Ultimo aggiornamento 1 Settembre 2022

Ho partecipato, come inviata del portale DaSapere, alla conferenza stampa online in cui Francesco Renga ha presentato la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2021.
Il cantante ha risposto alle domande dei giornalisti collegati in streaming su Zoom.

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Francesco Renga in streaming durante la conferenza stampa (quella in alto a sinistra sono io!)

A che punto eravamo al momento dell’intervista:

Francesco Renga era uno dei 26 cantanti protagonisti del 71° Festival di Sanremo, in gara con il brano “Quando trovo te” (Sony Music), che poi si è classificato al 22° posto.

L’intervista

Posso chiederti qual è il tuo stato d’animo in questo periodo?
È un Sanremo di ripartenza, di “riaccendiamo i motori”. Dopo diversi mesi nel nulla, ritorno a fare il mio lavoro. Siamo in un periodo assurdo, ma questo non toglie nulla al valore simbolico di questo Sanremo. Entrerà nella storia come un Sanremo unico.

Parliamo della tua canzone…
Racconta l’esplosione di un ricordo. Le piccole cose di ogni giorno, a me personalmente, salvano la vita. Uno sguardo, il profumo di una casa, i miei figli…

Ricordi di infanzia?
Ho dei ricordi di infanzia in Sardegna. Da sempre per me la Sardegna rappresenta la vacanza, gli affetti, la famiglia, gli zii, i cugini. Ho i ricordi di mio nonno che mi svegliava ogni mattina e mi riempiva una scodella di latte appena munto. Mi sembra ancora di sentire il sapore di quel latte! Il brano che porto a Sanremo racconta quella cosa lì: di come un ricordo bello – ad esempio mio nonno con la sua camicia a quadri e i suoi pantaloni di velluto – rende tutta la giornata più bella.

“Ho i ricordi di mio nonno che mi riempiva una scodella di latte appena munto”

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cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.

Faccio la giornalista, con un occhio attento alla socialsfera.

Racconto i dettagli:
sia delle persone che intervisto (torturo!)
che dei luoghi che amo far conoscere.

Contattami se vuoi raccontare chi sei e cosa fai
attraverso la tua tortura personalizzata!

Come è nato il testo?
Avevo appena traslocato, dopo 4/5 giorni è arrivato il primo lockdown. Ero lì in casa con tanti scatoloni e ho trovato tutti i miei vecchi diari che scrivevo quando avevo 16-17 anni e mi immaginavo poeta! (ride) Ho trovato fotografie, poesie, ricordi. Tutto questo è stato liberatorio per me ed è l’inizio di questa canzone. Il piacere di ritrovare i ricordi nascosti dentro di me dal casino di tutti i giorni.

Nel testo dici di “essere fuori stagione”. Cosa significa?
Che io mi sento sempre inadeguato. Il sentirmi fuori stagione per me è una costante. Tutta la mia esistenza è sempre stata il tentativo di non sentirmi inadeguato. Uso la musica e le canzoni per fare questo lavoro, che ormai dura da tempo!

Dicevamo “andrà tutto bene”. È andato tutto bene, secondo te?
No, non è andato tutto bene! Era un augurio che ci siamo fatti tutti, quando tutto sembrava ancora un film che speravamo di non vivere mai in prima persona. Non è andato tutto bene, ma forse ce la stiamo cavando. Quello che si diceva all’inizio – “nessuno verrà lasciato indietro” – non è ovviamente stato. Molti sono stati lasciati indietro, molti nostri colleghi, musicisti e lavoratori dello spettacolo, hanno avuto pochissime attenzioni da parte del Governo. Il fatto di essersi sentiti di colpo soli, ognuno a casa propria, ci ha dato un po’ l’idea di comunità, ha cambiato un po’ il concetto di inclusione.

Le tue sensazioni nel vedere Brescia deserta?
Durante il lockdown stavo cercando di sollevare gli umori di una città molto spaventata. Si è però anche riscoperta una comunità molto unita. È venuto fuori lo spirito di questa città.

Sei ottimista o pessimista?
Ottimista, ottimista! Lo sono sempre stato. Il mio sorriso è la bandiera dell’ottimismo!

“Il mio sorriso è la bandiera dell’ottimismo!”

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C’è qualcosa che nascondi?
Ci sono molte cose che nascondo! Nascondo i demoni, i fantasmi…

Cosa ti aspetti da Sanremo?
Non do mai molto peso ai giudizi in generale, perché penso che ascoltare 26 brani in poco tempo non sia facile. Questa canzone va ascoltata e credo che crescerà nel corso delle serate.

