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Franco Fasano: il suo “fortissimissimo” mondo di musica e parole

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Interviste

Franco Fasano: il suo “fortissimissimo” mondo di musica e parole

franco fasano a viareggio incontri

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 1 agosto 2013

Abbiamo incontrato Franco Fasano nell’ambito della rassegna culturale “Viareggio Incontri”, un evento che, sulla terrazza del Caffè Il Principino di Viareggio, ospita nel corso dell’estate personaggi di chiara fama. Il cantautore ci ha parlato della sua musica e dell’ultimo cd “Fortissimissimo”, che ripercorre la sua carriera musicale.

Franco Fasano sul palco di Viareggio Incontri
Franco Fasano sul palco di Viareggio Incontri

D: “Fortissimissimo” è molto più di un cd, vero?
R: Sì, prima di tutto è un doppio cd! (ride) Lo considero l’album della mia vita, perché dentro c’è tutta quella che è la mia passione. Ho cominciato a suonare e cantare a 13/14 anni e l’anno scorso sono riuscito, in occasione del mio 50esimo compleanno, a raccogliere le mie canzoni in questo cd. Alcune nel corso degli anni sono diventate molto note e alcune sono diventate addirittura pietre miliari della musica italiana, anche grazie a chi poi le ha cantate. Mi piaceva festeggiarle, queste canzoni, essere a loro riconoscente e allora, un po’ per scherzo e un po’ perché ci sono quelle cose che si dicono e poi non si fanno mai, mentre a me piace portare le cose fino in fondo, allora, dicevo, sono finalmente riuscito a pubblicare questo disco intorno al 30 giugno dello scorso anno. L’album l’ho voluto intitolare “Fortissimissimo” in onore di tutti i musicisti che hanno suonato, perché nella musica scritta, cioè nella musica dei musicisti che la suonano, le 3 “F” che sono sulla copertina di questo cofanetto rappresentano proprio una cosa che è più che fortissima, cioè è fortissimissima!

Franco Fasano sul palco di Viareggio Incontri
Franco Fasano sul palco di Viareggio Incontri

D: La canzone a cui sei più legato e che più ti rappresenta?
R: Guarda, io penso che la canzone che ho scritto è sempre una. A seconda delle epoche poi ha cambiato titolo, ha cambiato anche tonalità, ha cambiato alcune argomentazioni… Diciamo che poi ce n’è una alla quale sono molto affezionato, non è tra le più note, è una canzone nata una sera in cui mi sono ritrovato faccia a faccia con mio figlio e si chiama “Una piccola parte di te”.

D: Come è cambiato il gusto del pubblico in questi anni?
R: Io sono convinto che il pubblico sia sempre attento ad emozionarsi. Un conto è il pubblico che incontri live, quando la musica si fa dal vivo, poi c’è invece un pubblico che ti fanno credere che è quello che segue le cose, che quindi è quello che vedi in televisione e che fa audience nelle proiezioni. Quello è un pubblico che ti dà quella notorietà temporanea e che, se riesci a fare delle cose di qualità, aggiunte a quella notorietà, sicuramente riesci a fare epoca. Devo dire che alla mia epoca questa cosa non mi è successa in prima persona, perché forse il destino ha voluto che fossero le mie canzoni e che fosse il mio mondo a venire fuori, più che il mio cantare in prima persona. Però quelle canzoni con questo album ritornano a casa in una maniera molto originale, perché le ho incise esattamente come le avevo scritte allora. Sono molto contento che siano tornate a casa, ma non ti nascondo che sono anche molto contento che allora siano state cantate da voci che seguivo già da ragazzino e grazie alle quali mi sono appassionato alla musica.

