Ultimo aggiornamento 26 Settembre 2025
L’INTERVISTA
pubblicata sul magazine Paspartu 1 novembre 2015
Si sa, chi ama la radio – quasi sempre – odia il mondo di apparenza che inevitabilmente vive di immagini, di foto, di video… “Video killed the radio star”, cantavano The Buggles nel 1980.

Roberto Del Dotto mi avvisa subito che al giorno d’oggi, nel mondo della musica – tanto per introdurre l’argomento di cui andremo a parlare con lui – “le canzoni possono anche fare schifo, ma per ogni cantante ci vuole il suo fotografo”.
Ecco. Appunto. E i personaggi come lui che per anni hanno lavorato in radio, si fanno fotografare? “Io malvolentieri. Comunque ti dò alcune foto mie, tu magari scegli quelle dove sembro più intelligente!”.
Ironia e cultura musicale: abbiamo capito che il mix giusto per chi lavora al microfono è questo!

Roberto, cosa risponderesti ai nostri lettori che – vedendo le foto di questa intervista – potrebbero dire “questo dove l’ho già visto”?
Direi a Radio Viareggio o a Radio Babilonia. Oppure nelle discoteche Cavalluccio, La Canniccia, Jux Tap di Sarzana. Nel 2016 festeggio i miei 50 anni, di cui 35 sono di carriera tra radio e discoteche.
Come inizia la tua carriera?
Inizia nel 1981 a Radio Viareggio, per poi proseguire nel 1985 a Radio Babilonia.
“(La mia carriera) Inizia nel 1981 a Radio Viareggio, per poi proseguire nel 1985 a Radio Babilonia”

Come ti nasce questa passione per la radio?
Da ragazzino, già a 9/10 anni di età, compravo riviste musicali, mentre tutti gli altri leggevano Topolino! Avevo amici più grandi che mi hanno trasmesso la passione.
Passione che nel 1981 diventa lavoro…
Sì, nell’81 Paolo Goduto, che era ed è tuttora il mio più caro amico, faceva il tecnico a Radio Viareggio, che era dietro la Chiesa di San Paolino. Conosceva la mia passione per la musica. Mi invitò lì dove lavorava lui e cominciammo a curare le selezioni musicali notturne. Dopo due mesi iniziai a sentir dire in giro che le persone si registravano su cassetta le nostre selezioni. E sono partito da lì…

Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!
Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui
Nel 1985 arrivi a Babilonia…
Fui contattato da Diego Bertuzzi, che adesso lavora alla D’Alessandro & Galli, che si occupava dell’ufficio commerciale della radio. Anche qui Paolo Goduto c’era già stato… Pensandoci, Paolo mi ha cambiato la vita! Per quello siamo ancora amici!
Negli anni Ottanta tantissime persone avevano la tua stessa passione!
Ma sì… La generazione anni ‘50/’60 è quella che non ha fatto il ’68 perché ‘eravamo piccini’, è quella che negli anni ’70 ‘eravamo sempre troppo piccini’, è quella che tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80 aveva come unica novità il mondo della radio. Era il nostro svago. Poi sono arrivati gli anni ’80 di merda che stiamo ancora pagando.
“Merda” non lo posso scrivere!
Scrivilo, perché è la verità ed è la parola giusta!
“Dopo di me al microfono arrivava Giorgio Panariello”

Appena arrivato a Babilonia cosa facevi?
Conducevo, quello che poi ho fatto sempre! Selezione musicale inframezzata da intrattenimento. All’inizio un programma dalle ore 12:30 alle 15. Prima di me in diretta c’era Loris Marchi e dopo Massimo Barsotti. Poi, negli anni a seguire, dopo di me al microfono arrivava Giorgio Panariello.
Fino a quando sei rimasto a Babilonia?
Fino alla sua chiusura nel 2001. Ricordo benissimo che di sabato Andrea Tomei chiuse ufficialmente le trasmissioni e io la domenica lessi, in diretta da Radio Carnevale, che era gestita da Babilonia, il verdetto dei carri del Carnevale. Dopo anni di Brunello Romani, toccò a me l’onere e l’onore di leggere il verdetto quell’anno in piazza Mazzini. E fu la fine di Babilonia.

Chissà quanti personaggi curiosi hai conosciuto in quegli anni…
Guarda, da raccontare ce ne sarebbero tantissimi. Io e Andrea Tomei ci si divertiva moltissimo con questi personaggi curiosi che giravano in città e che ci venivano a trovare, attirati dal mondo della radio. Mi ricordo, uno su tutti, quello che chiamammo ‘Elvis’, perché si presentò vestito da Elvis Presley e lo imitava anche bene! Io e il Tomei lo lanciammo e diventò famoso in città! (ride, NdR) Poi ne ricordo un altro, di personaggi curiosi. Abitava di fronte alla radio e diceva di essere l’ex cuoco di Frank Sinatra. Fin qui nulla di strano. Solo che usciva di casa tutti i giorni con l’abito gessato e la tuba!

