La Stanza delle Torture
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Marianella Bargilli: dal Grande Fratello ne è passato di tempo!
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Interviste

Marianella Bargilli: dal Grande Fratello ne è passato di tempo!

Marianella Bargilli

Ultimo aggiornamento 21 Luglio 2021

Marianella Bargilli: dal Grande Fratello terza edizione ne è passato di tempo! In teatro ha interpretato Virginia Woolf

Il mio problema principale – nell’affrontare questa intervista – era: Come la prenderà se le chiedo qualcosa riguardo al Grande Fratello?
La terza edizione era nel 2003, ne è passato un po’ di tempo. Poi lei si è dedicata al teatro, ne ha fatte di cose da allora! Ma si sa, la televisione è spietata.
E io – che come dico sempre cerco di praticare la gentilezza (i miei colleghi sorridono tristemente quando dico così, come dire che non ho speranza) – non voglio mai fare domande che mettono a disagio l’intervistato.
Ma d’altra parte, è anche vero che aver scelto il nome La Stanza delle Torture, un po’ mi mette al riparo!

Comunque, mi fa piacere accompagnarvi in questa tortura

Così magari, fra cinque minuti circa, chi ha in mente la Marianella del Grande Fratello, avrà tante altre cose da aggiungere!

Tanto per dirne una, l’impegno più recente a cui ha lavorato: ha interpretato Virginia Woolf, come protagonista di “Una stanza tutta per sé”, andato in scena il 6 e 7 luglio al Campania Teatro Festival di Napoli.

Marianella Bargilli

Procediamo e partiamo proprio con la domanda torturante!

(Ma lei è toscana, nata a Cecina, Livorno, la tortura la regge benissimo!)

Ti fa piacere se qualcuno ti ricorda ancora per il Grande Fratello?
Non mi dispiace. È stata un’esperienza che ho vissuto con piacere. La mia vita è il risultato di tanti momenti e il Grande Fratello è stato uno di questi.

Quali sono i momenti più importanti della tua carriera teatrale?
Ogni personaggio che ho interpretato è stato arricchente. Ognuno di loro ha portato alla luce in me risorse che non sapevo di avere. Dei tanti spettacoli fatti ne cito alcuni: Eliza Doolittle del “Pigmalione”; “L’importanza di chiamarsi Ernesto” dove ho interpretato un uomo; “La leggerezza” di Wilde e ancora “ALÉ Calais”, monologo portato in scena in Francia. E ancora più dense, le vicende di una donna complessa come Marguerite Gautier in “La Signora delle Camelie” e infine il ruolo di un’immigrata dal nome Alberta in “Refugees, Il respiro dei migranti” di Ugo Bentivegna che portiamo in tournée nei teatri italiani oramai da anni e che riproporremo il 9 luglio a Lampedusa, in occasione del Festival Lampedus’amore.

“C’è un profondo rispetto delle fragilità delle donne in Una stanza tutta per sé”

Come nasce questo spettacolo?
È un progetto nato durante il secondo lockdown con l’intenzione e la voglia di ricominciare. Abbiamo dunque deciso con Alessio Pizzech, regista dello spettacolo, di affidare alla Woolf il compito di questa rinascita.

Cosa darai di te a Virginia Woolf e cosa prenderai da lei?
L’animo di Virginia Woolf è noto al mondo per la ricchezza delle sue opere letterarie. Mi sembra presuntuoso credere di poter dare qualcosa di me ad un’autrice come la Woolf, semmai è un privilegio, il mio, d’interpretare una sua opera, di approfondirne la poetica e come tutti i lettori famelici, lasciarmi rapire dalle sue lucide riflessioni.

Uno spettacolo dal cuore toscano che debutterà a Napoli: in che modo la tua città entra in questo progetto?
Ho voluto fortemente coinvolgere il Comune, la Giunta, il Sindaco Samuele Lippi, l’assessore alla cultura e il Teatro di Cecina. La mia esperienza nasce proprio dentro quel teatro come maschera. Ricordo con emozione di avere assistito ad un monologo una sera, mentre lavoravo. Sono rimasta incantata al punto tale d’aver compreso in pochi attimi quale sarebbe stata la mia vita futura. Ritorno dentro quel teatro con uno spettacolo, tra la mia gente e ci ritorno con il vigore e la forza di una terra di poeti, la mia Bolgheri. Questa è la magia Toscana che porterò con me a Napoli.

