Ultimo aggiornamento 20 Settembre 2025

L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 16 ottobre 2015

Iniziamo, questa volta, con le toccanti parole di Iacopo Piccolo, dedicate al padre Paolo prematuramente scomparso proprio poco dopo averci rilasciato questa interessante intervista, in cui ci rivelava la sua immensa e contagiosa passione per la Natura.

“Questa bella intervista è un tributo alla memoria di mio padre, scomparso il 25 luglio 2015. La passione e l’entusiasmo hanno fatto parte integrante della sua vita. Il suo magnifico giardino ammirato da tutti e creato con la sua mano d’artista ha sempre rispecchiato ciò che portava dentro di sé. Le sue composizioni con le piante grasse trasudano una marea di sensazioni, tutte positive: dall’esuberanza alla gioia, dalla fantasia alla libertà. Le loro forme sono allo stesso tempo sì armoniche e razionali, ma anche selvagge e romantiche. Ringrazio di cuore la Redazione di Paspartu che ha scelto di pubblicare l’intervista, perché so che mio padre ci avrebbe veramente tenuto” (Iacopo Piccolo)

paolo piccolo

“E poi ogni anno cercherò di creare un passaggio differente. Il primo vorrei farlo a forma di cuore gigantesco”

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Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!

Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui

Paolo, parliamo di te, di come sei arrivato in Versilia…
Sono nato a Como nel 1944 e vissuto a Milano. Nel 1963 in Versilia ho conosciuto mia moglie, che è viareggina.

Come vi siete conosciuti?
Io avevo 19 anni e mio fratello 18. Facemmo una scommessa su chi di noi due sarebbe riuscito a conoscerla per primo… E vinsi io!

paolo piccolo

Questa di Piano di Mommio era la “casa al mare”?
Mio padre la costruì nel 1975, per venirci in estate. È circondata da 15mila metri di terreno, di cui 5mila sono di uliveto.

Produci olio?
Gli ulivi sono circa 100 in tutto. Ogni tanto riesco a fare 70/80 litri di olio. Ma per vari motivi il terreno non è troppo adatto. Magari gli ulivi fanno olive per 5 litri di olio, allora non lo faccio perché se poi volessi venderlo costerebbe 10 volte più dello Champagne e chi lo comprerebbe? (ride)

paolo piccolo

Come inizia la tua passione per i cactus?
Inizia quando ho smesso di correre con i cavalli. Nel 1980 ero driver sul sulky. Nel trotto, il fantino si chiama “guidatore” o “driver” e non corre in sella al cavallo, ma seduto su un calessino leggero a due ruote chiamato sulky. Avevo detto che arrivato a 100 vittorie avrei smesso, poi invece ho smesso arrivato a 99, nel 2004. Nel 2005 ho iniziato a coltivare la mia passione per le piante. Abbiamo costruito la piscina ed ho iniziato con il bosco.

Ho detto “cactus”, ma la dicitura non è corretta, vero?
Esistono le succulente e le piante grasse. Tra queste ultime ci sono i cactus, che provengono da nord e sud America, e le euforbie, che provengono da Africa e Asia.

paolo piccolo

Hai iniziato quindi con il bosco. Poi?
Sempre nel 2005 ho iniziato con le piante grasse. Più tardi sono arrivate anche le palme. Ne ho circa 20 tipi differenti, per un totale di circa 80 piante.

E le più recenti quali sono?
Le grevillee, australiane, che ho iniziato 5 anni fa.

In tutto, nel tuo bosco, quanti tipi di piante esistono?
Direi circa 400 tipi di piante differenti.

paolo piccolo

In che modo ti documenti?
Dal 2004 in poi ho letto solo libri di botanica, in francese e inglese. Ne ho centinaia. Mi documento attraverso quelli, o attraverso giornali specializzati.

Dove ti fornisci?
In Italia non sono più di 20 i veri vivaisti. Sono amico di tutti loro. In particolare sono in contatto con un vivaista di Paganico, in provincia di Lucca, che è specializzato in piante esotiche. Poi ce n’è uno a Chiesina Uzzanese, che ha le salvie ornamentali. Uno in Brianza, che è il più grosso importatore italiano di piante grasse. Poi ce ne sono diversi in Sicilia. Alcuni di loro mi utilizzano come sperimentatore! Poi tanti acquisti in questo campo si fanno su passaparola…

paolo piccolo

Cioè?
Rimani in contatto con le persone che hanno la tua stessa passione, che ti segnalano se qualcuno vende una pianta che magari ha in giardino e vuole dare via. Ad esempio Leonardo l’ho comprato su passaparola.

Leonardo?
È un echinocactus grusonii, comunemente detto “cuscino della suocera”. È una palla ricoperta di spine di circa 140 anni. Quando l’ho comprato era in un tino, l’ho portato qui e messo in terra, per lasciarlo libero di espandersi!

