La Stanza delle Torture
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Mondo-giornalisti. Cristina Maccarrone, giornalista e webcopywriter

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blogger e giornalisti

Mondo-giornalisti. Cristina Maccarrone, giornalista e webcopywriter

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Ho conosciuto Cristina grazie al lockdown. Grazie alle dirette su Zoom (trasferite poi sul gruppo Facebook Scrivere Per Informare) realizzate insieme al collega Riccardo Esposito, già da me torturato! Come potevo non inserire Cristina a pieno titolo in questa nuova rubrica, che è una finestra sul mondo dei miei colleghi giornalisti e/o blogger? Persone e Personaggi da me torturati come si conviene!

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Foto di Carmine Prestipino

1. Di cosa ti stai occupando al momento?

Al momento faccio la giornalista freelance e scrivo per lo più di lavoro, economia, risorse umane, tecnologia, diritti e altro ancora. Come giornalista scrivo in ottica SEO, così come faccio quando lavoro come webcopywriter per blog aziendali, che è un’altra parte del mio lavoro. Faccio inoltre formazione su temi che amo molto: strategia digitale, scrittura in ottica SEO e social media copywriting. La formazione è sia per le aziende che per i liberi professionisti oltre che in scuole professionali tra cui la scuola di cinema Luchino Visconti. Il tutto a Milano. Inoltre mi occupo di progettazione siti dal punto di vista dei contenuti oltre che della realizzazione. E poi ho da poco scritto il mio primo libro insieme a Riccardo Esposito dal titolo “Scrivere per informare”. Un manuale di oltre 400 pagine e double face. Io e Riccardo ne siamo molto orgogliosi: non solo perché è pubblicato da un editore visionario come Flacowski ma anche perché è il primo che vede un giornalista e un blogger lavorare insieme, cercando di spiegare ognuno all’altro cosa facciamo nella nostra specificità. Il libro si può acquistare sul sito di Flacowski oltre che su Amazon.

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Foto di Carmine Prestipino

2. Quali progetti hai in cantiere per il futuro?

Tanti, non li dico tutti perché sono un po’ scaramantica ;-). Un altro libro insieme alla mia collega-amica Alessandra Boiardi sul content marketing per organizzatori di eventi, portare avanti il mio sito personale (per il quale ringrazio Luisa Fassino) e il blog, puntare ancora di più sulla formazione specializzandomi ancora di più in uno dei settori di cui già ti parlavo. Inoltre, portare avanti la community legata al libro: io e Riccardo da 3 mesi facciamo ogni settimana un webinar sui temi del manuale, ma abbiamo in mente tanti altri progetti.
A livello personale, il periodo che abbiamo vissuto mi porta a una cosa su tutte: dedicarmi a me e a chi può davvero migliorare la mia vita, facendomi sentire amata.

3. Qual è la difficoltà più importante che si incontra nella tua professione?

Credo sia il far capire il valore del proprio lavoro e farlo retribuire per quello che è. Noi giornalisti siamo spesso attaccati per titoli sbagliati, perché magari poco obiettivi o altro ancora. La stampa, come sai, non vive un periodo d’oro, ma è anche vero che spesso dietro un articolo e la superficialità che può contrassegnarlo c’è dietro un pagamento troppo basso per il tipo di impegno, il dovere rincorrere i pagamenti, spesso anche l’avere delle risposte alle proposte che vengono fatte. Ovvio che questo non giustifica mai il lavorare male, ma essere retribuiti in modo equo è fondamentale per farlo al meglio. Questo succede anche quando lavoro come SEO copywriter o faccio consulenza: i clienti tendono sempre a voler pagare meno, fino a che non capiscono davvero il valore di quello che proponi. Diciamo che la difficoltà consiste proprio nel farglielo capire prima che inizi il rapporto di collaborazione. Devo dire che spesso riesco a farlo, anche perché ho delle soglie sotto cui non vado, ma ecco non è immediato. O almeno non sempre.
Altra difficoltà a volte riguarda le tempistiche: sembrano avere sempre tutti fretta e invece progettare può voler dire “gettare in avanti”, ma anche ritarare quello che hai deciso in base a come stanno andando le cose. E spesso questo non è facile da far capire.

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Foto di Carmine Prestipino

4. Qual è il complimento ricevuto in campo professionale che ti ha fatto più piacere?

La domanda è difficile, si vede che siamo nella stanza delle torture… Ma uno me lo ricordo e mi è rimasto dentro: “In quello che scrivi rivedo te, sento la tua voce”.

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Foto di Carmine Prestipino

5. Quale invece la critica che ti ha dato più fastidio?

Tendo a dimenticarle, sai? Però forse la peggiore che ho ricevuto è stata di essere considerata troppo costosa da una persona che “vendeva” il mio lavoro al suo cliente ancor prima di consultarsi con me.

“È il primo libro che vede un giornalista e un blogger lavorare insieme, cercando di spiegare ognuno all’altro cosa facciamo nella nostra specificità.”

