Ultimo aggiornamento 27 Marzo 2026

Bianca Balti è tornata all’Ariston come co-conduttrice del Festival di Sanremo 2026.

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cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!

Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui

Bianca Balti il tuo è un graditissimo ritorno. Grazie di essere qui con noi!
Volevo solo dire che sono felicissima di essere qua, grazie mille per questo regalo!

È un’emozione tornare qui al Festival di Sanremo?
È un’emozione grandissima, io sono felicissima, di solito le feste non mi piacciono, sono molto snob, ma questa sera sono felicissima di essere stata invitata a partecipare!

Bianca, ma tu nella tua vita, in questo momento, pensi mai a quando tutto andava benissimo, eri contenta, eri felice, guadagnavi un sacco di soldi e non avevi questa preoccupazione?
È una domanda fantastica, perché effettivamente l’ultimo anno è stato l’anno più duro della mia vita, dopo la fine della chemioterapia, proprio perché ho dovuto elaborare il lutto, il lutto di quella donna che ero e che non ci sarà mai più, quella donna spensierata, che non doveva preoccuparsi di una recidiva, quella donna che non aveva una cicatrice che le spezzava il corpo in due, sì, è proprio così. Questa domanda è talmente azzeccata che mi viene da pensare che ti abbia toccato personalmente comunque un’esperienza del genere, perché è importante parlare di questa cosa, perché non è scontato, per cui quando poi vedono che ricrescono i capelli, tutti pensano ‘adesso stai bene’ e invece inizia il periodo più difficile, adesso ne sto uscendo, però ne sto uscendo adesso dopo un anno, per cui sì, ed è proprio quello, è un lutto che si deve elaborare, quello di una vita e di una spensieratezza che non tornerà mai più.

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Se tu dovessi scegliere un aggettivo per descrivere la Bianca che è salita sul palco lo scorso anno e la Bianca che salirà invece questa sera sul palco, quali sceglieresti?
Io quando vengo messa alle strette nello scegliere una parola sono pessima, però di sicuro è una Bianca direi molto simile invece, cioè proprio una Bianca entusiasta di aver ricevuto un regalo così. L’anno scorso di sicuro era il regalo più bello che potessi ricevere, poi non ne volevo parlare della malattia in quel momento perché volevo tornare alla normalità a tutti i costi. Adesso invece sono più tranquilla nel farlo e in quel momento era veramente un periodo in cui avevo appena finito la chemioterapia e mi chiedevo cosa sarà dopo. Tante sono le paure, soprattutto per me che ho un lavoro che è molto legato alla mia immagine. Il regalo al tempo, che è stato farmi partecipare, è stato enorme, il contatto che ho avuto con le persone grazie a questa grande esposizione che mi avete dato ha creato un impatto, posso dirlo con orgoglio. Quest’anno sono ancora più felice perché una volta vieni chiamata, ma due volte sei proprio fortunatissima, per cui oggi sono veramente felicissima, orgogliosissima e sento anche quasi una responsabilità, ovvero quella responsabilità che ho sentito durante tutto questo anno dalle persone che sono venute a dirmi che cosa significava per loro la mia partecipazione l’anno scorso. Per cui vengo a divertirmi ancora di più, sapendo che rappresento tutte le persone che hanno vissuto, stanno vivendo un tumore o in generale la malattia.

