Ultimo aggiornamento 18 Gennaio 2024

La felicità è un’abitudine che ognuno di noi può imparare” dice un aforisma di Thich Nhat Hanh.
Leggo in un articolo che “se ci prendiamo cura delle emozioni, possiamo imparare a generare un senso di felicità”. Lo ha scritto Lia Miro sul suo sito.
Questo tema della felicità è importantissimo, tanto che penso che sia utile “torturare” Lia per chiederle qualcosa in più…

lia miro

Ci incontriamo al Mosaica di Lido di Camaiore ed ecco

La tortura!

Che lavoro fai?
Insegno italiano e storia alla scuola primaria a Massarosa. Insegno danza orientale e yoga. Sono vice presidente dell’Associazione Devatara, che si occupa di benessere olistico.

Quali sono le esperienze più significative che ti hanno portato fino qui?
Ne citerei tre. La formazione che ho fatto a Miasto, Istituto Osho a Chiusdino in provincia di Siena. Lì ho acquisito sia la capacità di entrare in relazione che la formazione per diventare esperta in visualizzazioni guidate. Poi l’esperienza a Valencia, in Spagna, con l’apertura di un centro zen in cui ho concentrato tutte le mie competenze. Qui mi sono anche formata come insegnante di yoga al CPYoga Valencia. Poi citerei anche la danza orientale: in tutto sono 17 anni che ballo.

Ricordi il momento in cui è iniziato tutto?
Dico la verità: non c’è un inizio. Ricordo che già da piccola avevo dentro questa attitudine a voler aiutare le persone. Sicuramente, volendo citare uno step importante, posso dire la lettura del libro “Fiducia e sfiducia. Imparare dalle delusioni della vita” di Krishnananda, Amana.

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cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con un occhio attento alla socialsfera.
Amo intercettare e raccontare persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le interviste, che chiamo scherzosamente “torture”!

Sono appassionata di tecniche e interventi mirati a dare visibilità, come ad esempio la tortura personalizzata o il corretto uso dei social.
Contattami! oppure guarda i miei servizi qui

A questo punto, ti rifaccio la domanda “Che lavoro fai?”, perché forse la possiamo rendere più dettagliata…
Diciamo che sono riuscita a mettere insieme tutte le formazioni. Danza orientale terapeutica, che aiuta le donne a riconciliarsi con il proprio corpo con gratitudine e amore; yoga evocativo-trasformativo, che è un’esperienza sensoriale che combina yoga, poesia, visualizzazione guidata, affermazioni nutrienti.

(A proposito di affermazioni nutrienti)
“Noi siamo le parole che abbiamo ascoltato più spesso”

Hai già avuto modo di vedere qualche risultato sulle persone che si rivolgono a te?
Sì, vedo molti effetti! Le persone diventano più leggere, perdono le zavorre, acquistano pace interiore.

Qual è la difficoltà che incontri più di frequente nella tua professione?
Far capire che si tratta di un percorso che richiede impegno.

Il complimento ricevuto che ti ha fatto più piacere?
Mi fanno piacere le persone che mi ringraziano o che mi dimostrano gratitudine.

La critica, invece, che ti ha dato fastidio?
In generale, se qualcuno mi dice che il fatto di spostarmi gli crea un disorientamento.

“Due sono i miei valori fondamentali: libertà e creatività”

Cosa cerca chi si rivolge a te?
Amorevole presenza, ascolto attivo, conforto, guarigione, gioia di vivere.

Detto più terra terra? (risata, NdR)
Stare meglio, rimettersi in forma, sentirsi più femminile, acquistare autostima.

Progetti futuri?
Ho vari progetti per il futuro. Mi piacerebbe organizzare viaggi in luoghi sacri con donne per aiutarle a essere più libere, a maturare maggiore amore e consapevolezza e soprattutto riprendere il potere di vivere in modo creativo e coraggioso. Continuare a diffondere la pratica meditativa in ogni contesto; mi piacerebbe condurre un programma radiofonico in cui si propongono visualizzazioni guidate, stimoli di bellezza come ascolto di poesie, di frasi ispiranti e condivisione di esempi di bontà e amore. Un altro progetto in cantiere è scrivere un libro dal titolo “I petali della consapevolezza”, in collaborazione con un’amica arteterapeuta.

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Lia ha ideato lo yoga evocativo-trasformativo, di cui ha registrato il marchio

“Dopo una lunga esperienza di pratiche e stili diversi di yoga, è nata l’esigenza di offrire uno yoga che ho chiamato evocativo-trasformativo”
(Così scrive Lia sul suo sito)
“Promuovere la consapevolezza e la gioia attraverso la cura e l’ascolto del corpo, rivelare la vera natura di cui siamo fatti e viverla, è l’intento dello yoga evocativo”
“Attraverso la visualizzazione guidata, nello yoga evocativo-trasformativo sarai guidato a calmare la mente, a sentire forza e fiducia, e soprattutto alla rigenerazione del tuo essere, ascoltare il respiro dell’Universo e ricordare la tua autentica missione di vita, lasciando scorrere le esperienze ed eventi come nuvole in cielo”

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Chi è Lia Miro

Nata a: Cesa, in provincia di Caserta “Sono nata in Campania, nella Terra del Fuoco, ma da piccola sono venuta a vivere in Toscana, in Versilia”
Il: 28 ottobre 1974
Vive a: Massarosa, in Versilia, provincia di Lucca
Pregio: la sensibilità, la generosità
Difetto: l’orgoglio
Hobby: leggere, viaggiare, correre, pattinare

Dove possiamo trovarla

Sul suo sito https://www.liamiro.com/
E-mail info@liamiro.com

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Durante l’intervista

Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?

L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
Dai un’occhiata a come funziona! –> Cosa posso fare per te

*Cosa puoi fare per me?*
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