Ultimo aggiornamento 22 Novembre 2022

Stefano Carlo Vecoli espone a Villa Paolina le opere pittoriche della sua produzione degli ultimi quindici anni. Questa – COLORE e FORMA, tra Sogno e Realtà – è la prima mostra importante a Viareggio, in uno spazio prestigioso gentilmente concesso dal Comune.

Ne abbiamo parlato in questa “tortura”, che parte dalla dicitura sul suo biglietto da visita “Architetto e Varia Umanità”.
Parliamo anche di un inedito in esposizione, degli inizi con il suo maestro Giorgio Michetti, di quella volta che ha vinto un concorso di design disegnando un’oliera…

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La tortura!

Iniziamo con qualche domanda introduttiva

Cosa rispondi a chi ti chiede “che lavoro fai?”
Sono stato architetto e docente di disegno e storia dell’arte al liceo scientifico Barsanti e Matteucci. Pittore dal 1995, scrittore dal 2002. Sul biglietto da visita ho scritto “Architetto e Varia Umanità”.

Puoi darci una spiegazione di “Varia Umanità”?
Ho messo “Varia Umanità” perché mi diletto a dipingere, a scrivere romanzi e sono curioso di ciò che mi circonda.

Quanti libri hai scritto?
Tre romanzi e alcuni racconti pubblicati in antologie.

Quanti quadri hai dipinto?
Più di duecento, di varie misure, genere acrilico e olio su tavola.

stefano carlo vecoli architetto e varia umanita FOTO DI GIOVANNI NARDINI 1 ok
(Foto di Giovanni Nardini)
cinzia donati giornalista e blogger 2

Sono Cinzia.

Faccio la giornalista, con un occhio attento alla socialsfera.

Racconto i dettagli:
sia delle persone che intervisto (torturo!)
che dei luoghi che amo far conoscere.

Contattami se vuoi raccontare chi sei e cosa fai
attraverso la tua tortura personalizzata!

A quante mostre hai partecipato?
Ad alcune personali in Toscana e a molte collettive in tutta Italia.

La prima mostra: quando e dove?
Esattamente dieci anni fa: nel 2012 alla Galleria Europa di Lido di Camaiore.

Scrittura: lavori in corso?
Ho qualche idea nel cassetto, in tema di romanzi e racconti.

“’Varia Umanità’ perché mi diletto a dipingere, a scrivere romanzi e sono curioso di ciò che mi circonda”

La mostra a Villa Paolina a Viareggio

Pittura: lavori in corso?
Espongo a Viareggio fino a domenica 11 dicembre!

È la prima volta che esponi a Viareggio?
Nel tempo ho fatto varie personali nel territorio tra Pisa, Livorno, Massa, Lido di Camaiore. Poi per svariati anni ho organizzato le mostre dei miei studenti in tutti gli spazi espositivi di Viareggio. Da Villa Argentina a Villa Paolina, dalla Torre Matilde a Villa Borbone, dal Museo della Marineria alla Circoscrizione Nuova e anche alla Galleria Europa a Lido di Camaiore. Nel 2016 esposi qualche dipinto nella vetrina dello Studio Spazio Incontro di Giorgio Michetti, in via San Francesco a Viareggio. Una mini mostra dal titolo “Aprile dolce… scoprire i colori degli amici”. Posso dire che questa è la prima mostra importante a Viareggio.

Ci puoi fare un po’ di spoiler di quello che possiamo vedere in mostra?
Ci sono oltre cinquanta dipinti, genere acrilico e olio su tavola, sui temi a me più cari. La produzione degli ultimi 15 anni.

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(Foto di Roberta Bianchi)

Un riassunto dei temi?

  • La Toscana nei paesaggi, nelle città, riviste in modo onirico e fantasioso, che i critici chiamano realismo magico.
  • Le Bagnanti, che sono una rappresentazione più larga di amiche, sorelle, madri, mogli e amanti.
  • Il Mito, tema che affronto così: ci sono i miti, però rivisitati da me. Ad esempio c’è Marte calciatore; c’è Verelina, un personaggio inventato un po’ Venere e un po’ Velina; c’è la Medusa che invece di essere bella è strabica; c’è Giove catodico che al posto della testa ha un televisore; c’è Apollo scordato con l’arpa rotta, tutto ciò per dire che le persone guardano al mito, ma poi i miti sono fallaci!
  • Le Fantasmagorie, ovvero un tema fantastico e fiabesco, dove troviamo una Principessa, i due ballerini Ginger e Fred, sono temi fantasiosi.
  • C’è una rivisitazione di San Giorgio e il Drago, a rappresentare l’eterna lotta tra il Bene e il Male.
  • C’è “Sebastiana, martire laica”, una rivisitazione dei San Sebastiano della storia dell’arte, con un riferimento alla violenza sulle donne: indossa le scarpette rosse e ha accanto un rospo con la corona a terra. Questo dipinto lo vedremo per la prima volta in esposizione.
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(Foto di Silvia Malatesta)

La tortura non è finita! Ci sono ancora alcune cose da approfondire, per chi ha voglia di leggere qualcosa in più…

La pittura da dove parte?
Ho fatto Architettura. Nei primi anni Novanta ho sentito l’esigenza di andare a lezione di pittura e andai dal maestro Giorgio Michetti. Piano piano diventammo amici, portavo i miei studenti in visita nel suo studio. Lui spiegava tutte le sue tecniche, era molto generoso, per cui ho imparato tantissimo da lui.

