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Podere Lovolio: la bellezza inaspettata!

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Dettagli di Toscana

Podere Lovolio: la bellezza inaspettata!

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Podere Lovolio a Massarosa, in provincia di Lucca, è uno spazio grandissimo, aperto liberamente al pubblico, pieno di opere d’arte e due templi che sono davvero due chicche che lasciano a bocca aperta!
Vi si accede da via delle Sirti. Dopo pochi metri ci si trova immersi in questo mondo fuori dal tempo, la cui storia inizia nel gennaio 2010.

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Scopriamo insieme i dettagli di questa bellezza!

All’ingresso Virgilio Vergine e Oliviero Olio

All’entrata, campeggiano fieri e maestosi i mitologici Cani di Foo.
Nel loro paese d’origine sono chiamati “shi” (leone) oppure “shishi” (leone di pietra).
La loro storia abbraccia migliaia di anni e risale alla Cina antica: erano infatti i guardiani dei templi buddhisti e venivano posti all’entrata del Tempio per proteggerlo. Sono, quindi, statue simboliche e protettive, che, col passare dei decenni sono state collocate anche all’ingresso delle dimore private. Pensati per andare in coppia, i due leoni sono una femmina e un maschio.
Al Podere presidiano il Tempio Sincretico dedicato a Santa Oliva da Palermo. Si chiamano Virgilio Vergine e Oliviero Olio proprio in onore della Santa: Virgilio in omaggio alla castità di Santa Oliva e Oliviero in omaggio al nome della stessa.

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All’ingresso: Virgilio Vergine e Oliviero Olio

Il Tempio Sincretico

Ha forma ottagonale e il tetto a spirale ascendente, ha un altare, il pavimento bianco e nero, una campana.
Il Tempio Sincretico del Podere è un luogo di raccoglimento, meditazione e spiritualità, aperto a ogni fede, credo, religione, filosofia. È il luogo del divino che è in noi, ospita chi crede nella sacralità dell’uomo e della natura e intraprende un cammino evolutivo di amore, felicità e armonia. È dedicato a Santa Oliva da Palermo, onorata da cristiani e musulmani.

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Il Tempio Sincretico di Meditazione Universale
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Dentro il Tempio Sincretico di Meditazione Universale: la campana
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L’interno del Tempio Sincretico di Meditazione Universale

La seconda tappa del seme

Il seme matura e si trasforma in una nuova entità. Ecco il significato dell’imponente installazione del Podere “Ero un seme”, opera di Jim Ritchie. La legge della conservazione della massa di Antoine-Laurent Lavoisier ci spiega che “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Tutto si trasforma. Per ciascun essere vivente il cambiamento è ineludibile e inarrestabile. Per gli esseri umani, cambiare e trasformarsi significa crescere ed evolversi non solo nel corpo, ma anche e soprattutto nel sentire. Accettare i cambiamenti e lasciar andare il passato è necessario per la nostra sopravvivenza emotiva e, quasi sempre, coincide con la possibilità di rifiorire e rinascere.

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L’opera d’arte “Il Seme”

Il seme matura e si trasforma in una nuova entità

L’arcobaleno

Ad accogliere i visitatori, un grande brindisi con l’augurio di una vita piena di Amore, Felicità, tanta Salute e, perché no!, Denaro e Tempo necessario per goderne!

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L’opera d’arte “L’arcobaleno”
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L’opera d’arte “L’arcobaleno”
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L’opera d’arte “L’arcobaleno”

La Pagoda galleggiante

Questa costruzione galleggia sull’acqua, proprio come ciascuno di noi galleggia sulla vita.
Quante volte ci sentiamo “instabili” come la Pagoda? Appoggiati sull’acqua della vita che a volte è calma, altre volte burrascosa. Eppure, come la Pagoda, restiamo a galla lasciando che il tempo, gli agenti atmosferici, le temperature e gli imprevisti ci accarezzino e ci insegnino, ogni giorno, a splendere in tutta la nostra fragilità di esseri viventi.
Seppure nell’instabilità, la Pagoda galleggia in mezzo alle bellezze della natura, circondata da ninfee.
È questo l’invito della Pagoda: stai a galla anche durante la tempesta e guarda quanto bello c’è attorno a te!

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La pagoda galleggiante
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La pagoda galleggiante
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La pagoda galleggiante

L’invito della Pagoda: stai a galla anche durante la tempesta e guarda quanto bello c’è attorno a te!

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La pagoda galleggiante

L’arco di ingresso e il Tempietto della Purificazione

A fare compagnia alla Pagoda galleggiante, ci sono altre due installazioni: un arco di ingresso e un piccolo tempietto sulla terraferma.
L’arco di ingresso è il simbolo del passaggio dalla dimensione materiale a quella spirituale.
Per effettuare il passaggio da una dimensione all’altra, però, è necessario liberarci di tutto ciò che sporca e inquina la nostra anima, è necessario purificarci.
Per fare questo, ci si può recare al tempietto sulla terraferma: il Tempietto della Purificazione.
In questo Tempietto, prima di attraversare l’arco di ingresso e di arrivare al Tempio galleggiante, è possibile compiere il rito della purificazione, che avviene attraverso un gesto simbolico: con il mestolo in rame, prelevare l’acqua dalla conca più grande e lavarsi le mani riversando l’acqua nella conca più piccola che la disperderà nella terra.