Molti ti ricordano come dj al Cavalluccio…
Sì, aveva la stessa gestione di Babilonia, con Andrea Giunta, perciò nel 1989 iniziai a lavorare anche lì. Mi occupavo delle luci e mi alternavo in consolle con Andrea Tomei. Era il periodo dei rioni e delle feste in piazza per il Carnevale. Andrea mi ha insegnato a mettere i dischi. Ma già da ragazzino passavo i pomeriggi al Cavalluccio accanto a Giorgio Giordano, a osservare come faceva.
Poi La Canniccia…
Quella nel 1994. Il titolare Alberto Galeotti mi chiamò. C’era una pista 1 con Maurizio Tognarelli e una pista 2 con Andrea Tomei. Stavano aprendo una pista 3 dedicata esclusivamente al latinoamericano. Io ero appena tornato da un anno vissuto a Barcellona e pensarono fossi documentato sul latino! Ma era l’inizio degli anni ’90, il latinoamericano vero non lo conosceva nessuno. Da lì iniziai a specializzarmi e ora… Sono venti anni che metto salsa!

Solo salsa?
Da qualche anno mi dedico solo al latinoamericano. Ho smesso con la musica commerciale nel 2005. L’ultima volta che ho messo musica dance è stata con tutta la banda di Babilonia, in piazza Mazzini, per la Festa di San Silvestro di pochi anni fa. Mi posso vantare di aver fatto ballare in piazza 12mila persone, senza che volasse neanche uno schiaffo nel pubblico. Considerando che non sono Bob Sinclar, posso dire che è andata alla grande!
Al momento che lavoro fai?
Dj specializzato in latinoamericano. Il martedì sono alla discoteca Papilio di La Spezia, il giovedì al Miami a Marina di Massa, il venerdì al Trocadero a Viareggio e il sabato al Jux Tap a Sarzana.

Puoi dire di aver contribuito ad inventare qualcosa di nuovo?
Posso dire di aver contribuito ad inventare un modo nuovo di stare in mezzo alla gente. Eravamo sempre senza una lira in tasca, ma carichi di personalità. Attraverso la radio, in particolare, ci siamo inventati un sacco di cose: i rioni, le feste in piazza. Mettevamo bella musica davanti a migliaia di persone e le facevamo divertire. Le persone oggi ci ricordano con piacere per quello. Io posso dire di essere un Forrest Gump del divertimento: le situazioni erano tutte nuove, perciò non le ho mai cercate, me le sono trovate lì! Così successe anche con Bernardini…
Cioè?
Negli anni ’80, anni d’oro di Bussoladomani, il grande Sergio Bernardini creò un pool di radio che copriva tutta la costa toscana, da utilizzare per promuovere i suoi spettacoli. Io avevo 17 anni e lui mi chiamò a coordinare il pool. Ho un bel ricordo di Bernardini.

L’episodio che ricordi con più emozione?
Negli anni ’90, al Filaforum di Assago, ebbi l’onore di annunciare sul palco Paul McCartney, in una data del tour organizzato dalla D’Alessandro & Galli. Per me, che ero un fan da sempre dei Beatles, fu una cosa memorabile!
“Io e Andrea Tomei ci si divertiva moltissimo con questi personaggi curiosi che giravano in città e che ci venivano a trovare, attirati dal mondo della radio”

Botta & Risposta con Roberto Del Dotto
Dove e quando sei nato? A Viareggio il 27 marzo 1966
Che scuole hai frequentato? Geometri a Pisa
Da bambino, cosa avresti voluto fare da grande? Volevo essere Gigi Riva
Hobby? Sport (palestra, corsa) e leggere i quotidiani
Al ristorante cosa ordini? Crudo di pesce
La vacanza ideale? Con mia moglie in qualsiasi posto
Se per un giorno potessi scambiare la tua vita con quella di un’altra persona saresti? Ma te a Marzullo ni fai una s*!
Il tuo sito web preferito? Repubblica.it
La suoneria sul tuo cellulare? Quella di default
Cosa guardi in tv? Tutto
Cosa ascolti alla radio? Ascolto Radio Capital

L’ultimo regalo che ti sei fatto? Non mi compro mai nulla
Sei religioso? Sì, praticante
In politica, destra o sinistra? (ride, NdR) Non esiste più nessuna delle due. Sarei di sinistra… Io ci sono, ma loro non ci sono più!
Un tuo pregio? Sincerità
Un tuo difetto? Sincerità
Un tuo vizio? Tabacco
Il miglior consiglio che tu abbia mai ricevuto è stato? Mio padre mi disse che nella vita mi dovevo dare da fare, ma che comunque è fortuna
Il luogo più bello della Versilia? La Chiesa della SS. Annunziata a Viareggio, dove mi portava mia nonna. Lì ci sto bene
Una grande persona versiliese che stimi? Giorgio Panariello