Come sei arrivato alla prima esposizione?
Prima della mostra del 2012, informai il maestro Michetti e lo portai a casa mia per fargli vedere i quadri. Per me era una specie di esame. Mentre guardava i quadri, io osservavo la sua faccia e vedevo che era soddisfatto di avermi insegnato bene. Per me quello fu il suo via libera. Senza di quello non avrei fatto la mostra!

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Con il maestro Giorgio Michetti

Venne a vederla?
Sì. Era il suo centenario. Pensa che all’impronta, senza essersi preparato, parlò della mia mostra con estrema lucidità.

Un complimento ricevuto che ti ha fatto piacere?
Quello del maestro Michetti, che, alla soglia dei suoi 100 anni, in occasione della mia prima mostra, disse che dalla mia pittura si vedeva che sono un architetto, perché il dipinto è progettato, ogni pennellata è studiata. È una cosa che faccio anche adesso, ma poi per finire aggiungo anche qualcosa d’istinto.

Una critica che invece non ti ha fatto piacere? Ti chiesi questa cosa anni fa in un’altra intervista e mi rispondesti così: “Non lo so, perché in genere le persone criticano alle spalle e se fanno critiche non mi arrivano”. Confermi?
Ma sai che dopo qualche giorno, qualcuno mi disse che quella fu una bella intervista, facendo anche riferimento a questa domanda/risposta? Diciamo che ora aspetto le critiche a questa mostra! (ride)

Un ricordo piacevole?
A metà anni Ottanta ho realizzato un’oliera in tetrapak e ho vinto il primo premio all’ADI Associazione Design Italia di Milano.

Una soddisfazione?
Il primo premio de La Quadrata a Livorno, concorso di pittura organizzato dalla galleria Il Melograno. Il premio era una mostra personale nella galleria. Vinsi con un quadro di alberi della serie “Presenze Toscane” che sarà in mostra a Villa Paolina.

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(Foto di Roberta Bianchi)

Il tuo processo creativo: come arrivi dall’idea al lavoro finito?
L’idea nasce lavorando. Il risultato finale a volte è ragionato e a volte è più istintivo. Dipingo nello studio che ho realizzato in casa mia, in una stanza grande, poi deposito le opere in cantina! Dipingo in piano, non sul cavalletto.

Un consiglio ai giovani che vogliono dedicarsi alla “Varia Umanità”?
Seguire i propri desideri, anche con delusioni e scontri. Perché rammaricarsi di non aver preso una certa strada sarebbe poi un rimpianto che si paga per tutta la vita.

I ringraziamenti finali?
Ai patrocinatori.
Il Comune di Viareggio, che mi ha concesso questo spazio prestigioso di Villa Paolina.
L’associazione Asart, di cui faccio parte da qualche anno, che riunisce artisti molto validi. Dal 2021 sono anche nel consiglio direttivo. È interessante perché è un confronto tra artisti differenti tra loro che arricchisce.
Il Museo Ugo Guidi, che è una bella realtà versiliese attenta alle realtà artistiche locali.

In chiusura, qualcosa che ci tieni a dire e che non ti ho chiesto?
Questa mostra, per motivi personali, è un punto di arrivo e anche di rinascita.

La mostra

Titolo: COLORE e FORMA, tra Sogno e Realtà
Dove: Viareggio, Villa Paolina, via Machiavelli n. 2, sale al primo piano
Apertura: fino a domenica 11 dicembre
Orari: da mercoledì a sabato ore 15:30-19:30;
domenica 9:30-13:30 e 15:30-19:30
Ingresso libero

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“Le persone guardano al mito, ma poi i miti sono fallaci!”

Chi è Stefano Carlo Vecoli

Nato a: Viareggio
Il: 5 marzo 1955
Vive a: Viareggio
Pregio: la curiosità del mondo, inteso come paesi e città, ma anche ogni attività culturale, dalla pittura alla musica alla letteratura. La sensibilità, intesa come partecipazione a quello che avviene anche agli altri. Dice: “Rimasi colpito da ragazzo da un celebre romanzo di Ernest Hemingway che chiudeva così: ‘E allora, non chiedere mai per chi suoni la campana. Essa suona per te’. O ancora come diceva Ernesto Che Guevara ‘Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia, commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo’”.
Difetto: l’ingenuità. Dice: “Nella mia vita ho sempre dato fiducia a chi mi era vicino e si mostrava amico/a. Purtroppo spesso, molto spesso, mi son dovuto ricredere”.

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Dove possiamo trovarlo

sito stefanocarlovecoli.it
e-mail stefanocarlovecoli@gmail.com
pagina Facebook Stefano Carlo Vecoli Artifex

“Questa mostra, per motivi personali, è un punto di arrivo e anche di rinascita”

Li torturo tuttiiiii!!!
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