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Paolo con Leonardo

“Leonardo è un echinocactus grusonii, comunemente detto ‘cuscino della suocera’. È una palla ricoperta di spine di circa 140 anni”

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“Leonardo è un echinocactus grusonii, comunemente detto ‘cuscino della suocera’. È una palla ricoperta di spine di circa 140 anni”

Altri esemplari da notare?
Ho un pasacana alto 4 metri e mezzo, che ha un valore di circa 7/8mila euro. Fa una quarantina di fiori l’anno. Io di notte, in piedi su una scala di 4 metri, cerco, usando qualche piuma di piccione, di impollinare i fiori che sbocciano tra le ore 23 e le 3 del mattino.

Perché fai questa operazione incredibile?
Per fargli fare il frutto, che poi è buonissimo da mangiare.

paolo piccolo
paolo piccolo
paolo piccolo

Dicevamo, ti rifornisci un po’ in tutta Italia…
Sì, principalmente mi faccio arrivare le piante dalla Sicilia. Poi anche da Amsterdam, perché lì arriva l’80% di piante del mondo.

Come funziona l’iter acquisto/trasporto/piantagione?
Chi vende si occupa anche del trasporto, che è una fase molto delicata. Questo tipo di pianta deve viaggiare nel polistirolo o in altro materiale che protegga le spine. Una volta arrivate qui, le pianto io, con l’aiuto di qualche amico. Prima preparo la terra creando un substrato di pomice che serve per il drenaggio. Poi metto del terriccio.

Come scegli dove piazzare la pianta?
Il posto lo scelgo quasi sempre in base al colore della pianta e, pensando al futuro, se ci starà bene oppure no.

paolo piccolo
paolo piccolo

Torniamo un attimo all’argomento cavalli. Hai detto che eri driver…
Ho scoperto i cavalli negli anni Sessanta. Giocavo a golf per hobby, poi ho capito che non era il mio sport perché non avevo pazienza e sono passato ai cavalli. Negli anni Ottanta sono diventato presidente dei Gentleman in Lombardia, come driver professionista. Sono andato contro i conservatori perché correvo senza usare la frusta. La Regina Madre mi ha conferito un premio d’onore per questa cosa. Poi ho creato un’associazione di volontariato che si chiamava Eos, che recuperava i cavalli che non potevano più correre. Li facevo addestrare e li regalavo a un’altra associazione che li dava ai maneggi, dove questi cavalli venivano impiegati per aiutare i bambini down. In questo modo sono riuscito a salvare più di trenta cavalli, che altrimenti sarebbero finiti male. In pratica spendevo soldi miei per istruire questi cavalli e regalarli in giro per tutta l’Italia a chi aveva bisogno.

paolo piccolo
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Qual è il filo conduttore tra cavalli e piante?
La Natura!

E invece il filo conduttore del tuo bosco?
Ho cercato di creare un puzzle, seguendo l’idea del serpente piumato. Ho piantato piante con spine, i cactus, e piante con le piume, le felci o le grevillee, seguendo i loro profumi e colori. Era un’idea iniziale, poi mi ci sono perso… Ultimamente sto cercando le graminacee della Nuova Zelanda, le restionacee provenienti da Papua Nuova Guinea. Ora le raggruppo secondo la loro crescita: in mezzo metto quelle che crescono di più e ai lati quelle che crescono di meno.

paolo piccolo

“Ho cercato di creare un puzzle, seguendo l’idea del serpente piumato”

paolo piccolo

Quanto tempo dedichi a questa passione?
Circa sei ore al giorno, tra lavoro e contemplazione, per almeno quattro giorni a settimana.

Ci sono anche tante sculture in mezzo al bosco?
Sì, mi piacciono le rane, gli angeli, le oche, le anatre. In giro per il mondo, alle aste, ho preso anche degli alberi fossili. Riportano indietro nel tempo a 200 milioni di anni fa, così come le felci, le cycas e le palme.

paolo piccolo
paolo piccolo
paolo piccolo

Progetti futuri?
Mi piacerebbe mettere un lago di ninfee al posto della piscina. Poi in ottobre inizierò a creare, sotto gli ulivi, un giardino alla René Clement, botanico giardiniere francese. Si spargono i semi nel terreno, un po’ a caso. Nel tempo nascono queste piante che creano un giardino verde e colorato. Dopo circa 4 anni con un piccolo trattore si crea un passaggio dentro il groviglio di piante che è nato. E poi ogni anno cercherò di creare un passaggio differente. Il primo vorrei farlo a forma di cuore gigantesco.

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“Mi piacerebbe mettere un lago di ninfee al posto della piscina”

Approfondimento:

Iacopo Francesco Piccolo – figlio di Paolo – è un pittore nato a Pietrasanta, che vive a Milano e che mantiene con la terra di origine un legame che si rinnova attraverso originali interventi artistici di cui ho parlato in questo articolo

FOTO DI JACOPO PICCOLO E CINZIA DONATI

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