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Mondo-giornalisti. Chiara Pasetti: “Sono un’eremita social”

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blogger e giornalisti

Mondo-giornalisti. Chiara Pasetti: “Sono un’eremita social”

1 Chiara Pasetti giornalista a Palazzo Spinola, novembre 2015

È una bella persona, Chiara. Giornalista (per Il Sole 24 Ore e altri), scrittrice, drammaturga. Ci siamo conosciute (ma ancora mai viste di persona!) durante la quarantena. Lei aveva scritto un bell’articolo denso di dettagli interessanti sul personaggio Achille Lauro, io ho letto questo articolo sulla pagina Facebook di lui e mi sono sentita, in modo naturale, di farle i complimenti perché era il primo articolo veramente interessante e documentato sul personaggio, di cui in genere si parla (diciamocelo) un po’ a sproposito o senza conoscere nulla. Dal commento sotto a un post alla conversazione privata, il passo è stato breve. Ho scoperto così che stava lavorando a un progetto più ampio dedicato ad Achille Lauro. In un messaggio vocale mi risponde: “È la prima volta che studio e indago così tanto un artista così giovane e contemporaneo. Per la ricerca e le indagini dei miei progetti sono sempre sui morti (ride), poeti, pittori, artisti… È la prima volta che mi entusiasma così un autore contemporaneo”.

2 Chiara Pasetti con Paola Minussi, Como, gennaio 2020
Con Paola Minussi, Como, gennaio 2020

Dopo Riccardo Esposito e Silvia Ceriegi, prosegue con Chiara Pasetti la nuova serie di interviste.
Come sapete, in questo blog raccolgo quelle realizzate nell’arco degli ultimi 10 anni per il magazine Paspartu.
Ma questa rubrica è una finestra nuova sul mondo dei miei colleghi giornalisti e/o blogger. Persone e Personaggi da me torturati come si conviene!

“Ero un’eremita sociale vera. Ora sono sempre un’eremita, ma un po’ più social!”

3 Chiara Pasetti con Colette Deblé, foto di Donato Aquaro, Novara 2017
Con Colette Deblé, Novara 2017 (Foto di Donato Aquaro)

Di cosa ti stai occupando al momento?
Di tante cose… Come sempre! Innanzitutto del video-progetto Io resto a casa, ideato l’otto marzo e iniziato il 9, con l’adesione di Achille Lauro, per la regia di Mario Molinari. Siamo arrivati al decimo video (senza sponsor, per ora…). Mi sta appassionando molto, abbiamo intenzione di continuare. Sto scrivendo molto per La Nuova Savona, ho una rubrica il sabato e uno spazio il mercoledì sul tema dei cambiamenti nel mondo del lavoro. Come sempre, propongo e scrivo recensioni alla Domenica del Sole24ore, con cui collaboro da anni per le pagine di Letteratura e spesso di Tempo Liberato. Inoltre sto terminando un nuovo testo teatrale. E, non in ultimo… Faccio la mamma, ora con più fatica di prima perché mio figlio ha quindici anni ed è ovviamente sempre a casa!

Quali progetti hai in cantiere per il futuro?
Sicuramente il teatro, Flaubert, il mio autore da sempre, il monologo nuovo su Antonia Pozzi che avrebbe dovuto debuttare a settembre per il Teatro della Tosse, e a questo punto debutterà l’anno prossimo, spero… E tanto altro.

4 Chiara Pasetti, foto di Fabrizio Vinci, Varigotti 2019
Varigotti 2019 (Foto di Fabrizio Vinci)

Qual è la difficoltà più importante che si può incontrare nella tua professione?
La difficoltà… Sicuramente i compensi, in questo momento. Io sono onorata di scrivere per testate importanti, ma ultimamente i compensi sono davvero molto bassi. Metto anima e cuore nei miei pezzi, e ci impiego giorni a leggere e recensire libri. So bene che tutti i giornali sono in crisi e non da ora. Bisognerebbe trovare il modo per non far sparire la carta… Stessa cosa vale per i libri. Le case editrici sono troppe, forse, e pubblicano qualsiasi cosa (parlo in generale). Meno libri ma di valore e dunque riconosciuti anche economicamente. So bene che non sarò mai ricca, e nemmeno mi interessa, ma regalare lavori di anni non mi sembra giusto. Può permetterselo solo chi ha un altro lavoro (e sbaglia comunque, a mio avviso), io no, io vivo della mia penna. Letteralmente…

