Ultimo aggiornamento 28 Settembre 2026

Si chiama Francesca Navari e lavora al quotidiano La Nazione di Viareggio, ma per tutti è “La Nava”.

È la prima collega che ho conosciuto nel magico mondo dei giornalisti, durante la prima conferenza stampa a cui partecipai, nel 1995.
Se dovessi disegnare il suo logo, metterei tre ingredienti: una frangetta perfetta nerissima, un rossettone viola scuro e un abitino leopardato!
Tra tanti colleghi che conosco, è senza dubbio una dei pochissimi che hanno veramente il fiuto per la notizia.
Dopo tanti anni di amicizia, non potevo non torturarla…

francesca navari
Con Emanuele Filiberto di Savoia
francesca navari
francesca navari
cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!

Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilitĂ . Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilitĂ  contattami! oppure guarda i miei servizi qui

La tortura!

Di cosa ti stai occupando al momento?
Di cronaca. In ogni sua sfaccettatura: dalla politica alla mondanitĂ , dalla nera alla giudiziaria.

Quali progetti hai in cantiere per il futuro?
Come ogni giornalista per la veritĂ  spesso mi assale la tentazione di cimentarmi in un libro. Ho giĂ  da tempo in mente un romanzo con un plot davvero interessante: una storia in parte vissuta e in parte evidente spaccato delle moderne relazioni sociali tra persone spesso sottaciute.

francesca navari

Qual è la difficoltà piÚ importante che incontri nel mondo del giornalismo?
Quella di essere donna. E spirito libero. Credo che fare la giornalista sia sintesi di fascino ma anche di debolezza di ruolo: si proietta una forte immagine all’esterno, ma in un sistema lavorativo restiamo indietro anni luce. Rappresentiamo poi un bersaglio sicuro se facciamo capire che troppe cose non ci convincono e che non siamo disposte a sottostare a stringenti equilibri.

francesca navari

Qual è il complimento ricevuto in campo professionale che ti ha fatto piÚ piacere?
Un collega in pensione mi ha regalato un libro per Natale: nel biglietto c’era scritto “Per una che ancora crede in questo mestiere”. Accipicchia mi ha quasi commosso perchĂŠ dopo 26 anni a La Nazione ancora amo un lavoro che non ha orari, che ti sacrifica aperitivi e cene, che ti espone al giudizio dei piĂš. Ma del quale ancora – seppure in un’epoca tecnologica 4.0 – rivendico con forza il fascino della carta.

“Un lavoro che non ha orari, che ti sacrifica aperitivi e cene”

francesca navari
In braccio alla mamma Chicchi (Maria Ludovica)
francesca navari
Dama della Real Casa di Savoia (con Alessandro Santini)
francesca navari

Quale invece la critica che ti ha dato piĂš fastidio?
I commenti superficiali o di stupido machismo che sono stata costretta a subire sui social. E quando qualcuno ha voluto etichettare politicamente ciò che scrivevo.

Racconta quella volta che hai avuto quell’idea geniale…
Di guizzi sono stata costretta ad averne piĂš di una volta per portare in redazione il risultato. Ricordo ad esempio la volta che mi vestii di tutto punto per infilarmi tra gli ospiti di un matrimonio vip: riuscii a eludere ogni sorveglianza e senza problemi mi fecero entrare in chiesa. Ne venne fuori un articolo super dettagliato e, ovviamente, vissuto davvero in prima persona: pensate che tanti personaggi presenti, pensando che fossi un’invitata, addirittura si misero in posa durante la raffica di foto che feci a tutti. Diciamo che le nozze mi hanno portato spesso fortuna. Infatti un’altra esclusiva la strappai qualche anno fa: fu in occasione dell’annunciato e chiacchierato matrimonio tra un ultra novantenne e una giovane straniera. Fuori dal municipio c’erano tv nazionali, fotografi e un nutrito parterre di giornalisti, tra cui la sottoscritta. Quel clamore convinse i protagonisti a non presentarsi e a rimandare la celebrazione. Lo sciame di giornalisti si dissipò in un attimo. Io andai a casa del nonnino-promesso sposo e lo trovai sul balcone: si affacciò e mi raccontò la vera storia.

