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L’Orto Botanico di Lucca e la leggenda di Lucida Mansi
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L’Orto Botanico di Lucca e la leggenda di Lucida Mansi

orto botanico di lucca

Ultimo aggiornamento 1 Novembre 2021

Vi porto a scoprire il giardino più prezioso di Lucca e la leggenda che narra che Lucida Mansi sia addormentata sul fondo del laghetto e che poco prima della mezzanotte di ogni 31 ottobre…

È il giardino più prezioso di Lucca, che si estende per due ettari nell’angolo sud orientale del centro storico.
Fondato nel 1820 da Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, è un’istituzione scientifica che conserva collezioni viventi di piante in un percorso di colori, suoni e odori che ci conduce in giro per il mondo, illustrando le specie provenienti da paesi lontani fino alla scoperta dei tesori della flora locale e della biodiversità.

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La leggenda del volto di Lucida in fondo al laghetto

Lucida Mansi nacque a Lucca il 7 marzo 1606 da una delle più ricche e potenti famiglie della Lucchesia: i Saminiati.
Giovanissima, si sposò con Vincenzo Diversi, ma rimase presto vedova e si risposò con l’anziano e ricco Gaspare di Nicolao Mansi.
Completamente dedita al lusso e alla vita mondana, era adorata, corteggiata ed estremamente innamorata della propria immagine; si narra infatti che anche nel libro delle preghiere nascondesse uno specchio.

“Si narra che nel libro delle preghiere nascondesse uno specchio”

Il tempo trascorse spensierato fra feste e amanti, finché una mattina, ammirandosi come al solito allo specchio, notò una lieve ruga che segnava il suo bellissimo volto.
Lucida si disperò e pianse lacrime amare finché le apparve un bellissimo giovane, che altro non era che il Demonio. Questi le promise altri trenta anni di gioventù, trascorsi i quali sarebbe tornato a ricevere, in cambio di questo favore, la sua anima. Lucida accettò senza esitare e gli anni concessi trascorsero senza che lei desse alcun segno di invecchiamento.
Ma un pomeriggio d’estate, allo scadere del trentesimo anno, il Demonio ricomparve. Lucida si disperò e lo supplicò di risparmiare la sua anima, ma il maligno la trascinò sulla sua carrozza fiammeggiante e, dopo aver percorso un intero giro delle Mura in modo che i lucchesi sentissero le sue urla strazianti, si inabissò con il cocchio in questo laghetto, splendida gemma dell’attuale Orto Botanico.

“…Si inabissò con il cocchio in questo laghetto, splendida gemma dell’attuale Orto Botanico”

La leggenda narra che immergendosi nelle sue acque si possa vedere il volto della bellissima Lucida Mansi addormentata sul fondo.
Inoltre, c’è chi ancora sostiene che, poco prima della mezzanotte di ogni 31 di ottobre, nel silenzio assoluto, il vento si alzi forte, si oda il rumore degli zoccoli dei cavalli e si intraveda la carrozza infuocata, lanciata nella sua sfrenata corsa verso l’inferno, inabissarsi nel laghetto.

In realtà, Lucida morì di peste il 12 febbraio 1649 e le sue spoglie furono poste nella chiesa dei Cappuccini, nelle vicinanze dell’attuale Orto Botanico, e in seguito demolita.

Dove si trova

L’Orto Botanico di Lucca si trova nel settore sud orientale del centro storico di Lucca, a breve distanza da Porta Elisa.
L’Orto confina con le mura di Lucca e si trova collocato in uno spazio di circa due ettari fra il Baluardo La Libertà e il Baluardo San Regolo.
L’accesso principale e la biglietteria si trovano sulla rampa che da via del Giardino Botanico sale al Baluardo San Regolo.