6. Racconta quella volta che hai avuto quell’idea geniale…

Difficile dirlo, me ne vengono tante e a volte non le metto in pratica. O altre mi vengono… per gli altri. Però sono molto orgogliosa di avere fatto un corso in Sicilia (la mia terra) su come trovare lavoro sul web. Un corso che è andato molto bene, che ho ideato e progettato, realizzato grazie all’aiuto di Grazia Salamone e che è stato una genialata perché univa la mia conoscenza di giornalista che si occupa di lavoro, l’esperienza di web e content marketing e ha portato diverse persone a ripensarsi e anche a trovare lavoro.
Forse non sembrerà tanto geniale ma tornare nella mia terra e fare qualcosa per chi la abita, per me lo è.

cristina maccarrone

7. La formazione e le esperienze passate più significative che ti hanno portato fino qui…

Il liceo classico, la laurea in lettere, il master in formazione e media, ma soprattutto il mio stage al Tirreno a 25 anni, poi il Giornale di Sicilia e infine la collaborazione, ormai più di 10 anni fa, con Vanity Fair, grazie al fatto che seguivo il direttore di allora, Luca Dini, sul suo blog. Il digitale mi portò alla carta e al primo articolo scritto per la rivista che ai tempi amavo molto. E poi ha contato tantissimo per me avere diretto e cofondato un giornale, Walk on Job, cartaceo e anche web, che è stato il trampolino di lancio per farmi conoscere e cominciare a costruire il mio personal branding.
Infine, mi ha aperto gli occhi un corso che ho fatto anni fa, “Da zero a SEO”, di Studio Samo. Sapevo diverse cose sulla SEO, e scrivevo già in ottica SEO, ma sia i contenuti che le persone incontrate mi sono servite tantissimo.

“Forse non sembrerà tanto geniale ma tornare nella mia terra e fare qualcosa per chi la abita, per me lo è.”

8. Qualche consiglio per chi aspira a fare la tua professione?

Mettersi in gioco, tanto, tantissimo. Uscire dagli schemi tradizionali del giornalismo e “frequentare” molto il web. Sviluppare contatti, relazioni, imparare dagli altri. A me spesso arrivano occasioni di collaborazione solo perché sono andata a un evento e ho stretto rapporti. Per dirne una: collaboro anche con Franz Russo per campagne Twitter e altro, e tutto è iniziato grazie alla nostra presenza per la stessa azienda al Festival del Giornalismo, ma prima di allora non avevamo mai fatto nulla. Ho conosciuto Riccardo anni fa al Joomla Festival e anche da lì è iniziata prima una conoscenza, poi una collaborazione. Allo stesso modo, molti rapporti sono nati perché ho seguito delle persone su Twitter, ci ho dialogato, ci siamo visti e alla prima occasione si sono ricordate di me. I social media sono terreno fertile, ma solo se lo si coltiva per non ottenere subito qualcosa in cambio, ma per conoscere persone, scambiarsi opinioni, esperienze e senza temere di essere “copiati” o che si rubi il lavoro. Ognuno è unico, e questa unicità si vede se la si sa mostrare. E altra cosa: non giocare sporco. L’onestà ripaga sempre.

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Con Massimo Carraro

CHI SONO FUORI DAL LAVORO

Sono nata a Furci Siculo (Messina), un paese adagiato sul mare Jonio, il più bello che esista. Il mio compleanno è il 19 giugno e mi sento una gemelli a pieno. Comunicativa, ironica, ma anche lunatica e riservata.
Il pregio? La voglia di aiutare le persone, con il mio lavoro, con i miei consigli, con tutta me stessa. Se vedo che qualcuno sta peggio di me, anche se io non sto così bene, metto da parte quel che ho e per quel che posso l’aiuto.
Il difetto: farmi tradire continuamente dalle aspettative. Mi aspetto sempre qualcosa dagli altri, ma ci sto lavorando.
Amo andare in bicicletta: mi rende felice. E poi adoro lo yoga, scoperto anni fa e che diverse volte mi ha “salvata”. Poi adoro leggere, rigorosamente su carta e ascoltare podcast mentre pulisco o cammino.
Un film: The Post, una storia vera e un esempio di grande giornalismo.
Un libro: “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani, ma anche “Chiedi alla polvere” di John Fante.
Una canzone: Losing my religion dei Rem e Domani degli Articolo 31.

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Foto di Carmine Prestipino

DOVE POTETE TROVARMI

Mi trovate su Twitter come @cristinamacca, da sempre il mio social preferito, su LinkedIn che frequento molto, Facebook, un po’ meno Instagram. Alcuni miei articoli li trovate su Forbes.it, Osservatorio Diritti, SEMrush e altri ancora.

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(1) Comment

  1. […] versione completa, si trovano sul blog La Stanza delle Torture di Cinzia Donati. Qui potete leggere l’intervista a Cristina Maccarrone in una versione più lunga, con info utili in più, dove trovate anche i riferimenti per seguire e/o contattare […]

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