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Hai detto ‘adesso sto uscendo dal lutto’, lo hai elaborato. Come l’hai elaborato? Cioè chi è che ti ha aiutato? Che ruolo hanno avuto le tue figlie? E poi magari una domanda un po’ più leggera, sempre legata a tua figlia grande, insomma tu a vent’anni eri diciamo molto spensierata, come la stai crescendo?
Lo sto superando grazie alla comunità grandissima che ho di donne accanto a me e veramente la chiave è comunità e sorellanza. Perché in questo anno ho avuto la fortuna di creare un gruppo veramente reale di donne con cui ci incontriamo settimanalmente su Zoom, che hanno vissuto la mia stessa esperienza e ci supportiamo a vicenda. Semplicemente sapendo che condividiamo la stessa esperienza e per quello io ringrazio veramente tutti voi per avermi qua. Nel senso che io non voglio parlare solo di malattia, però veramente questa malattia che io ho vissuto mi ha fatto comprendere il dono di avere una piattaforma e visibilità. Perché sinceramente quando si è in quella situazione il fatto di vedere che non sei l’unica ha un potere mentale grandissimo e veramente la mente aiuta a curare. Per cui è veramente potente quello che si può fare e per cui devo veramente tutto alla mia comunità di donne intorno a me, dalle mie amiche a queste donne con cui ho creato gruppo quest’anno e ovviamente le mie figlie. Anche se sono un po’ in un’età terribile, anche la piccola di dieci anni già mi odia, certe volte la vedo che mi guarda come per dire ‘non la sopporto’ e si sforza di essere gentile e di rispondermi in una maniera normale. Però sì, è un’età difficile, la grande ha diciotto anni e la piccola dieci. Tra l’altro la grande ha iniziato le sfilate, sta facendo tutte le sfilate a Milano e per cui diciamo che più che parlare di malattia, perché io ho una mutazione genetica che potrebbero avere anche loro e tra qualche anno dovranno testarsi, adesso le sto dando delle dritte sulla carriera di modella. Io, tanto per riassumere un po’ la mia visione nei confronti dei consigli che do alla mia grande, le ho impedito di fare la modella fino ai diciotto anni, perché come famiglia lei non aveva bisogno di lavorare prima dei diciotto anni, per cui questo è un grande vantaggio. Però lei il 5 di giugno ha compiuto gli anni, il 10 ha finito il Liceo, il lunedì dopo era a New York a lavorare e per cui ha una grande fortuna semplicemente, ha un bellissimo lavoro, un bellissimo ambiente, quello della moda, bisogna avere un po’ di direzione e di certo io ho una grandissima esperienza.

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Qual è il primo consiglio che hai dato a tua figlia per quanto riguarda la moda?
Il più grande consiglio che do alla mia bambina grande è quello di non far dipendere il proprio valore dal giudizio altrui, perché ovviamente questo è il suo lavoro, essere giudicata per il suo aspetto fisico, per cui certe volte un designer dice ‘non mi piaci’, ovviamente sono più i rifiuti che poi alla fine i lavori in cui vieni presa. L’importante, non smetterò mai di dirglielo, me lo dico anche io stessa tutte le mattine, perché è quella la parte psicologica più difficile da gestire in questo lavoro.

“È un lutto che si deve elaborare, quello di una vita e di una spensieratezza che non tornerà mai più”

Come hai trovato Sanremo rispetto allo scorso anno? È diverso, è uguale, ti ha colpito qualcosa?
Cosa penso del Festival? Ma io sono appassionatissima! Ho le mie preferenze, ho una canzone del cuore fin dal primo giorno e mi piace moltissimo e poi mi piace perché è proprio uno spaccato di Italia, c’è un po’ tutto e comunque vedo tante critiche rispetto a magari quello che è altro rispetto alla musica. Perché per la musica non si può criticare, c’è talmente tanta varietà che secondo me si va a contentare tutti, per cui se non ci piace tutto è normale, è giusto così. Quando poi si critica il resto, tutto sommato mi viene un sorriso e non perché io sono il resto, ma mi viene un sorriso perché questo è il Festival della musica e c’è musica per tutti i gusti.

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Bianca, sei una regina che sale sul carrozzone di questo Festival. La tua testimonianza così bella, forte, sentita, che ci hai portato qui in Sala Stampa, in qualche modo la porterai anche sul palco?
Allora, io devo dire che non ho idea di cosa succederà stasera! Non so niente, ma veramente. Forse non me lo dicono perché io sono talmente onesta che rischio di dire tutto, per cui non so nulla! Di sicuro quello che mi aspetto di fare è di essere me stessa. Poi comunque effettivamente io scenderò le scale, presenterò le canzoni e questo sarà. Poi non so se ci saranno altri sketch. Però ecco, diciamo che la mia esperienza la porto volente o nolente con la mia esistenza tutti i giorni che mi sveglio. Per cui stasera cercherò di portare la mia voglia di vivere, godendomi questa esperienza fantastica.

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Posso dire una cosa riguardo Irina (Irina Shayk, co-conduttrice, NdR) da donna a donna? Io ho il piacere di conoscerla e mi è stata molto vicina anche durante la malattia. Forse per l’immagine sexy che ha e per il fatto della barriera linguistica, questo non traspare. Comunque l’abbiamo vista, era bellissima, è stato un piacere per gli occhi vederla e tra l’altro devo dire che lei è simpaticissima, poi che ci sia stata un’occasione di farlo trasparire o meno, io credo che abbia fatto sognare. Se ha fatto sognare noi donne, avrà fatto sognare anche gli uomini e per cui tutti contenti!

“Le feste non mi piacciono, sono molto snob”

NOTA: Le domande dell’intervista sono state raccolte durante la conferenza stampa tra le domande poste dai giornalisti che hanno partecipato.

Li torturo tuttiiiii!!!
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