6 Chiara Pasetti con l'assessore Claudio Casanova, Varigotti 2019
Con l’assessore Claudio Casanova, Varigotti 2019

Qual è il complimento ricevuto in campo professionale che ti ha fatto più piacere e quale invece la critica che ti ha dato più fastidio?
Il complimento… Non saprei, sono felice e mi emoziona sempre, come quando ero una studentessa che faceva i temi, se qualcuno mi dice che scrivo bene. Mi rende molto felice, quando recensisco un libro, leggere i commenti di chi apprezza le mie recensioni dicendomi che colgo “l’anima” del testo, perché è quello che cerco sempre di fare. Quando l’autore è vivo e mi scrive per complimentarsi, è bellissimo! E poi naturalmente, nel campo teatrale, gli applausi del pubblico, le lacrime a volte, dopo aver visto i miei spettacoli. Critiche a dire la verità ne ricevo poche, ma credo sia dovuto al fatto che i miei lettori sono gentili! Mi ha infastidito molto un caporedattore, anni fa, non faccio nomi, che ha definito troppo “di nicchia” le mie proposte, e dall’oggi al domani non mi ha più fatto scrivere, dopo diversi pezzi che avevano riempito pagine, con anche degli inediti… Ecco, l’ho trovato molto scorretto, e odio la scorrettezza. Avrei preferito mi dicesse: “Non mi/ci piace come scrivi”. L’avrei accettato di più. La cultura non è mai di nicchia, secondo me, e credo sia anche meglio se certi personaggi di cui mi occupo sono poco conosciuti e riesco a portarli all’attenzione di tante persone…

5 Chiara Pasetti con Lisa Galantini, dopo la lettura teatrale Luce Bianca, scritta da Chiara, Teatro Garage Genova, 2018
Con Lisa Galantini, dopo la lettura teatrale Luce Bianca, scritta da Chiara, Teatro Garage Genova, 2018

Racconta quella volta che hai avuto quell’idea geniale…
Idea geniale… Tutti i giorni! (ride) Scherzo! Beh, in passato, sicuramente credo di aver avuto una bella intuizione quando ho deciso di scrivere un monologo su Camille Claudel, dopo aver visto le sue sculture ad Avignone, dove è stata internata trent’anni e dove è morta… Da quella visita è nato un libro su di lei, Mademoiselle Camille Claudel e Moi, Edizioni Aragno, e il monologo MOI, con Lisa Galantini, regia di Alberto Giusta. Ha avuto una genesi un po’ travagliata, ma la sera del debutto, avvenuto nel settembre del 2016 presso l’ex ospedale psichiatrico di Quarto (Genova), ero la persona più felice ed emozionata del mondo. Siamo stati in tanti teatri, anche in Svizzera, con questo lavoro, e ogni volta per me è un’emozione che si rinnova, anche grazie alla straordinaria attrice Lisa Galantini. Sono stata molto fortunata, ho affidato il mio testo a due grandi professionisti (lei e il regista Alberto Giusta). Ne hanno fatto un gioiellino!

8 Chiara Pasetti e Alberto Giusta 6 luglio 2017
Con Alberto Giusta, dopo la lettura teatrale La tentazione di Sant’Antonio, da lui interpretata, drammaturgia di Chiara Pasetti, dal testo di Gustave Flaubert, Novara, 6 luglio 2017

La formazione e le esperienze passate più significative che ti hanno portato fino qui…
Sicuramente la scelta della facoltà universitaria, Filosofia. Mi ha insegnato a dare forma al caos dei miei pensieri (più o meno!), mi ha fatto innamorare di tantissimi autori, mi ha permesso di conoscere intellettuali e professori con cui ancora adesso sono in contatto, che hanno sempre incoraggiato le mie passioni. E poi, la scelta (che è un innamoramento) nei confronti di Flaubert. Lui da sempre è il faro, il maestro, sia sul piano umano che letterario. Lui c’è sempre, in tutto ciò che faccio. Anche nei video del progetto Io resto a casa ci sono tantissimi brani suoi, immagini sue, luoghi evocati in modo più o meno esplicito che rimandano a lui.

