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Vincenzo Cirillo: il duro mestiere dell’artista

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arte spettacolo

Vincenzo Cirillo: il duro mestiere dell’artista

L’INTERVISTA
pubblicata su Paspartu 1 ottobre 2009

VINCENZO CIRILLO, il duro mestiere dell’artista

La professione di “artista” è poco riconosciuta. Gli artisti veri sono merce rara, molti pensano che siano quelli che passano dai reality… Ma se ti capita una persona che ti dice: “Io di lavoro faccio l’artista”, che fai? Non gli fai qualche domanda per saperne di più? Eh… Siamo qui anche per questo!

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Domanda: Vincenzo, che lavoro fai?
Vincenzo: L’artista.

D: E’ un lavoro?
V: Certo. Una passione, una condanna! L’artista vero spesso si ritrova da solo. Fa delle scelte difficili e per questo si trova abbandonato da tutto e da tutti. Proprio questo è l’argomento del mio nuovo lavoro teatrale, The Artist Passion. Al vero artista non interessano né i soldi né il successo popolare. Non vuole essere un intrattenitore, ma un educatore. Per fare questo affronta una specie di sacrificio, perché comunque la gente non lo capisce.

D: L’artista non va in tv?
V: Ci va, ma sceglie. Deve sperimentare idee nuove.

D: Ma se la gente non lo capisce, che senso ha?
V: Ma guarda, in realtà l’idea che l’artista sperimentale debba essere incomprensibile è un luogo comune sbagliato! Molti quando sentono dire le parole “ricerca” e “sperimentazione” si spaventano e pensano che sia roba che non si capisce.

D: Invece come funziona il discorso?
V: Io propongo, ad esempio, spettacoli colti, ma popolari. Nel senso che hanno un bagaglio culturale, ma sono comprensibili da tutti. L’arte e lo spettacolo devono essere fruibili da chiunque.

D: Lucio Dalla, presentando la sua Tosca, ha detto la stessa cosa…
V: L’operazione “Tosca di Lucio Dalla” mi sembra ridicola. Per avvicinare l’opera alla gente basta abbassare i prezzi dei biglietti.

D: Però usando un linguaggio un po’ più popolare l’opera potrebbe aprirsi ai ventenni, che ora non ci vanno a vederla…
V: Ci andranno pure i ventenni, ma avranno visto la Tosca di Lucio Dalla, non quella di Puccini! Scusa ma non c’è confronto! Vuoi vedere che se metti una sera una Tosca di Puccini a 10 euro, i ventenni ci vanno a vederla? Comunque bisogna chiarire che la cultura non è una fabbrica. E’ inutile cercare la resa economica…

DIJ_A_022 Fete de l'Europe a Dijon Jardin Darcy maggio 2009

D: In Versilia, secondo te, a che punto siamo con la qualità degli spettacoli proposti dai vari festival?
V: Secondo me in Versilia non si cerca né la qualità né il messaggio. Si pensa al riempimento e al guadagno, si calcolano le cifre e i numeri…

D: Come si fa a non pensarci?
V: Nei miei spettacoli dimostro continuamente che si può pensare alla qualità, non alla popolarità e riempire un teatro.

D: Qualche suggerimento per i festival versiliesi?
V: Ad esempio la Versiliana potrebbe “osare” ed inserire qualcosa di veramente nuovo, sperimentale, anche magari per pochi, perché no? Il pubblico va educato. La prima volta saranno 200 persone, poi la voce si allarga…

D: Dici così perché hai provato e ha funzionato?
V: Certo! A Cascina il Malastrana Festival, che dirigo, è alla 9° edizione e conta 20mila persone! All’inizio ovviamente erano di meno! E’ un festival multidisciplinare: danza, arte, concerti, video, installazioni, poesia. Dura una settimana. Ingresso gratuito.

D: Vabbè… Se è gratis…
V: Alt! Se pensi che fare una cosa gratis voglia dire portare 20mila persone, sei sulla strada sbagliata! Il pubblico sceglie, anche se è gratis!

D: In Toscana quali sono le città dove si cerca la qualità negli spettacoli proposti?
V: Pisa, Firenze, Arezzo.

D: Gli spettacoli di qualità però costano, no?
V: Con 85mila euro si può organizzare qualcosa di molto buono. Qui in Versilia invece sembrano spiccioli…

D: Cosa suggeriresti per la gestione dei vari festival?
V: Suggerirei di non far dirigere due festival importanti da una stessa persona. Poi direi che l’arte dovrebbe essere in mano agli artisti, per una semplice questione di competenza sull’argomento trattato! Ma arte e politica da noi si mischiano…

D: Tu vivi qua?
V: Da sempre vivo a Torre del Lago Puccini. Sono nato a Pisa. In inverno vivo a Dijon e per lavoro giro l’Europa. Ho scelto Dijon perché ha un dinamismo culturale particolare. Lì organizzo L’Italia Art Festival, che dura tutto il mese di marzo. Ha il patrocinio del Ministero degli Esteri, perché facciamo conoscere all’estero i nuovi artisti italiani. Non mi sembra poca cosa!

DIJ_B_004 Fete de l'Europe a Dijon Jardin Darcy maggio 2009

CHI E’…
Vincenzo Cirillo è nato a Pisa e da sempre vive a Torre del Lago Puccini. Si è diplomato in Direzione Scenica Teatrale a Firenze e ha fondato, nel 1995, il gruppo teatrale Ombra di Peter di Pisa, con cui ha realizzato programmi radiofonici e televisivi a livello regionale sull’arte underground. Autore e regista di tutti gli spettacoli della Compagnia Ombra di Peter, che lavora in Italia, Francia, Spagna, Olanda, Germania. Dal 2001 è direttore artistico di Malastrana Festival Città di Cascina e dal 2005 di Italia Art Festival in Borgogna (Francia), festival patrocinato dal Ministero degli Esteri. Nel 2010 con il nuovo lavoro The Artist Passion sarà, a partire da marzo, a Dijon (Francia), Opole (Polonia), Praga (Repubblica Ceka) e Berlino (Germania).

 

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