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L’arco di ingresso alla pagoda galleggiante
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L’arco di ingresso alla pagoda galleggiante
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L’arco di ingresso alla pagoda galleggiante
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Il Tempietto della Purificazione

L’alpaca del Fatonero

È un semplice allevamento, non organizzato per le visite di piacere.
Però si possono vedere gli animali da fuori la recinzione.
Unica accortezza: non portate loro nessun tipo di alimento, potrebbe essere mortale!

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L’alpaca del Fatonero
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L’alpaca del Fatonero

Chi era Oliva da Palermo

Oliva di Palermo è stata una martire cristiana. Patrona di Palermo nel Medioevo, è venerata come Santa della Chiesa cattolica, che la festeggia il 10 giugno. La leggenda agiografica narra che Oliva nacque a Palermo da una famiglia di nobile discendenza; fin dai primi anni di vita si consacrò al Signore, mostrando disprezzo degli onori e facendo opere di carità per i poveri. Nell’anno 454 d.c., Genserìco – re dei Vandali – conquistava la Sicilia e occupava Palermo, portando il martirio per i cristiani. Oliva, tredicenne, prese a portare conforto ai carcerati. I Vandali, stupiti da tale forza d’animo, non volendo martirizzarla per riguardo alla sua nobile casa, la inviarono a Tunisi, dove il governatore Amira avrebbe tentato di vincere la sua costanza. A Tunisi operò miracoli iniziando a convertire i pagani, tanto che Amira ordinò che venisse relegata in un luogo deserto ma pieno di leoni e serpenti, sperando che le belve potessero divorarla o che morisse di fame. Là, invece, le fiere si prostrarono a lei che visse tranquillamente per qualche tempo. Amira allora la fece arrestare e riportare in città, la rinchiuse in carcere, la fece flagellare, scarnificare sull’aculeo, immergere in una caldaia di olio bollente, senza però arrecarle alcun male, né farla recedere. Il Prefetto, ostinato, ordinò l’estremo supplizio: che fosse decapitata. Ma fu una magra vittoria la sua: il 10 giugno 463 d.c., dopo la decapitazione, l’anima volò dal corpo in forma di candida colomba e tutti i presenti poterono assistere attoniti al nuovo prodigio. A Tunisi la memoria della Santa persiste nel nome di una moschea: la Moschea di Oliva. A Palermo le sono dedicate una piazza, una Chiesa, il Convento Agostiniano e una Parrocchia.

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Opere d’arte nel parco
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Opere d’arte nel parco
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Un’opera d’arte nel parco

Chi ha creato il Podere Lovolio?

Classe 1944, capelli bianchi, abbigliamento distinto, contegno austero e sguardo autorevole: il dottor Giuseppe Scibetta è il creatore di questa bellezza.
Leggiamo in un’intervista pubblicata sul sito ufficiale: “Il Podere nasce da un mio desiderio profondo, quello di produrre un olio eccellente con tempi, modalità di raccolta e produzione che fossero più semplici rispetto a quelli che richiede la produzione dell’olio in altre zone, come ad esempio la montagna”.
Perché a Massarosa? “Perché da molti, moltissimi anni la Toscana è la mia seconda casa e, con l’aiuto di un mio collaboratore, siamo riusciti a individuare – dopo varie ricerche in zone collinose tra Forte dei Marmi e Lucca – una vecchia coltivazione di ulivi il cui proprietario voleva ritirarsi”.
Com’era questa coltivazione quando l’ha acquistata? “C’era l’uliveto con 360 esemplari, alcuni attorno ad un casolare e poi c’erano delle serre per la coltivazione di rose. Abbiamo mantenuto una parte delle serre e le abbiamo dedicate all’agricoltura biologica (fase indispensabile per giungere alla biodinamica steineriana); in aggiunta ai 360 ulivi già esistenti, poi, ne abbiamo piantati altri 1.000 per produrre olio per la famiglia e per gli amici. Oggi al Podere ci sono in tutto 1.360 ulivi”. “Ristrutturato il casolare, piantati gli ulivi, accolti gli animali ecc., è sorta naturale la volontà di fare qualcosa per valorizzare e sviluppare la sensibilità locale e la vocazione artistica della zona. A questo punto, la Fondazione Pomara Scibetta, Arte Bellezza Cultura, ha pensato, voluto e finanziato la realizzazione di una serie di opere (molte attraverso concorsi aperti ad artisti locali) trovando in questi luoghi terreno fertile per la realizzazione del suo programma culturale”.

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Opere d’arte che giocano con il vento nel parco
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Opere d’arte nel parco
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Un’opera d’arte nel parco

La Fondazione Pomara Scibetta, arte bellezza cultura

Nasce nel 2012 e sostiene l’Arte con la tutela, la conservazione, la valorizzazione del patrimonio artistico, promuove la Bellezza, patrocina i mezzi per renderla comprensibile e percettibile, rivitalizza la Cultura e le tradizioni popolari interagendo con le comunità locali; realizza recuperi, restauri, risanamenti e ottimizzazione delle opere d’arte e di cultura; favorisce la diffusione biodinamica per la salvaguardia dell’habitat naturale.

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La Fondazione Pomara Scibetta, Arte Bellezza Cultura

Podere Lovolio è visitabile liberamente e gratuitamente.
Non sono indicati orari specifici.
Si raccomanda – trattandosi di proprietà privata – di avere cura e rispetto degli spazi.

Per informazioni:
telefono 338 1177921
www.poderelovolio.it

TESTO liberamente tratto da poderelovolio.it
Podere Lovolio
©Fondazione Pomara-Scibetta, Arte Bellezza Cultura

FOTO DI CINZIA DONATI

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