Ultimo aggiornamento 22 Ottobre 2025
L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 1 febbraio 2016
Amore, questo sconosciuto!
Mai argomento sarà più controverso di questo. Per qualsiasi cosa si dica, ci sarà sempre qualcuno che controbatte e sostiene il contrario.
Noi però sappiamo che a Viareggio c’è il dottor Riccardo Domenici, che scherzosamente abbiamo chiamato “il dottor Stranamore della Versilia”, anche se in realtà il personaggio letterario e cinematografico si discosta moltissimo dalla sua figura…

Lo abbiamo incontrato per cercare di capire se esiste qualche regola, oppure no, se esiste l’Amore vero, oppure no, come si fa per farlo durare nel tempo…
Insomma per fare certe domande, ci voleva un esperto!
E quindi…

Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!
Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui
Posso chiamarla dottor Stranamore? Se sì, perché e se no, perché?
(sorride, NdR) Se ricordo bene, il personaggio dottor Stranamore era un po’ particolare… Direi che per certi versi è vero, se prendo in considerazione lo strano e l’Amore! Noi consideriamo l’Amore come gossip, come qualcosa di poetico e di letterario. L’Amore dal punto di vista scientifico è materia di studio recente, che ha avuto uno sviluppo importante. Basta ricordare nomi come Francesco Alberoni, Willy Pasini, Vittorino Andreoli. Tutti grandi studiosi che si sono confrontati con la materia Amore. Hanno studiato come nasce, come si evolve, quando finisce.
Quali sono gli step della “vita di un Amore”?
Prendo come esempio il primo libro di Francesco Alberoni, scritto negli anni Settanta, che è il punto di partenza dello studio della tematica amorosa. Ci sono tre step.
I tre step dell’Amore
Primo step
Il primo step è la “Passionalità”.
Cosa è la passione? È quando due persone si incontrano e si sentono attratte in modo magico. Fa sentire, in modo fisico, il desiderio di stare con una persona. Dura per un periodo importante ed è una fase importante. Qualcuno la chiama “Luna di miele di un Amore”. I tempi? Sono vari, dipendono dai soggetti e dalla capacità di attrazione. È la fase della bolla: i due si chiudono in una specie di bolla, gli amici contano poco in questa fase, i due hanno bisogno di stare da soli e di conoscersi, proprio nel senso fisico della parola.
Secondo step
Francesco Alberoni chiama il secondo step “Istituzionalizzazione”, ma a me questa parola piace poco.
In questa fase si passa dalla passione all’Amore vero ed è il momento in cui ci si mette in discussione nella società. Cioè ci presentiamo alla società come coppia e cominciamo a conoscere l’altro nella quotidianità.
Ecco, io il secondo step lo chiamerei “Quotidianità”, inteso come il vivere il rapporto insieme, tra amici e parenti, nella società. Si sposta l’interesse dall’aspetto fisico/sessuale – che deve però rimanere, sennò si passa alla noia – al vivere insieme.
Terzo step
Si chiama “Progettualità”.
Si progetta di stare assieme, di convivere. Si comincia a pensare insieme che esiste il futuro. E “futuro” vuol dire passionalità, quotidianità e socializzazione. In questo step si decide di comprare casa, si pensa ai figli.
Dopo il terzo step?
Dopo c’è una fase diversa dell’Amore che va vista bene. L’Amore diventa Bene. Mi riferisco alle coppie datate che stanno insieme da tanti anni. La coppia in questa fase si conosce talmente bene che non è possibile pensare la propria vita senza l’altro. Questa è una cosa piacevole, non c’entra nulla con la noia.
L’Amore in 3 step
- 1 Passionalità
Si sente, in modo fisico, il desiderio di stare con una persona. È la fase della bolla: i due si chiudono in una specie di bolla, gli amici contano poco, i due hanno bisogno di stare da soli e di conoscersi. - 2 Quotidianità
Ci si mette in discussione nella società. Ci si presenta alla società come coppia e si comincia a conoscere l’altro nella quotidianità. - 3 Progettualità
Si progetta di stare assieme, di convivere.
Quali caratteristiche deve avere una coppia per definirsi tale?
Una coppia, per essere tale, deve esistere su 3 piani contemporaneamente: sessuale, affettivo, che indica il volersi bene e lo stare bene insieme, sociale, cioè la società riconosce i due come coppia.
Si mette l’anello al dito?
Anche, ma non ci dovrebbe essere bisogno di segnali di questo tipo. Attenzione! Questi piani devono esistere tutti e 3 contemporaneamente: è molto importante.
Se ne manca uno cosa succede?
Se una coppia è riconoscibile sul piano sociale e affettivo, ma non c’è la sessualità: è una coppia di fratello/sorella, una coppia di amici. Se una coppia ha la sessualità e l’affettività, ma non la socialità: è una coppia clandestina, una coppia di amanti. Se una coppia ha la socialità e la sessualità, ma non l’affettività: può essere una coppia mercenaria. È importante sapere che se manca uno dei 3 piani che abbiamo detto, la coppia è destinata a finire o a soffrire.