Il tuo pensiero sulla serata delle cover?
(Il riferimento è al Sanremo condotto da Claudio Baglioni, in cui la serata delle cover fu sostituita da una serata in cui ogni cantante in gara faceva il proprio pezzo in coppia con un ospite, NdR)
Io sono anche interprete e mi fa piacere esprimermi attraverso una bella cover. Per me è un valore aggiunto, che dà anche una visione al pubblico a 360° dell’artista. Oggettivamente anche fare una volta in più la tua canzone, magari con un ospite, può essere più utile alla canzone e alla motivazione del Festival. Però se devo dire la mia, io sono felice di fare una cover scelta da me. Trovo che sia una cosa che dà una lettura artistica più ampia.

Come ti organizzerai logisticamente a Sanremo?
Mi organizzerò lavorando! Porterò dei libri e dei bellissimi maglioncini da sfoggiare per fare le interviste via Zoom! (ride) Perché non lo sai, ma ora sono in mutande! (risata generale)

“…i capelli, che non tingo! (ride) Lo dico perché sennò poi le fan…”

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Un ricordo del 1991?
La voglia di farmi sentire. Che ho sempre mantenuto negli anni. Ricordo il Sanremo del 2000, il primo da solista. Poi ricordo “Tracce di te” perché la perdita di mia madre è stato un momento molto difficile per me dal punto di vista umano. Ha segnato molto tutta la mia poetica. Poi “Angelo”, che segna il mio passaggio da figlio a padre raccontato in una canzone molto delicata. A quel Sanremo c’erano Ambra e Jolanda, veramente un Sanremo con un mood molto molto speciale.

A chi dedicheresti il Sanremo 2021?
La mia è una canzone di speranza e di felicità. Rischio di essere banale, ma la dedico a tutti noi! Abbiamo tanto bisogno di speranza in questo momento!

Che consiglio ti senti di dare ai giovani artisti?
Di non perdere quella luce molto potente, quel fuoco che hanno. Di non perdere quella scheggia di follia e di incoscienza che porta ognuno di noi a confrontarci su quel palco. Che poi è quello che cerco di fare io ogni volta che salgo su quel palcoscenico. La cosa migliore è il fatto di andare a Sanremo e viverselo anche in maniera giocosa, divertita, divertendosi e divertendo. Perché il rischio quando vai a Sanremo è di vivere quella settimana come se fosse fuori dal tempo reale.

Cosa diresti al Francesco del passato?
Direi che poi le cose arrivano quando devono arrivare e che nessuno ce la può fare da solo, bisogna aiutare e farsi aiutare. Direi di non avere paura di cercare la felicità. Direi “Sarai un uomo fortunato”, ho tutto quello di cui ho bisogno e anche molto molto di più.

Cosa è rimasto di quel Francesco?
Tutto! È rimasto intatto lo spirito leggero. Anche i capelli, che non tingo! (ride) Lo dico perché sennò poi le fan… (risata generale)

Uscirà un album dopo Sanremo?
Non ho l’idea di fare un album. Sto scrivendo altre canzoni, ma non ho idee per un album.

“Ci sono molte cose che nascondo! Nascondo i demoni, i fantasmi…”

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banner Ho intervistato anche

Il pezzo di Sanremo 2021

“Quando trovo te”, scritto dallo stesso Francesco insieme a Roberto Casalino e Dario Faini, esplora il concetto di “oblio salvifico”: dimenticare come forma di protezione e come riparo da una vita che spesso ci costringe alla fretta.
Il brano racconta del momento in cui quel ricordo felice, che ognuno di noi tiene nascosto in fondo al proprio cuore come un prezioso tesoro, al riparo dal casino della quotidianità, all’improvviso riaffiora potente nelle nostre esistenze, restituendo loro un senso più profondo e aprendoci gli occhi su una realtà che è migliore di quello che pensiamo.

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Francesco Renga al Festival

Francesco Renga ha alle spalle 8 partecipazioni al Festival di Sanremo come concorrente solista in gara, più 1 partecipazione con i Timoria.
1 vittoria nel 2005 con il brano “Angelo” e 2 premi della critica, con i brani “L’uomo che ride” (1991 – Sanremo Giovani) e “Raccontami” (2001 – Sanremo Big).

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Per seguire Francesco Renga…

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Avevo intervistato Francesco Renga nel 2010, in occasione del suo incontro con i giornalisti nello spazio Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta

NOTA: Le domande dell’intervista sono state raccolte durante la conferenza stampa tra le domande poste dai giornalisti che hanno partecipato.

Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?

L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
Dai un’occhiata a come funziona! –> Cosa posso fare per te

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