9 Chiara Pasetti in Senegal, estate 2001
In Senegal, estate 2001

Qualche consiglio per chi aspira a fare la tua professione?
Non saprei, non so dare consigli e in genere ne seguo, ahimè, pochissimi! Cito George Steiner, un suo articolo scritto per La Stampa, rivolto agli studenti. Spesso ho letto questo articolo ai miei studenti, a mio figlio, ad amici giovani: “Non negoziate mai le vostre passioni, non rinunciate alle vostre passioni”. Ho pagato a caro prezzo questo mio modo di essere, ma non mi pento. Credo sia il solo modo per essere felici e soddisfatti di ciò che si fa, bello o brutto che sia. E poi, naturalmente: lavorare, lavorare sodo, leggere, studiare, non accontentarsi, curare ogni virgola, non terminare un articolo (o un libro, uno spettacolo, ecc.) se non si è rivisto tutto dalla prima riga all’ultima. Sono molto flaubertiana anche in questo, sono maniacale, raramente mi scappa un refuso! E rileggo sovente a voce alta, come faceva lui, ciò che scrivo, per sentirne il suono, letteralmente, per sapere se “suona bene”, o almeno benino… Un brano, poetico certo, ma anche di prosa, è una melodia, se qualcosa stride, non va bene. Non funziona. E si deve correggere e rifare.

7 Chiara Pasetti dettaglio di occhio
L’occhio di Chiara!

CHI SONO FUORI DAL LAVORO
La stessa che sono “nel lavoro”: una persona che scrive. Non faccio un lavoro, sono questo lavoro. Una persona che da quando aveva otto anni scrive racconti, poesie, e ora articoli, testi teatrali…!
Naturalmente, con immensa gioia e impegno, sono una mamma.
Sono nata a Novara il 24 novembre 1975 sotto il segno del Sagittario, come Gustave Flaubert e Camille Claudel. Vivo a Novara ma sono spesso in Liguria, tra Savona e Genova, dove vivono i miei amici più cari. I miei genitori hanno una casa a Varigotti (Savona), un paese che amo moltissimo e dove appena posso scappo! Da tre anni a Varigotti, in agosto, curo una rassegna di teatro e musica. Chissà se quest’anno riusciremo a fare qualcosa… Si vedrà, in base all’evoluzione dell’emergenza.
Pregio: passionale. Difetto: passionale. Cito Camille Claudel: “Tollero tutti i miei difetti, ma non tollero affatto quelli degli altri”.
Hobby e passioni: lettura, musica, cinema, teatro.
Un film… Difficile… Direi Shining. Per l’amore che ho per Kubrick e per Freud (è ispirato al saggio sul Perturbante).
Un libro… Tutto ciò che ha scritto Flaubert! Dovendo scegliere, direi banalmente Madame Bovary.
Una canzone… Non riesco a sceglierne una sola! Dio ricordati, di Achille Lauro. E Absolute Beginners, di David Bowie. Poi Chopin e Beethoven.

10 Chiara Pasetti, ritratto di Chiara eseguito dalla pittrice francese Colette Deblé
Ritratto di Chiara eseguito dalla pittrice francese Colette Deblé

DOVE POTETE TROVARMI
Aiuto, sono sempre in casa (Novara)! Potete trovarmi sul sito della mia Associazione Culturale. Oppure via e-mail a info@lereveetlavie.it, su Skype: gustaveflaubert3 (monotematica, lo so!). La domenica, talvolta, sulla Domenica del Sole24ore, il sabato su La Nuova Savona (ho una rubrica settimanale da quattro settimane). E su Facebook, con il mio nome e cognome.

12 Chiara Pasetti giornalista a Palazzo Spinola, novembre 2015
Chiara Pasetti a Palazzo Spinola, novembre 2015

Appassionata di storie di donne meravigliose, ecco alcuni suoi lavori:

Nino Aragno Editore ha pubblicato il libro di Chiara “Mademoiselle Camille Claudel e Moi”

Su Wikiradio, puntata su Camille Claudel

Su Wikiradio, puntata su Germaine Tillion

Su Wikiradio, puntata su Antonia Pozzi

Su Il Secolo XIX, articolo di Giulia Cassini sul lavoro di Chiara dedicato ad Antonia Pozzi

La playlist dei video del progetto Io resto a casa – Coronavirus Covid19, per gli studenti e con gli studenti, di Chiara Pasetti, regia di Mario Molinari, con l’adesione di Achille Lauro

11 Chiara Pasetti da bambina
Chiara da bambina

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(1) Comment

  1. […] versione completa, si trovano sul blog La Stanza delle Torture di Cinzia Donati.Qui potete leggere l’intervista a Chiara Pasetti in una versione più lunga, con info utili in più, dove trovate anche i riferimenti per seguire e/o contattare […]

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