Ultimo aggiornamento 11 Marzo 2025
“C’è un modo differente per fare dogsitteraggio, che può diventare un’esperienza formativa per il cane”.
Questa frase – detta da Sara Romagnoli durante la sua “tortura” – mi è rimasta particolarmente impressa.
Ignoravo il “modo differente”, ma a dire il vero anche quello classico! “Il modo tradizionale come lo intendono tutti è: porto il cane a fare pipì perché il suo umano non ha tempo”.
Scopro tante cose, fra cui quella che la mia ignoranza non è un caso isolato, ma è una delle problematiche più frequenti da affrontare per chi svolge la professione che ha scelto Sara, che nel 2011 ha aperto la sua “Casetta Canidà”.
Una “tortura” mi sembra un ottimo inizio per fare un po’ di chiarezza sul tema.
Spoiler: se anche tu hai l’esigenza di raccontare qualcosa sulla tua professione, contattami che studiamo insieme come fare!


Sono Cinzia.
Faccio – con calma! – la giornalista e la blogger, con l’occhio molto attento alla socialsfera.
Intercetto e racconto persone, personaggi e luoghi da scoprire attraverso le “torture”, che sono le mie interviste!
Studio e metto in pratica tecniche mirate a dare visibilità. Se hai bisogno di farti conoscere o hai un progetto a cui vuoi dare visibilità contattami! oppure guarda i miei servizi qui
La tortura
Quando ti chiedono “che lavoro fai?” cosa rispondi?
Dico che lavoro con i cani, però preferirei dire “lavoro per i cani”.
Cosa ti ha portato fino qui, ovvero a “essere torturata”?
Voler cominciare a parlare della mia professione in un certo modo, con autorevolezza.
Iniziamo da dire che tipo di formazione serve per svolgere la tua professione?
Per svolgerla con una modalità etica e preparata, ho frequentato una scuola della durata di un anno vicino Bergamo, che è una delle tre scuole italiane più conosciute e utilizza un approccio cognitivo antropologico…
Che significa…?
Significa che tiene conto dell’etologia (branca della biologia e della zoologia che studia il comportamento animale, NdR). Sono scuole che usano un metodo non coercitivo, che sono lontane dall’addestramento puro.
Dalle parole di Sara intuisco che la parola “addestramento” non indica una cosa positiva, contrariamente a quanto ho pensato fino a ora!
Perché l’addestramento è una cosa negativa?
Più che negativa, personalmente ritengo sia inutile per il cane perché serve esclusivamente all’essere umano per avere il controllo sull’animale. Nel mondo animale non esiste l’addestramento. Il cane non farebbe mai molte delle cose che gli chiediamo di fare, semplicemente perché dal suo punto di vista non hanno senso!
Quindi il controllo è negativo, così come nel mondo degli umani, giusto?
Il controllo non apre alla fiducia nell’altro, nelle sue possibili capacità. Quindi, per fare un esempio, fa sì che se qualcuno vede un cane per strada, chiama subito il canile pensando di metterlo in sicurezza. Invece con la formazione giusta e mettendo di lato questo nostro bisogno di dover sempre gestire e controllare tutto, si può riconoscere bene un cane che sta camminando per strada per fatti suoi o se magari è un cane che non sa muoversi sul territorio in autonomia e perciò ha bisogno di aiuto.

Qual è la difficoltà più importante che incontri nello svolgimento della tua professione?
C’è da dire che ora c’è il boom di questa professione. E se da un lato viene visto come un servizio di lusso – pagare qualcuno che si occupi del tuo cane è ritenuto un bisogno superfluo – dall’altro si pensa che sia un lavoro che tutti possono fare, che basti giusto un po’ di amore per i cani e stop. Ma non è affatto così! Devi essere formato, come per tutte le professioni: non dovrebbe essere permessa l’improvvisazione, perché è rischioso per il cane e per la persona. Purtroppo però è un mondo lavorativo ancora non regolamentato. Si tende molto superficialmente a pensare che se da piccolo hai avuto un cane allora puoi fare il dogsitter.
Cosa può succedere agli improvvisati non formati?
Con il dogsitting puoi far vivere al cane pessime esperienze senza nemmeno rendertene conto, rischiando oltretutto di accentuare criticità già presenti. Con la pensione può andare anche peggio. Nei casi estremi è accaduto che qualcuno abbia lasciato il cane a pensione per ritrovarselo morto, oppure disperso… Chissà…

