Ultimo aggiornamento 20 Marzo 2026
Sanremo 2026: intervista a Laura Pausini.
Dalla Sala Stampa della 76° edizione del Festival di Sanremo.
Laura Pausini è co-conduttrice.



Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!
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Carlo Conti: Laura, chi te l’ha fatto fare?
Tu me l’hai fatto fare! Solo tu ci sei riuscito! Spesso anche voi (giornalisti, NdR) mi avete chiesto come mai non accettavo e non facevo mai parte del cast della conduzione di Sanremo. E devo dire che sei proprio te Carlo Conti, con la tua Fiorentina, anche se sono milanista, con la tua calma e la tua professionalità… La serenità che mi trasmetti, io non l’ho mai sentita associata alla parola Sanremo. La prima volta che sono venuta a Sanremo avevo 18 anni, nel 1993, ero più ingenua, più innocente, però avevo un po’ paura, perché Sanremo è Sanremo! Poi l’ultima volta che mi sono seduta qui alla conferenza stampa era il 1994 ed ero arrivata terza con “Strani amori”. Tutte le volte che vedo l’insegna Sanremo ho pronto il Lexotan… Anzi il Carlotan! Ci vorrebbe davvero un Carlo Conti tutti i giorni nella nostra vita, visto che io, da quando l’ho conosciuto meglio, sono molto più rilassata. Sicuramente questo incontro è avvenuto in un momento mio personale nel quale mi sento più serena e in fondo l’ho sempre sognato quello che mi stai regalando, Carlo. Ti ringrazio tanto per aver avuto fiducia in me e spero di essere all’altezza della situazione. Mi sono preparata in questi anni. Non ho paura, sono solo emozionata nel senso più gioioso del termine. Ho anche conosciuto in questi anni tanti modi di presentare. All’estero ho presentato alcuni programmi televisivi musicali, chissà forse dentro di me c’era il bisogno di andare un po’ a scuola per poter un giorno arrivare qui. Finalmente davanti a me ho italiani. Sono amante della Nazione dove sono nata e cresciuta. Spero di riuscire a dare quello che Carlo mi ha chiesto, cioè gioia, emozione, divertimento. Spero tantissimo che quest’anno ci sia una donna che possa ricominciare a viaggiare con la musica italiana nel mondo. Sono davvero curiosa di vedere quale sarà la percezione di queste nuove canzoni, perché davvero ci sono tanti stili diversi. È molto interessante questo. Queste nuove generazioni hanno cercato suoni e testi che non sono scontati. La spontaneità sarà l’unica cosa che verrà fuori davvero.


“Alla me stessa di 18 anni direi di non avere paura e di prepararsi a conoscere il mondo”

Carlo Conti: Vuoi raccontare cosa è successo a marzo?
Quando ci siamo visti a pranzo a marzo, dopo alle quattro del pomeriggio ho chiamato Pippo Baudo e gli ho detto che Carlo mi aveva chiesto di partecipare con lui. Gli ho detto che ero un po’ indecisa e impaurita. Lui mi disse: ‘Ma stai ancora aspettando? Laura sei pronta, te lo dico da un po’, vai tranquilla, fallo!’. È stato molto emozionante sentirgli dire queste parole. Io lo sento qui, forse non mi sento spaventata come in passato perché sento lui (Carlo, NdR) che è qui che mi tiene la mano e qua sento sempre una carezza (di Pippo, NdR).


Cosa diresti alla te stessa del 1993?
Alla me stessa di 18 anni direi di non avere paura e di prepararsi a conoscere il mondo e di crescere nel mondo. Sono orgogliosa di essere italiana, ma sono stata cresciuta dai 18 ai 51 anni da tanti paesi del mondo e ho tante culture in me e ringrazio tanto per questo.


Qual è il premio più importante della tua carriera?
Il premio più importante della mia carriera è il primo premio che ho vinto qui a Sanremo nel 1993. Alle prove sono andata nel punto esatto dove Pippo mi prese la mano ed è stato molto bello. Non mi dimenticherò mai. Anche se ci sono stati tanti premi internazionali importanti, per me non ce n’è nessuno come questo. Lo dico sempre anche all’estero, perché vorrei che sapessero che qui in Italia esiste il vero Festival della musica del nostro Paese, che continua a essere così importante e negli anni non è sceso, ma ha fatto conoscere tanta nuova musica.


Sei l’artista italiana più premiata al mondo. Come mai la tua presenza sui social genera così tanti commenti negativi? Hai chiuso i commenti sui social. Si è rotto un patto tra te e il pubblico italiano?
Non penso. Da quando ho vinto Sanremo a 18 anni ho sempre avuto una parte di persone a cui sono piaciuta e una parte no. Quando ero più giovane mi era stato suggerito che crescendo avrei perso una parte di pubblico, invece non è stato così. L’amore che ricevo in questo Paese è veramente tanto. È chiaro che i personaggi che hanno tanto seguito spesso generano polemiche, a volte succede a me, a volte ad altri. In Italia è vero che ci sono più persone che si sfogano sui social rispetto ad altri paesi. Se vai a vedere i miei social, quando ci sono 4mila commenti, 400 sono negativi e sono pesanti, alcuni un po’ maleducati, però fanno più notizia quei 400 degli altri che tutti gli altri che sono belli, perché ormai siamo abituati così. Io mi sento amata in questo Paese, non so come rispondere più di così.

“Il premio più importante della mia carriera è il primo premio che ho vinto qui a Sanremo nel 1993”


NOTA: Le domande dell’intervista sono state raccolte durante la conferenza stampa tra le domande poste dai giornalisti che hanno partecipato.
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