Franco Fasano in una panoramica di Viareggio Incontri
Franco Fasano in una panoramica di Viareggio Incontri

D: Come nasce un’ispirazione e quindi una canzone?
R: Molte delle mie canzoni nascono da cose che ho vissuto, ma anche da cose di fantasia, oppure da cose che penso e molto spesso anche da parole che vedo scritte. Ho iniziato scrivendo musica e, in questa seconda parte della mia vita artistica, ho cominciato a scrivere anche parole. Ho iniziato con lo “Zecchino d’Oro” e fu Mia Martini a spingermi a scrivere canzoni anche dal punto di vista dei testi e delle parole. Quando lei nel 1995 stava cercando una canzone per un suo album, per un suo progetto sulla Luna, mi disse “Perché non provi a scrivere una canzone per me anche con le tue parole? Se scrivi per i bambini, sei pronto a scrivere anche per me”. Io quella canzone l’ho tenuta nel cassetto, perché purtroppo Mimì non ha fatto in tempo ad inciderla, però mi sono reso conto che tra le cose più emotive e più forti nella mia memoria c’è stato questo incontro con Mimì e allora l’ho voluta incidere in punta di piedi, però con una schiera di musicisti straordinari. Pensa che solo quella canzone l’ho realizzata con i musicisti che hanno portato Mimì in giro per il mondo, soprattutto all’Olympia di Parigi. Quindi ci sono Andy Surdi alla batteria, Gigi Cappellotto al basso, Massimo Luca, che già aveva suonato con Lucio Battisti, alla chitarra acustica, Fabio Treves straordinario all’armonica, Toto Torquati all’organo, Gianni Saint Just clarino. Saint Just è stato colui che ha trovato e ha prodotto le canzoni più famose di Mimì: “Piccolo uomo”, “Minuetto”, “Almeno tu nell’universo”. Il tutto è stato coordinato e arrangiato da Marco Falagiani, che insieme a Giancarlo Bigazzi è stato l’ultimo produttore di Mimì. Nel mio “Fortissimissimo” c’è anche questa dedica a Mimì, che aveva bisogno anche di un graffio di voce femminile e così ho pensato di invitare Aida Cooper, che per anni è stata la sua corista preferita.

Franco Fasano e il pubblico di Viareggio Incontri
Franco Fasano e il pubblico di Viareggio Incontri

D: Qui siamo nella terra di Giacomo Puccini. Quanto sono importanti Puccini e i classici in generale per la formazione di un musicista?
R: Devo dire che credo che tutto arrivi da lì. Credo che la formazione classica sia quella che ti permette di capire quello che stai facendo. Ad esempio, io ho registrato il pezzo “Mi manchi” al Teatro Verdi con l’Orchestra Regionale Toscana: è stata una forte emozione, una cosa difficile da raccontare. Chi l’ascolta si rende conto che c’è un profumo diverso da quello dei brani registrati in studio di registrazione, che comunque hanno il loro fascino. Ma in questo modo particolare sono contento di averlo fatto proprio per questa canzone, che nell’interpretazione di Andrea Bocelli ha fatto il giro del mondo.

franco fasano a viareggio incontri
Franco Fasano intervistato a Viareggio Incontri

CHI È…
Franco Fasano, Fasano Gianfranco Tommaso (Fagit), nasce ad Albenga (Savona) il 30 giugno 1961. Ben istradato dal padre Antonio, a 13 anni fonda la sua prima band, La bella età, con la quale raccoglie consensi intorno alla sua Alassio. Nel corso della sua carriera ha composto innumerevoli canzoni. Alcune le ha interpretate in prima persona. I suoi brani sono stati lanciati da grandi artisti italiani e non. Tanto per citarne alcuni: Mina, Anna Oxa, Fausto Leali, Drupi, Peppino Di Capri, Fiordaliso, Iva Zanicchi, Plastic Bertrand, F. R. David, Flavia Fortunato e, per il mondo dei bambini, Cristina D’Avena e tanti piccoli interpreti che dal 1994 ad oggi hanno cantato le sue canzoni allo Zecchino d’Oro. Sono canzoni che lo hanno reso celebre “E quel giorno non mi perderai più”, “Vieni a stare qui”, “Da fratello a fratello”. Non tutti forse sanno che è stato proprio lui a firmare alcuni tra i più grandi successi di Fausto Leali: “Io amo”, “Mi manchi” (ripresa nel 2006 anche da Andrea Bocelli), “Ti lascerò”. Poi “Regalami un sorriso” e “Un uomo in più” (Drupi), “L’ultimo gesto di un clown”, “Non si può morire in eterno”, “Certe cose si fanno”, “Matrioska” (Mina) e tante altre che sarebbe lungo enumerare. L’album doppio che raccoglie alcune delle più belle canzoni, “Fortissimissimo”, è uscito a metà anno 2012. Nel frattempo, Franco Fasano continua a scrivere per il mondo dei bambini.

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