Un genio? Due: Charlie Chaplin e Picasso
Un eroe? Gli eroi non esistono
Un nemico? Me stesso
Il sogno? Il Cammino di Santiago
Il libro? Vangelo
La canzone? “E adesso che tocca a me” di Vasco Rossi, perché dice “Adesso che non c’è più Topo Gigio che cosa me ne frega della Svizzera”
Il film? “C’era una volta in America” di Sergio Leone, dove Robert De Niro dice la famosa frase “Sono andato a letto presto”, cosa che io non potrò mai dire
Un progetto per il futuro? Continuare a non prendermi sul serio
Un consiglio a chi vuole seguire le tue orme? Non lo fare! (ride, NdR) Oppure fallo come secondo lavoro
“Da ragazzino passavo i pomeriggi al Cavalluccio accanto a Giorgio Giordano, a osservare come faceva”

A proposito di radio
Le radio libere in Versilia dal 1975
(dal libro di Giulio Arnolieri “Le radio di Viareggio, 1975-2010 trentacinque anni di storie e ricordi”)
Le prime radio libere in Italia nascono nel 1974, a Viareggio la prima fu aperta nel 1975 e si chiamava Radio Viareggio Controcanale 103. Nel 1978 aveva già definitivamente chiuso i battenti.
Tante sono comunque le radio libere che nacquero in quel periodo, tutte basate sul volontariato e la passione di chi vi si dedicava.
Facciamo alcuni nomi, che troviamo nel libro di Giulio Arnolieri.
Accanto al nome trovate l’anno di inizio delle trasmissioni e l’ubicazione:
Radio Mare Versilia – 1976 – Viareggio, viale Manin
Radio Viareggio – 1977 – Viareggio, via Maroncelli, poi via Sant’Andrea
Radio Babilonia – 1978 – Viareggio, via Fratti, poi via Mazzini, poi via Pucci
Radio Versilia – 2004 – Viareggio, via Cavallotti
Di queste altre, abbiamo dati certi solo sull’ubicazione:
Radio Tele Versilia – Viareggio, viale Manin
Radio Mare – Viareggio, viale Manin
Radio Onda – Torre del Lago Puccini
Radio Tirreno Nord – Viareggio, via Volta, poi via di Montramito
Mondo Radio – Viareggio
Onda Radio – Viareggio, Largo Risorgimento
Radio Club – Viareggio, via Savi
Radio Sole – Lido di Camaiore
Antenna 43 – Camaiore
Radio Station Versilia – Pietrasanta
Radio Centro Versilia – Querceta
Radio Forte dei Marmi – Forte dei Marmi
RMS Radio Massarosa Sound – Massarosa

Il libro di Giulio Arnolieri “Le radio di Viareggio, 1975-2010 trentacinque anni di storie e ricordi”
“Eravamo ragazzini, quando a Viareggio le prime radio libere hanno cominciato a trasmettere. Con e grazie a loro siamo cresciuti, imparando a conoscere i vari artisti e stili musicali. Così passavano gli anni, ma esse erano sempre presenti a farci compagnia…
Quante emozioni e quanti ricordi legati alle radio che hanno trasmesso a Viareggio.
Come dimenticare tutti i momenti di spensieratezza vissuti, gli amici conosciuti grazie a loro: le radio libere.
Come dimenticare il saluto commosso dei conduttori, alla chiusura delle varie emittenti.
Questo libro ripercorre quei momenti per i ragazzi di allora, perché i ragazzi di ora possano rivivere emozioni uniche.”
Nel libro di Arnolieri c’è anche il mio contributo: il mio ricordo di Radio Babilonia, dove ho avuto la splendida opportunità di lavorare per otto anni indimenticabili!
Mi occupavo dell’ufficio stampa, dei rapporti con le case discografiche e di alcuni tg quotidiani. I primi tre anni mi sono serviti per iscrivermi all’Ordine dei Giornalisti e iniziare la professione giornalistica. Il mio tutor era proprio Giulio Arnolieri.
Giulio Arnolieri ha collaborato con varie emittenti radiofoniche locali alle quali ha dedicato i libri: “Onde Viareggine. Tre radio sul filo dei ricordi” (Pezzini Editore, 2003) e “Le radio di Viareggio 1975-2010” (Edizioni Il Molo, 2011).
È stato direttore responsabile di Radio Babilonia dal 1987 al 2000.

Li torturo tuttiiiii!!!
Ti piacerebbe essere torturato, ehm… intervistato da me?
Ti piacerebbe parlare di te e raccontare ciò che fai, la tua attività, la tua professione?
L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
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