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Gabriella Petrucci, detta anche Gabry l’Acchiappavip!

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Interviste

Gabriella Petrucci, detta anche Gabry l’Acchiappavip!

gabriella petrucci l'acchiappavip

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 16 marzo 2013

Sul biglietto da visita di Gabriella si legge “Buongiorno Principessa”, in omaggio a Roberto Benigni e al suo capolavoro “La vita è bella” e, sotto il nome, la “professione” (che in realtà è una passione): Acchiappavip. Se frequentate spettacoli, teatri, concerti, festival, sicuramente l’avrete vista: è riconoscibile perché aspetta i vip all’uscita dello spettacolo armata di fogli, pennarelli e macchina fotografica. A cosa le servono? Beh… Seguiteci nell’intervista e lo scoprirete!

gabriella petrucci gianna nannini
Con Gianna Nannini

Gabriella, per prima cosa, dicci che lavoro fai
Sono in attesa della pensione.

Sappiamo che coltivi una singolare passione…
Più che passione, è proprio una droga!

In breve, di cosa si tratta?
Mi piace incontrare di persona i vip e i personaggi famosi.

E il motivo per cui ti piace incontrarli qual è?
Perché da lì scatta l’operazione foto+autografo!

gabriella petrucci giorgio panariello
Con Giorgio Panariello

Che ne fai di tutte le foto e autografi che raccogli?
Li conservo gelosamente, ma non metto niente su internet. E’ una passione ad uso strettamente personale e privato.

Quindi nessuno ti ha mai intervistato per questa tua caratteristica particolare?
Tre anni fa Massimo Mazzolini mi intervistò per Rete Versilia, poi basta.

Immagino che la tua casa sia un museo…
Certo (ride). Una volta fatti, foto e autografi vanno catalogati, secondo più criteri.

Quanti anni hai?
60.

E questa passione quando inizia?
Quando avevo 12 anni.

Da sempre quindi?
In pratica sì. All’inizio nacque con la richiesta dell’autografo, poi da dieci anni a questa parte mi interessano anche le fotografie, cioè prima chiedo l’autografo e poi mi faccio fotografare con il vip.

gabriella petrucci lorella cuccarini
Con Lorella Cuccarini

Hai detto che hai iniziato a 12 anni. Ricordi il primo episodio della storia?
Vivevo a Camaiore e allo stadio facevano l’Oscar della Simpatia, uno spettacolo con tantissimi vip e personaggi famosi come ospiti. Erano le estati del 1964 e 1965. Ricordo che la sera scappavo da mia madre per andare nel backstage a farmi fare gli autografi. Lo spettacolo non mi interessava, mi piaceva stare dietro le quinte.

Ma questa passione per stare dietro le quinte, hai mai pensato di farla diventare un lavoro?
No, mai.

Magari avresti potuto fare la giornalista o la fotografa…
No no! Io no! (ride)

gabriella petrucci lucio dalla
Con Lucio Dalla

In questo modo avresti assistito gratuitamente agli spettacoli, no?
Io viaggio a spese mie e pago tutti i biglietti degli spettacoli. Sì: è una droga e un costo!

Cosa comporta mantenere questa passione?
A parte il costo di viaggi e biglietti, mi devo sempre documentare e stare costantemente aggiornata su tutto ciò che accade nel mondo dello spettacolo: date di concerti, festival, spettacoli teatrali. A livello locale per me Paspartu, in questo senso, è oro colato! Su internet invece vado a cercare gli spettacoli in tutta Italia.

gabriella petrucci massimo ranieri
Con Massimo Ranieri

Tutta Italia? Ti sposti fuori dal locale?
Se ne vale la pena sì. Roma, Milano, Torino.

In che senso dici “se ne vale la pena”?
Se è un vip che non ho! Ora sono arrivata ai livelli della serie “questo ce l’ho, questo mi manca”, come le figurine!

Quanto tempo ti occupa la tua “droga”?
Per vedere gli spettacoli, a volte anche 7 sere su 7. Vado, vedo lo spettacolo, poi mi metto all’uscita e aspetto che vip e personaggi, attori, cantanti e altro, escano fuori.

gabriella petrucci paolino ruffini
Con Paolino Ruffini

Quali sono i tuoi “attrezzi del mestiere”?
Parto organizzata! Fogli bianchi e pennarelli per le dediche e macchina fotografica. In genere, vado con un’amica, così posso stare tranquilla di avere chi mi scatta la foto. Se ci riesco, alle varie biglietterie prendo locandine e manifesti e mi faccio autografare anche quelle. In caso di spettacolo teatrale, il manifesto e la locandina le faccio autografare da tutto il cast. Più riesco a mettere insieme il cast completo, più l’oggetto diventa prezioso per me.

A casa come hai organizzato gli spazi?
Non so più dove mettere le cose! Adesso sto catalogando tutto su pc, sto scansionando tutto e creando archivi su pc secondo vari criteri, in ordine cronologico, in ordine alfabetico etc.

gabriella petrucci piero chiambretti
Con Piero Chiambretti

Quantità?
Ho circa 3600 fotografie, più di 10mila autografi, circa 700 tra manifesti e locandine. Di quest’ultime, circa 400 autografate e le altre sono in attesa.

Cioè?
Mi procuro, quando posso, manifesti e locandine in anticipo e poi successivamente vado allo spettacolo per farmele autografare.

Raccontaci un aneddoto…
Feci una scommessa con un mio amico, dicendo che sarei riuscita a farlo parlare con Rocco Siffredi. Sono andata e lui, dopo autografo e foto, si è prestato al gioco: gli ho passato il telefono e ha parlato con il mio amico.

gabriella petrucci roberto benigni
Con Roberto Benigni

Un episodio che ricordi con piacere?
Sono stata a Firenze a casa di Leonardo Pieraccioni per consegnargli un ritratto realizzato da un mio amico. Mi ha fatto entrare in casa e mi ha offerto da bere.

Qualche vip ti riconosce?
Qualcuno sì, anche perché li incontro più volte. Una volta fatta la foto, la stampo su carta e poi ci torno per farmela autografare! Ormai mi riconoscono Raffaele Paganini, Massimo Ranieri, Roberto Bolle.

Nessun progetto legato a questa passione?
Forse un libro fotografico, con foto, autografi e aneddoti. Quando troverò l’editore, lo farò.
(Editori siete avvisati! Gabry cerca un editore!, NDR)

gabriella petrucci marco mengoni
Con Marco Mengoni

BOTTA&RISPOSTA

Tempo massimo atteso per un autografo:
4 ore
Il più famoso che ho incontrato:
Roberto Benigni
Il più antipatico:
Philippe Leroy (mi negò l’autografo e la foto e mandò a quel paese sia me che una giornalista)
Il più simpatico:
Non saprei
Il più umano:
Raffaele Paganini (per stima e rispetto, per me è il primo in classifica)
Il più deludente:
Ne dico due: Carla Fracci e Sophia Loren
I prossimi da incontrare:
Fiorello e Luciana Littizzetto
Quello che non incontrerò mai:
Vasco Rossi (non lo incontrerò di proposito, perché 40 anni fa partecipò a uno spettacolo a BussolaDomani e sputò addosso a tutti quelli che stavano in prima fila)
Quello che mi è sfuggito:
Ennio Morricone (non sapevo che era a Lucca)
Quello che non ce l’ho mai fatta ad avvicinare:
David Bowie (che fra l’altro è il mio idolo)

gabriella petrucci renato zero
Con Renato Zero

Intervista realizzata con la gentile collaborazione di Alex Galli

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