Perché un Amore finisce?
Noi psicologi diciamo che una coppia è sempre in transizione: ci sono sempre cambiamenti, difficoltà da affrontare. Se la coppia ha la capacità della progettualità va avanti, se rimane solo sul piano della sessualità è una coppia destinata a finire. Rimanere alla fase 1 della “Passionalità” è facile perché è piacevole. Le problematiche vanno viste come esperienze che permettono alla coppia di crescere. Quando mettiamo insieme non solo due corpi, ma due storie, due educazioni, due culture, due tipi di sentimento, iniziano i problemi.
Qui i luoghi comuni si sprecano…
Sì. È il momento in cui si litiga per la tavoletta del wc che lui non tira mai giù, del tubetto del dentifricio che lui strizza male, dei calzini che lui lascia in giro… E io qui dico che una donna dovrebbe riflettere su una cosa: ogni maschietto ha una mamma che gli trasmette i vizi. Quindi è tutto in mano a voi donne! (sorride, NdR)
Si diceva che una coppia è sempre in transizione…
Esistono 3 grandi transizioni. La prima è quella che mette insieme due corpi, due storie, due educazioni, due culture, due tipi di sentimento. La seconda è quella in cui si mette su casa insieme, con tutte le problematiche da affrontare per questo cambiamento. La terza è quella in cui arriva il primo figlio. Magari non si è ancora imparato a vivere in due, che già arriva il terzo! Allora qui il problema è cominciare a convivere con il figlio. Questa non è una transizione di poco conto: molti matrimoni finiscono quando arriva il primo figlio…
Perché il marito si sente trascurato?
Direi perché l’Amore è finito.
Il marito trascurato si innamora di un’altra?
Sembra una banalità, ma perché una persona si innamori deve essere pronta ad innamorarsi e ci si innamora di una persona alla volta. Lo scrisse Francesco Alberoni per primo e a quel tempo era una novità. Alcuni autori contemporanei cominciano a dire che si può essere innamorati di più persone contemporaneamente. Io dico di no.
“Sembra una banalità, ma perché una persona si innamori deve essere pronta ad innamorarsi”
Cioè?
Io sono più propenso a dire che una persona si innamora di più persone contemporaneamente se una compensa l’altra. L’esempio classico è un uomo con moglie + amante. Si crea un triangolo stabile, come lo definisco io, perché l’amante compensa ciò in cui manca la moglie. C’è sempre una spiegazione scientifica alle cose!
Come si risolve una crisi profonda?
Siamo in presenza di una crisi profonda quando manca uno dei tre piani che dicevamo prima. In questo caso si hanno tre possibilità: la coppia scoppia, si crea un triangolo stabile, la coppia sta male.