La storia

L’Orto fu fondato il 13 giugno 1820 quando per volontà di Maria Luisa di Borbone, duchessa di Lucca, fu consegnato al Real Liceo (l’Università di Lucca) un appezzamento di terreno di circa due ettari nell’angolo sud orientale della città, detto Piaggia Romana.
Il progetto era nato alcuni anni prima. L’8 febbraio 1814 su richiesta della Facoltà medica la principessa Elisa Bonaparte Baciocchi aveva accordato la fondazione di un orto botanico e lo stanziamento dei finanziamenti necessari al suo mantenimento. Il crollo dell’Impero Napoleonico bloccò tutto mentre Elisa fuggiva da Lucca il 14 marzo successivo. Gli interessi botanici della principessa – creata sovrana di Lucca nel 1805 dal fratello Napoleone Bonaparte – si erano comunque già espressi in altro modo: per ornamento del grande parco della Villa Reale di Marlia e nel tentativo di impiantare nei territori di Lucca e Piombino nuovi tipi di coltivazione.

Il progetto fu ripreso nel 1819 quando il Congresso di Vienna aveva già insediato una nuova sovrana, la duchessa Maria Luisa di Borbone ex Regina d’Etruria. Paolo Volpi, eletto in quell’anno professore di botanica del Liceo Reale, interessò nuovamente il Governo e ottenne a tale fine l’appezzamento di terreno necessario. Nell’estate 1822 fu costruito il muro di recinzione e la duchessa autorizzò il prelievo di piante e arbusti che “si trovano raddoppiati tanto nella Villa Reale di Marlia” quanto negli altri vivai pubblici della città. Semi e piante arrivarono anche dagli orti botanici vicini, come ad esempio il Cedro del Libano figlio di quello dell’Orto di Pisa.

Infine nell’estate 1823 fu portata l’acqua corrente tramite una canaletta alimentata da una ruota idraulica sul Condotto pubblico. L’istituzione doveva autosostentarsi, per questo già dal 1825 una cospicua porzione di terreno fu destinata a vivaio per la moltiplicazione delle specie per soddisfare le crescenti richieste di piante esotiche da parte di lucchesi e stranieri. Nel 1826 venne inaugurata la prima serra riscaldata, il catalogo del 1828 elencava circa 1300 specie. Dal 1834 la direzione fu affidata a Benedetto Puccinelli, artefice di importanti studi sulla flora e sui funghi del territorio che, in occasione della Quinta Unione degli Scienziati Italiani, nel settembre 1843, redigeva un catalogo con più di 2000 specie. Dopo l’annessione del Ducato di Lucca alla Toscana nel 1847 e la morte di Puccinelli nel 1850, la direzione passò ad Attilio Tassi, che intensificò i contatti con le istituzioni botaniche internazionali. Con l’Unità d’Italia e la definitiva soppressione e trasformazione dell’ex università lucchese in liceo classico, l’orto fu affidato alle cure di Cesare Bicchi, direttore fino alla morte avvenuta nel 1906, mentre il mantenimento finanziario fu assolto dal Comune di Lucca che ne acquisì definitivamente il possesso nel 1901.

A Bicchi si deve gran parte dell’aspetto attuale, con la scuola botanica trasferita nella parte settentrionale, l’ingrandimento dell’arboreto e del laghetto, oltre che la formazione della parte più cospicua dell’erbario. Dopo la Prima Guerra Mondiale, l’Orto subì una progressiva decadenza con l’interruzione di qualsiasi attività scientifica. Solo a partire dal 1956 Roma Melinossi fu incaricata di rivedere le collezioni per una ripresa dell’attività istituzionale che si è concretizzata solo a partire dagli anni Settanta del secolo scorso. Attualmente l’Orto ospita una sezione della Banca regionale del germoplasma ed è gestito dall’Opera delle Mura di Lucca che nel 2003 ha compiuto la ricostruzione delle serre moderne.

orto botanico di lucca

Orario di apertura al pubblico:

Fino al 4 novembre 2021
10:30-16 con disponibilità di 2 turni con durata di 2 ore e 1 turno di 1 ora e 30 minuti
1 novembre 2021 in occasione di Lucca Comics & Games Festival 10:30-18
Dal 5 novembre 2021 al 20 marzo 2022 chiuso, salvo eventi straordinari

Info:

Orto Botanico di Lucca
via del Giardino Botanico n. 14
Accesso visitatori e biglietteria: Scesa del Baluardo San Regolo
Tel. 0583 442482
www.ortobotanicodilucca.it

Un giardino è il più grande ristoro per lo spirito dell’uomo (Francis Bacon, Saggi, 1579)

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(1) Comment

  1. Anonimo says:

    Luogo magico!!!

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