Una delle mie passioni è sfatare i luoghi comuni e trovare le fake news.
In questo campo ce ne sono?
Tante!
Ecco allora… Le fake news canine!
“I cani litigano fra loro”
NO. I cani litigano fra loro a causa dell’umano che li accompagna, che non sa come comportarsi e che quasi sempre li mette in situazioni conflittuali.
“I cani devono stare al guinzaglio”
NO. Non necessariamente. I cani che hanno avuto modo di sviluppare le competenze necessarie sanno valutare come, quando e se avvicinarsi fra loro. In generale è bene sapere che non si fanno avvicinare fra loro i cani legati.
“Il pitbull è aggressivo”
NI. Sicuramente è un cane che è stato selezionato per avere una bassa socialità con i suoi simili. Però dipende da che tipo di esperienze gli si fanno fare. Purtroppo va anche detto che è abbastanza frequente che proprio i molossi capitino a persone che li usano per far passare un certo messaggio di superiorità, di potere, anche inconsciamente. I cani sono archetipi, anche se non ce ne rendiamo conto.
“Dimmi il cane che hai e ti dirò chi sei”
SÌ. Assolutamente sì!
“Vado al canile e prendo un meticcio che è meglio”
NO. Anche chi adotta il meticcio dovrebbe darsi il tempo per conoscerlo. Non sceglierlo tra quelli del canile in base a concetti di estetica e portarselo subito a casa.

Quanto tempo ci vorrebbe per scegliere un cane?
Lo stesso tempo che serve a due umani per diventare amici, in un mondo ideale che però non esiste. Un cane che ha passato tanto tempo in un rifugio o al canile andrebbe integrato gradualmente.
Quale potrebbe essere una buona soluzione?
La soluzione sarebbe l’inserimento. Anche se alla fine molte delle adozioni migliori sono quelle dei volontari che si prendono cura del cane, lo frequentano con una certa assiduità mentre svolgono l’attività di volontariato e poi lo adottano perché si è formato un legame, sono diventati famiglia.
Sai che non so più se si parla di cani o di rapporti di coppia fra umani?
È giusto! È un rapporto di coppia! Infatti si parla di binomio, di relazione…


“Nel mondo animale non esiste l’addestramento. Il cane non farebbe mai molte delle cose che gli chiediamo di fare!”
Qual è il complimento ricevuto che ti ha fatto più piacere?
Mi fa piacere quando mi dicono che il cane è contento di venire da me e quando lo vengono a riprendere e vedono che è stato bene perché è sereno.
Qual è invece la critica che ti ha dato più fastidio?
Mi infastidisce quando mi criticano perché tengo il cane libero, dando per scontato che i cani liberi creano problemi a prescindere.
“Libero” in che senso?
Non uso il guinzaglio.
Quando incontri qualcuno che ce l’ha al guinzaglio cosa fai?
Se posso evito l’incontro con cani al guinzaglio, nel caso mi muovo di conseguenza. Qui è indispensabile la formazione.


“Chi ha un cane dovrebbe permettergli di fare delle esperienze da libero, senza il vincolo del guinzaglio”
Ti tieni aggiornata?
Sì, sempre. Ci sono seminari, workshop su moltissime tematiche e io ne faccio parecchi con tanti professionisti del settore. Mi sposto in tutta Italia. Sono corsi di approfondimento: seminari che ad esempio parlano della comunicazione tra cani, dell’aggressività, dell’integrazione, dei cani che lasciati liberi sul territorio imparano a fare da soli e a nutrirsi…
Come ti promuovi? Usi i social?
Il passaparola è lo strumento che mi funziona di più. Adesso vorrei usare di più la pagina Facebook e poi sto lavorando al blog.
Progetti futuri in cantiere?
Mi piacerebbe fare formazione per aspiranti petsitter, per mettere a frutto tutto quello che ho imparato.
Un consiglio per gli umani che hanno un cane?
Chi ha un cane dovrebbe permettergli di fare delle esperienze da libero, senza il vincolo del guinzaglio. Se lo sa fare, ok, sennò consiglio di affidarsi a qualcuno che lo sappia fare. Un consiglio più generico: se non siete disposti a mettervi nelle condizioni di imparare a comprendere una specie molto diversa da noi per fare spazio al cane nella vostra vita, il cane non prendetelo!
“Lo definiamo il migliore amico dell’uomo, ma poi l’uomo si fa chiamare padrone, proprietario, conduttore… Tutte relazioni che stabiliscono una gerarchia”
Qual è il nome corretto?
Io lo chiamo “il suo umano”

Chi è Sara Romagnoli
Dove e quando sono nata: A Pisa, il 28 novembre 1975
Dove vivo: A Piano di Conca (Massarosa, Lucca)
Che scuole ho frequentato: Facoltà di Filosofia a Pisa
Pregio: Sono una buona osservatrice
Difetto: Sono accomodante quando non dovrei
Possiamo contattare Sara se…?
Abbiamo bisogno di servizi di pet care – pensione (da mezza giornata a un mese), dogsitting, educazione – dove i “pet” sono i cani che vivono con umani
Dove possiamo trovarla
Facebook profilo personale Arsa Romazz e pagina Casetta Canidà
WhatsApp 349 8184978



Li torturo tuttiiiii!!!
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L’intervista ti farà uscire dall’invisibilità!
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