La ricetta per un Amore perfetto esiste?
L’Amore perfetto si traduce nella capacità di saper affrontare le crisi. Sicuramente una ricetta importante è parlare all’interno della coppia. Poi bisogna capire che le crisi ci sono e vanno affrontate. A me non preoccupano le coppie che litigano. Mi preoccupo quando una coppia rimane in silenzio: le coppie silenziose sono quelle che non hanno più niente da dirsi.
“L’Amore perfetto si traduce nella capacità di saper affrontare le crisi”
Terapia di coppia: per rimanere insieme o per lasciarsi nel migliore dei modi?
La terapia di coppia è la base per trovare insieme la risoluzione. Se c’è la voglia di affrontare la crisi e ci si lavora insieme, di solito si trova la soluzione. La fine di una coppia è sempre un fallimento, ma non deve essere un dramma. Una coppia stabile fa progetti per tutta la vita. L’Amore va alimentato, è una curva a onde. A volte il male minore è proprio quello di lasciarsi.
E si va dallo psicologo per lasciarsi?
Quando una coppia decide di separarsi, si ricorre allo psicologo perché bisogna imparare a relazionarsi non più sul piano affettivo, ma su quello genitoriale, perché dai figli non si divorzia mai. Quando un Amore finisce, ci può essere anche il discorso della patologia che subentra tra chi ha una forte dipendenza dall’altro e chi ritiene di essere la parte dominante, che dice “Come ti permetti di non amarmi?”. Si presentano allora casi di stalking, di violenza domestica. Entriamo nella patologia. In questi casi io dico che bisogna aiutare entrambi. Bisogna cioè aiutare anche lo stalker, perché altrimenti rischiamo di non risolvere il problema.
Le 3 grandi transizioni di un Amore
- 1 Mette insieme due corpi, due storie, due educazioni, due culture, due tipi di sentimento
- 2 Si mette su casa insieme
- 3 Arriva il primo figlio
Centro per la Famiglia – CPF Viareggio
(Attenzione! Le informazioni contenute in questo paragrafo sono del 2016)
Ha sede a Viareggio. Fondato circa 15 anni fa dal dott. Riccardo Domenici e dalla dott.ssa Mariarosa Fanti.
Si occupa di problematiche di coppia e individuali, anche di bambini.
Il dott. Domenici ricopre il ruolo di responsabile scientifico. La presidente è la dott.ssa Maila Panzera (psicologa), segretaria la dott.ssa Marina Lenzoni (psicologa). Fanno parte dello staff: dott.ssa Carlotta Kunz (psicologa), dott.ssa Maria Giulia Bianucci (psicologa), dott.ssa Laura Giuntoli (psicologa), dott.ssa Cinzia Diciotti (psicologa), dott. Alessandro Grazzini (medico legale).
Chi è Riccardo Domenici
Lavora a Viareggio da circa 35 anni.
Vede in media circa 100 persone l’anno, che provengono da tutta Italia.
Si occupa di formazione in tutta Italia.
Ha fondato diverse associazioni di volontariato, con cui collabora.
Dice di sé: “Sono un cosiddetto esperto – uso i titoli che mi danno gli altri – di alcolismo, tossicodipendenze. Sono formatore di gruppi di auto aiuto”.
“Non mi piace mettermi in mostra. Mi sono occupato della strage di Viareggio, ho dato il mio contributo ai coinvolti nella strage, ma non al momento del disastro, perché non credo nella psicologia d’urgenza”.

Si può parlare di “coppia” se esistono in contemporanea i 3 piani:
- Sessuale
- Affettivo
- Sociale
Se ne manca uno…
Sessuale MANCA
Affettivo C’È
Sociale C’È
–> È una coppia fratello/sorella, o amici
Sessuale C’È
Affettivo C’È
Sociale MANCA
–> È una coppia clandestina, o di amanti
Sessuale C’È
Affettivo MANCA
Sociale C’È
–> È una coppia mercenaria
Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?
L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
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