.

Ricevi complimenti per…
Il mio lavoro. Il mio modo di affrontare la vita.

Ricevi critiche per…
Essere troppo impulsiva.

Progetti futuri?
Tanti, tantissimi che includono il mondo intero!

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Alice

CHI È ALICE PONTINI

Alice Pontini dal 1989 vive nel suo mondo affollato di vita, persone, esperienze, viaggi e zeppo di sogni e progetti che insegue con qualsiasi mezzo trascinandosi dietro zaini colmi di entusiasmo, macchina fotografica, sempre carica, passione e curiosità inarrestabili ed incontrollabili. Cinque anni di liceo artistico per coltivare la spontaneità ed apprezzare le diversità, una scuola di fotografia per imparare a cogliere e congelarle, tanti lavori e luoghi diversi per avere la possibilità di trasmetterle e condividerle.

Alice: “Un sogno non realizzato: visitare il Tibet.”

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