Cosa ti ha colpito di più di questo testo?
La profondità e l’anonimato della protagonista. L’anonimato che la Woolf conferisce alla protagonista. È una scelta che ho trovato estremamente coraggiosa. Un modo intelligente e minuzioso di andare contro le regole sociali dentro le quali si snoda la trama. Nel testo si respira la volontà di lasciar spazio a donne che vivono contraddizioni profonde nel loro animo. E come accade nella vita reale si diventa consapevoli sperimentando in prima persona le esperienze. C’è un profondo rispetto delle fragilità delle donne in “Una stanza tutta per sé”. La Woolf entra con astuzia dentro l’universo femminile e lo fa con abilità di stile, come a voler togliere peso dal cuore di queste donne inconsapevoli.

Note sullo spettacolo

Una stanza tutta per sé
Con Marianella Bargilli
Regia di Alessio Pizzech
Di Gian Maria Cervo
Liberamente tratto dall’omonimo saggio di Virginia Woolf
Musiche originali Mario Incudine
Costumi Diego Fiorini
Spazio scenico Riccardo Gargiulo
Produzione Associazione Culturale Progetto Teatrando in collaborazione con Comune di Cecina – Teatro Eduardo De Filippo

Dove: Capodimonte – Cortile della Reggia (ingresso da Porta Grande)
Quando: 6 e 7 luglio ore 21 – debutto
Durata: 1 ora

Una pièce di poco più di un’ora, per riflettere sui diritti e le rivendicazioni di una prospettiva femminile dell’arte, il suo percorso di libertà nella storia e nella società di oggi. Volteggiando come una farfalla color di zolfo, con l’umorismo e l’intelligenza della scrittrice inglese, su questo nostro tempo pieno di contraddizioni.

“Abbiamo deciso di affidare alla Woolf il compito di questa rinascita”

Qui il ricco programma di Campania Teatro Festival 2021

Qui le info più dettagliate sullo spettacolo

Sito ufficiale di Marianella Bargilli: https://www.marianellabargilli.com/

Qualche nota biografica (volendo fare un riassunto!)

Marianella Bargilli inizia il suo percorso di studi teatrali con maestri quali Beatrice Bracco per il metodo Stanislavskij, Michael Margotta e Marylin Freed, docenti dell’Actor’s Studio di New York, con Nikolaj Karpov, direttore dell’istituto della biomeccanica al Gitis (Istituto Teatrale di Mosca), con Steven Berkoff e con Augusto Omulù danzatore e attore dell’Odin Theatret.
Nel 2004 debutta nella prosa italiana dopo una piccola parte in “Hannibal” di Ridley Scott, gli studi di teatro a Roma (teatro blu) e varie esperienze televisive nei primi anni Duemila, tra cui quella al Grande Fratello che l’ha fatta conoscere al grande pubblico.
Seguono anni di tournée a livello nazionale e internazionale con diversi registi, su classici contemporanei da Eduardo De Filippo a Pirandello.
Nel luglio 2011 vince il premio Perle del Tirreno come personaggio femminile dell’anno per il teatro.
Negli ultimi anni, tra le altre, la Bargilli ha interpretato Margherita Gautier in “La Signora delle Camelie” di Alexander Dumas fils, per la regia di Matteo Tarasco (2018 e 2019), Alberta con lo spettacolo “Refugees… voi come noi” ideato e diretto da Ugo Bentivegna (2018) che nell’estate 2019 diventa “Refugees… il respiro dei migranti – Salina Opera Paese” nell’ambito della XIV edizione del SalinaDocFest e nell’estate 2020 è in replica in Sicilia, Sofia con lo spettacolo “La cena delle belve” di Vahè Katchà per la regia Julien Sibre in tournée da gennaio a marzo 2019 e da novembre 2019 a febbraio 2020.
Il 2021 è un anno molto denso per la Bargilli fra teatro (“Uno, nessuno e centomila” per la regia di Antonello Capodici, “La governante” di Vitaliano Brancati per la regia di Guglielmo Ferro), cinema (“Tramonto a Nord Ovest” di Luisa Porrino) e ora con “Una stanza tutta per sé” di Virginia Woolf, per la regia di Alessio Pizzech, il 6 luglio 2021 in prima nazionale al Campania Teatro Festival.

“La mia vita è il risultato di tanti momenti e il Grande Fratello è stato uno di questi”

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Ringrazio Elena Torre e Anna Benedetto per la collaborazione

Li torturo tuttiiiii!!!
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