francesca navari
francesca navari
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La formazione e le esperienze passate piĂš significative che ti hanno portato fino qui…
Nel mio curriculum c’è un po’ di tutto: ho lavorato per radio, tv locali e ho pure collaborato con emittenti nazionali. Ho curato molti uffici stampa: dal 2002 al 2004 per il Comune di Camaiore, dal 2004 al 2010 per il Comune di Pietrasanta, oltre che per la Regione Lombardia e per locali come l’allora Lidò Le Panteraie a Montecatini e per il Twiga di Marina di Pietrasanta. Sono stata direttrice di periodici e ho collaborato con enti pubblici e privati. Ho pure presentato talk e eventi moda. Tutte queste esperienze mi hanno sicuramente completato per la mia professione come giornalista a La Nazione: ho imparato come funziona una macchina amministrativa, come si compone una pubblicazione e quanto si differenzia invece da un linguaggio televisivo.

francesca navari
francesca navari
Con la maglietta “Via… Ci Si” disegnata da me 🙂
francesca navari
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Qualche consiglio per chi aspira a fare il giornalista?
Essere curiosi. Di tutto. In sostanza “abbuffarsi della vita” in ogni sua particolaritĂ . È importante coltivare interessi a tutto tondo e fare ogni tipo di conoscenza: andare a sbirciare nelle difficoltĂ  delle case popolari cosĂŹ come nei galĂ  dei castelli, frequentare locali, visitare posti, parlare con l’imprenditore e il disoccupato. Frugare ogni tipo di esperienza e arricchirsi di passioni che possono essere dal giardinaggio al ballo fino al corso di inglese. Poi leggere, tanto e di tutto. Ecco, tutte queste cose sono nutrimento per una vivacitĂ  che permette poi di essere piĂš aderenti alla realtĂ , per raccontarla agli altri. PerchĂŠ se le cose non le vivi, non le tocchi e non le conosci, come fai poi a tradurle al lettore? L’altro grande segreto è in controtendenza rispetto alle attuali possibilitĂ  di accesso: respirare il lavoro di una redazione. Ho visto tanti preferire la strada giornalistica scolastica, con corsi universitari e specializzazioni varie. Ma il giornalista si impara a farlo “sul campo” e non sui manuali.

“Se le cose non le vivi (…) come fai poi a tradurle al lettore?”

francesca navari
francesca navari
francesca navari

Chi è Francesca Navari

“Il mio cuore resta a Pietrasanta dove sono nata, anche se abito da sempre a Viareggio, proprio di fronte al mare che, in inverno, secondo me ha davvero una magica energia.
Vivo di corsa, sono una ritardataria cronica confortata dalle mie consuetudini: amo alla follia la mia barboncina Kitty e il mio gattone cincillĂ  Coco.
I miei difetti? Come dice mia mamma: tutti quelli di una figlia unica. E pure un filino… Politically scorrect.
Però sono fiera del mio spirito combattivo, dietro rossetto (rigorosamente rouge noir Chanel) e mascara c’è una grinta da leonessa che mi ha aiutato a non sottrarmi mai dall’affrontare di petto, e da sola, le mie battaglie.
Oggi sono davvero poche le situazioni che mi fanno paura.
La valvola di sfogo resta la palestra che frequento con costante impegno e poi tuffarmi nella lettura (a volte mi cimento pure nei testi in lingua inglese): ci sono pagine che mi hanno davvero fatto immergere in un mondo parallelo come “Un uomo” di Oriana Fallaci, “La casa degli spiriti” della Allende o “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini.
Non chiamatemi nostalgica, ma la musica anni ’70 e ’80 continuo a trovarla coinvolgente e modernissima.
Gli impegni poi sono tantissimi: dal 2008 sono socia del Soroptimist Club Viareggio Versilia.
Dal 2017 sono stata insignita del titolo di Dama dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro della Real Casa di Savoia e sono inoltre Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon”.

(Francesca)

francesca navari

“Dietro rossetto (rigorosamente rouge noir Chanel) e mascara c’è una grinta da leonessa”

Dove possiamo trovare Francesca Navari

E-mail a francesca.navari@lanazione.net
Facebook Francesca Ada Anna Navari
Instagram francescadanna33

francesca navari
francesca navari
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Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?

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